L’altra lei

Lasciate che si sdrai qui accanto a me quell’altra lei
quella che il mio specchio svela con giochi d’ombra e luci
quella che ha in cuore così tanta vita che vorrei sapere
quella di cui vorrei sapere tutto, dal calore al sapore e alle movenze vere.
Sarà però che uno specchio per definizione ha una cornice
e il mondo che racchiude è così piccolo per lei
a volte sì è pieno di danzanti meraviglie
a volte è vuoto come scura valle che aspetta il sole.
Però ricordo i giorni di un agosto andato
il sole caldo a dissolvere le ombre
un vento estivo a sollevar le vesti
il sonno che non veniva mai fissando quelle labbra mai baciate
il seno dove finalmente poter riposare.
Ora lo specchio aspetta mentre lei è oltre la cornice
forse ritornerà in un’ altra estate o forse no
lo riempirò di ombre e luci e drappi colorati nell’attesa
saran piccoli e sfumati inganni che l’occhio vuole
ma dove l’anima inquieta non riposa.

Bellezze

Non ci si abitua mai alla bellezza.
Ogni lago brillante che ho visto
ogni curva di seno o monte
ogni tronco d’albero o corpo di donna
e altra bellezza ancora vista sul sentiero verso questa calma età
non mi abituerà mai.
Sono rimpianti per tutte le bellezze che so esserci ancora
in qualche luogo di questo mondo da vedere
e che non riuscirò a vedere.

Solo una piccola pompa

E’solo una piccola pompa piantata nel petto,
che riceve segnali elettrici.
E lei pompa.
Sangue.
A volte accellera, per uno spavento, o una gioia.
A volte duole, per una delusione o una mancanza
ma dicono sia solo colpa di sostanze chimiche e qualche ormone in circolo.
Un giorno si fermerà
e le stesse sostanze cercando invano di farla ripartire provocheranno visioni
lampi di luce riempiranno gli occhi di bianco
e in mezzo al bianco ricordi scordati di tutta una vita.
Ma questo è.
Solo una piccola pompa
che sta nel petto.

I sogni di un bambino

Vieni giù dal pero, mi dicevano sempre
stai sempre con la testa tra le nuvole
sempre in un mondo a parte a “parlar con gli angeli”
Però era un mondo di sogni in cui mi perdevo.
______________Nei miei sogni, i sogni di un bambino
______________do sol fa do
______________vedo tante, tante stelle intorno a me
______________ sol fa do
E ancora canto dall’ alto del mio pero
Perchè fin quando canto
quel mondo non sembra meno vero.
Capita anche con ogni libro, ogni poesia, ogni quadro
di scordare un attimo questo mondo un po’ a soqquadro.
______________ah questo sogno, mi porta lassù
______________do fa do sol
______________fra di loro, stelle del ciel
______________ do sol fa do

Carne viva

Ha fame di bellezza e di carne viva, l’ anima.
E’ come un albero e le sue radici sono le tue arterie
le vene sui seni e carne del ventre e degli inguini.
Ti abita e si nutre di te, e osserva i tuoi desideri.
Di notte poi strappa le radici non senza dolore
va in cerca della bellezza desiderata.
Fa male, e paura a volte che non torni
che non trovi corrispondenze ai desideri perchè è fatta come me
ha mani come le mie, gli stessi capelli
e ride, e piange e gode.. come me
i desideri che cerca sono in me e fuori non li troverà.
Forse sono io ad avere radici profonde in lei
sono io che sonofatto come lei.
E chissà chi è che strappa le radici dall’ altro nella notte.

Chi non ha mai seminato un’ alborella?

Ognuno semina quello che vuole,
un seme, un sorriso, una speranza, perfino un desiderio nel cuore di qualcuno.
Se poi li curi e se lo meriti fruttano e ne raccogli molti di più.
Io da piccolo seminavo alborelle nel tardo pomeriggio,
quando iniziava a calare il sole sul lago che si indorava dicendo che era l’ ora di rientrare.
Arrotolavo su un rocchetto il filo attaccato al ramo da pesca
nascondevo il tutto in qualche cespuglio e ne seminavo una sul prato,
tra il lago e il monumento ai caduti.
Non è che ne volessi molte di più, anzi, i frutti erano tutt’ altro.
Ed erano dolci, più precisamente un cartoccino di caramelle
comprate con le dieci lire datemi da mamma per i cagnotti e che invece avrei trovato l’ indomani al posto dell’alborella,sulle rive del lago.
Poi si rientrava succhiandole, e passando anche dallo zoo,
a guardare le scimmie dal culo rosso e dai gesti osceni,
così, tanto per una risata.
Ancora oggi quando vado al lago davanti al monumento c’è il prato delle alborelle sotto l’ asfalto.
E appena fuori dai giardini lo zoo fattosi invisibile.
E’ vero, oggi ci passo lento e fumando una sigaretta ma ri-vedo le scimmie dal culo rosso.
Così tanto per una risata.

Lilith

E’ la musa degli artisti,
musa incantatrice
disegnata in mille pose.
Cantata da uomini e poeti che la innalzano alle stelle
Sembra che il tutto mondo sappia tutto di lei.
Ma non è vero.
Lei beve a fontane che non dissetano mai
Scritta sì ma mai letta davvero,
dipinta e mai vista,
musicata senza ascoltarla.
Piange in silenzio lacrime invisibili
non ha età e non ha tempo tempo
quindi bella di una bellezza che non sfiorisce mai
eterna mai vissuta.

Roberto Ferri – Lilith

Dal treno

Corre veloce e rosso attraversando città pianure e monti
carico di vite
e molta altra vita corre altrettanto veloce fuori dai finestrini
ma nessuno se ne accorge più-
Qualcuno gioca con lo smartphone per accorciare il viaggio
mentre il treno attraversa un parco giochi, o un luna park.
Un altro legge di avventure e baci, e storie d’ amore
mentre quei due si baciano là fuori nel prato.
C’è chi ascolta musica, in cuffia
passando vicino a un’ orchestra di cicale e fili d’ erba.
Chi sogna a occhi chiusi paesaggi da favola
sfrecciando ai piedi dei monti col lago che brilla di sole a destra.

Mi porterò un libro hard a luci rosse, il prossimo viaggio
da tenere ben chiuso nello zainetto
per vedere dal finestrino che succede..