Desolato

..ma la vita a me piace ancora tanto.

e non mi basta mai

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Bollicine

Tutti quei poeti.

Proprio come le ragazze della Nuit, night in quel di Sondrio
quelle che si facevano offrire un prosecco, o altro, per alleggerire un po’ i clienti
quelle che poi magari ne prendevano un altro
perchè il posto non era un granchè
perchè il posto sembrasse più bello, un pò rosè
e i clienti meno stronzi.
Ma il posto non si faceva mai più bello..
finiva a borsettate e colpi di tacco dodici.

Tutti quei poeti.

Questo posto dove stiamo non gli piace
e allora si beve un caffè, dolce,
e ci fuma una sigaretta sopra,
poi magari si fa anche una canna per farlo più bello,
e un’altra per visioni di domani,
ma il posto non si fa mai più bello e allora si prende una pasticca,
o si inietta qualcosa nelle vene fin quando arriva al punto che si dimentica cos’è che doveva diventare più bello
ma continua a riempirlo di bollicine.

Sarà anche uno strano accostamento, con le ragazze della Nuite,
ma alla fine vomitano uguale nei bagni anonimi.
Facendo questo posto meno bello.

La musica offre sovente l’illusione di stati mistici. (Catta Renè Salvator).
E crea dipendenza, proprio come il vino, ma preferisco la musica. (franco)

 

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=53642

Evoluzione dell’ amplificatore e dello sgabello

Anni 70′

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Oggi

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E lo sgabello?

E’ rimasto uguale, ma prima si metteva davanti all’ ampli, per salirci a regolare toni e volumi.

Oggi si mette sotto all’ ampli, per non inchinarsi troppo.

Certo da fuori, oltre le casse dell’ impianto audio il risultato è anche migliore, ma sul palco bisogna microfonare tutto,  incanalare al mixer, e mettere spie per sentire il risultato.

Non c’è più quel vento prodotto dagli altoparlanti che muoveva i pantaloni, e attraversava il petto, vibrando. C’è meno impatto sonoro che oltre le casse.

Eppure qualcosa attraversa ancora il petto, e vibra.

Tecnica e estro

La musica nasce da un’organizzazione del tempo.
Se, come quasi sempre accade, la musica sembra esprimere qualcosa, questa è soltanto una illusione.
Per sua natura la musica non può spiegare niente: né delle emozioni, né dei punti di vista, né dei sentimenti, né dei fenomeni della natura.
Essa non spiega che se stessa.

Io so che dodici note in ogni ottava e la varietà del ritmo mi offrono delle opportunità che tutto il genio umano non esaurirà mai.

Igor Stravinsky

 

 

Il Silenzio da solo è povero e così è il suono.
Il suono da solo è rumore, il silenzio da solo è morte.
Quando il silenzio ed il suono si incontrano nasce la musica !
La musica è l’incontro del silenzio e del suono.
La grande musica contiene sempre silenzio e suono così come la meditazione.
(osho)

 

La musica è il rifugio degli animi ulcerati dalla felicità.
A che cosa faccia appello la musica in noi è difficile sapere;
è certo però che tocca una zona così profonda che la follia stessa non riesce a penetrarvi.

Emil Cioran

Unica volta

Non era propriamente una volta celeste
e nessuna freccia la oltrepassò
per arrivare a trafiggere le stelle.

Era solo la volta di una stazione,
tralicci di ferro e lastre di vetro,
grigia e fumosa.
Stavo lì, appeso, e mi chiedevo se ero io.

Se ero proprio io vedermi laggiù,
sul marciapiedi del treno in partenza,
salutare e avviarmi verso l’ uscita
ma poi invertire la rotta, d’ improvviso.
Lei stava al predellino
con un tailleur grigio fumo,
davvero,
come in quella canzone,
e non sapeva dove poggiare le riviste,
come in quella canzone.

Ma durò solo un attimo.
Chiunque sia stato lassù,
dev’ essere sceso, e m’ha ripreso.

Le ho dato solo un altro bacio,
sulla guancia
e mi sono avviato all’ uscita,
verso casa.

Chissà, se eravamo in due quel giorno, su quella volta
e chissà se mi guardava andar via di schiena
e chissà se si chiedeva perchè non torna.

E chissà se sorridevamo di noi
che dovevamo sembrare tanto buffi.

Disperanza

E’ questo:
Un cannone che spara ancora a mezzogiorno
a metà tra il lago e la colma,
e affretti il passo,
ma il pranzo non è pronto.
E ancora:
Te ne accorgi, e rallenti un po’
ma prosegui, attraverso vie e vetrine inesistenti
verso un portone chiuso
che nasconde il ballatoio dei gerani,
e il giardino segreto dei bruchipalla.
E il portone infatti è chiuso
lucido e motorizzato
al citofono nomi sconosciuti
meno uno.
la targhetta dice “Secret Garden”
ma non suoni,
non è il tuo,
e non hai voglia di affittare una camera.