Una vecchia amica mia

C’è sempre qualcosa che ci tiene vivi,
un ricordo, un sogno, un amore, una stella che non cade,
una vecchia zingara che torna a trovarti.

E’ un po’ che non passava di qua
un tempo guardavamo l’ olona scorrere sotto le finestre di zia Mary
e le si illuminava il viso con i lampi della filovia.
Mi guardava muta e consolava i miei tredici anni,
scopriva tutte le mie bugie,
ci facevamo compagnia,
poi mi accompagnava ai sogni.

Deve avermi visto piangere Mary
così è passata per la mente
col suo sorriso più bello
per portare anche a me un sorriso.
Ma se la guardi bene anche lei,
orfana ora, e sempre giovane nella sua cornice,
piange per Mary.

zingara2

Col cazzo!

C’è una bella poesia, erroneamente attribuita a S. Agostino e che invece è di un certo Giacomo Perico.
Più o meno fa così:

La morte non è niente..
Sono solo nell’ altra stanza…
Va tutto bene…
Non piangere…

Sarà anche vero che non è niente perchè finchè vivo lei non c’è,
cerca solo di metter paura,
e quando non ci sarò più lei non ci sarà più a far paura.
Sarà anche vero che non è niente ma ha cambiato tutto
non c’è nessuno nell’ altra stanza, nè dietro gli angoli o tra gli alberi al bosco o in riva al lago
e nemmeno sui sentieri o sulle vie d’ acqua, non è lì che van cercati.

Va tutto bene una minchia, la vita non è la stessa di prima e non voglio asciugare le lacrime.
Voglio piangere per i miei morti, finchè mi farà star bene.
Non è che non è successo nulla
non è che domani passo con la moto e tu ti alzi la gonna e sali a cavalcioni
per spettinare i capelli nel vento.
Non saliremo più ai monti, a narcisi muschio e ciclamini.
Non posso farti vedere il sorriso dei nipotini,
non so in che luogo sono ora, se c’è,
ma se sono in me io per ora sono un luogo infelice.

Forse una cosa è vera, gli parlo come prima, chiedo consigli e invio richieste,
e scuse.
Non saranno dietro l’ angolo ma sono sparsi in tutte le cose.
Compreso me.