Oltre le mura di Gerico

Immagina i muri
prova, è facile,
ingrigiti e pieni di graffiti
tra una noncurata vegetazione.

Immagina che non ci siano cancelli
non è difficile,
sono aperti da anni ormai,
se ne sono andati tutti.

Immagina una chiesetta,
col suo sagrato
circondato da alberi
e tra gli alberi una madonnina di spalle.

Ora immagina un bimbo
ribelle e fuggitivo,
vagabondo ed esploratore.
Troppo vagabondo e troppo esploratore.
Lui fuggiva anche da quelle mura
e un pertugio tra gli alberi lo trovava sempre.
E c’ era una una panca tra quegli alberi,
proprio sotto gli occhi della madonnina,
tra le roselline selvatiche.

Immagina ora un pomeriggio in pace,
uno dei pochi,
si stava bene su quella panca nel verde,
si scordavano i muri, per un po’ tutto era normale.
Questo è più difficile.

Ma sopratutto, che parte delle mura stai immaginando?

IMG_20170810_101941_260

Annunci

La mia zingara

Fece buio all’ improvviso,
subito dopo un lampo.
Era Maggio, forse Giugno.
La stanza era in penombra e l’ odore dell’ Olona entrava dalle finestre.
Solo lei era lì, appesa alla parete.
E io.
Guardava i miei dodici anni senza dire nulla,
non un giudizio nè un’ approvazione.
Così le raccontavo di quanto mi piacesse stare lì,
dalla zia materna.
Di quanto mi piacesse scendere nel parchetto sotto casa,
dove c’ era la pista delle biglie
o andare qualche isolato più in là, da nonna.
A volte spingermi in esplorazione fino a trovare la darsena.

Ma lei non ci credeva.

La notte ascoltavamo l’ acqua dell’ Olona scorrere
e guardavamo i lampi blu elettrici che il filobus lanciava riflettersi nei vetri.
E il suo viso si illuminava di quei lampi,
pareva cambiare espressione.
A volte piangeva.
Con me.

Oggi sta in un’ altra casa e ancora non mi crede.
Così lei torna a trovarmi.
In sogno.
Per ricordarmi cosa mi sarebbe piaciuto veramente.
Per ricordarmi che era il buio la luce nella quale splendeva.

Forse è una specie di castigo.

Forse consolazione.

Forse il suo ostinato volermi bene.

Forse la sua preghiera.

Esmeralda.jpg

ANGHELOS – Piero Marras

Angeli che cantate al chiarore della luna
figli di donne morte di parto, madri senza fortuna
fateci entrare in quella stanza
dove gli anni ritornano lentamente
Anime dei grandi dimenticati
voci dei compagni sventurati
fate che la gente non sia in guerra
e si senta solo suono di pace in terra.
C’è una stella dietro questo cielo
che prova grande vergogna a farsi vedere
questa piccola stella nelle notti di gelo
esce allo scoperto luminosa e ci fa giorno.
Angeli che cantate al chiarore della luna
fiori di questo cielo color prugna
fate che ritorni il tempo in cui
questa terra era una voce sola.
C’è una stella dietro questo cielo
che prova grande vergogna a farsi vedere
questa piccola stella nelle notti di gelo
esce allo scoperto luminosa e ci fa giorno.
Angeli che cantate al chiarore della luna
figli di donne morte di parto, madri senza fortuna
fateci cantare a voce spiegata
che la voce arrivi subito in cielo e sia la più alta.
***********

"...e poi Letteratura e Politica"

La specie si odia. E mi permetto di aggiungere: "A volte di coppie non si può parlare, ma d'amore sì; altre volte di coppie sì, ma non d'amore, e è il caso un po' più ordinario". R. Musil, 'L'uomo senza qualità', Ed. Einaudi, 1996, p. 1386. Ah, a proposito di 'relazioni': SE APRI IL TUO CUORE SI TRATTA DI AMICIZIA. SE APRI LE GAMBE SI TRATTA DI SESSO. SE APRI ENTRAMBI E' AMORE

Atti effimeri di comunicazione

Carrelli poetici, oggetti sommersi e blog fiction di Barbie.

Parole & Carriole

Poesie D'Amore e Trucioli Di Libertà

alessandrasolina

il mondo non è tondo

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

Una sognatrice fallita.

...E anche oggi riproviamoci!

I lacci che legano

Vivi le domande ora

Notebook in the Net

chiaraadezati: leggere e scrivere

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

iwantyouhappy

Just another WordPress.com weblog

Evaporata

Non voglio sognare, voglio dormire.

Beauty From Darkness.

Non pretendo che la Gioia non possa unirsi alla Bellezza, ma affermo che la Gioia ne è uno degli ornamenti più volgari, mentre la Malinconia ne è, per così dire, l'illustre compagna: al punto che non riesco a concepire (il mio cervello è forse uno specchio magico?) un tipo di Bellezza senza l'Infelicità. [Baudelaire]

Domenica poetica

Spazio bianco poeticamente post-abile la domenica

Kataware-Doki

Non è giorno nè notte, il non umano diventa accessibile

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

Scrivo per passione e per noia, scrivo per passione annoiata. Lo pseudonimo è uno strumento ed è confusione, è uno strumento per confondersi. ("Sii sempre un poeta, anche facendo prosa.” - C. Baudelaire)