Pizzi

Pizzi di spuma bianca il fiume
scende impetuoso lungo il corpo della montagna
apre varchi impietoso
e leviga rocce con dolcezza,
l’erba umida, ai fianchi e smossa al vento
Romba il fiume, e canta una nota cupa
fatica a risalire il sentiero per la fonte
ma l’anima s’allegra che c’è vita intorno
e fiori e muschio e canti d’uccello
la fonte un foro in ombra, grotta sgorgante limpide acque.
l’aria chiara
tanto che l’occhio non si meraviglierebbe di una ninfa al bagno.

Cose vive

Vivono di sguardi le cose
e a volte piangono, a volte ridono
a volte sono solo di sogno.
Ma il prato fiorito dei narcisi così ridente
o la spiaggia sabbiosa di Cattolica
con le sue vongole affioranti al mattino e i granchietti in caccia
quelli restano impressionati in qualche angolo dell’animo, e non se ne dolgono
anzi si fanno eterni
come eterna è la bellezza delle cose andate.
Da quell’angolo l’anima si lancia e sale fino ai prati
o si stende al sole di Cattolica
e riguarda riflesse le cose come vive.

Le cose sognate

E’ che a settembre la nebbia sale lenta dal lago a una certa ora
nei giorni senza sole e senza lei
sembra sciogliere i profili dele cose
e il pensiero si fa liquido d’acqua
a volte calmo come lei
a volte cascata altissima o fiume impetuoso
bianco e spumeggiante
che si getta in quel pozzo nero che è il lago di notte.
E’ l’ora in cui appaiono le cose sognate
le cose pensate, in forme invisibili di pensiero
che si spandono come ricordi sull’acqua scura
liquide ma allo stesso tempo così vere.
Ma da sempre i bimbi giocano alle rive
li puoi vedere anche nelle notti più buie
e stai certo arriveranno, con le loro madri
appena sorge il sole.
Deve solo passare la notte
quando la nuova luce separerà le cime dal cielo
come lama di luce frastagliata
e ricostruirà i profili solidi.

Eterno andare

Forse sono i luoghi la prova dell’eterno andare delle anime
i luoghi dove sei stato felice
senza esserci mai stato.
Devi andare solo per quelle strade
per trovare un attimo di quell’eternità
che sia un’ombra o un raggio di sole
un angolo a cui svoltare
dove hai svoltato già.
Forse invece son le persone
che han percorso quelle strade insieme a te
la prova che non avrai altra madre oltre quella sognata.

Incanti

Ieri sera era un cielo pieno di lampi
e luci vivide tra nuvole scure
rivelanti le curve dei seni o i fianchi
l’altra ancora la tua mano (o forse era la mia?)
piena di profonde carezze.
Ogni sera ci sei tu
l’ ombra che accarezzo (o si accarezza?)
l’ombra che illumino con veloci lampi
l’ombra che vedo nuda e bianca e senza volto.
E’ un’offerta d’incanto
non promessa futura ma presenza quotidiana
che incendia l’ anima e il corpo
dammi ancora la Tua mano
come fosse un lago calmo che ogni fuoco spegne.
Poi potrò andare ai sogni
per rivederti ancora e ancora
senza nuvole scure.