Nel lago degli occhi

Dalla finestra un ballatoio
sul ballataio cantano i canarini della signora Anna
gli scarponi del signor Verga brillano al sole
lucidi di grasso
e c’è tutto il rosso dei gerani che ride.
Sotto, un Falcone mostra le sue cromature.

Il bambino è questo che vede dalla finestra degli occhi
Ha le ginocchia stanche
e qualche dente in meno,
gli anni passati sono tanti.
ma lui non se n’è accorto
così i canarini possono diventare blu
gli scarponi sono sempre lucidi
e i gerani profumano di rose.

Ma a lui non basta mai
deve camminare
scendere a lago attraverso le viuzze mai viste
in esplorazione
deve far entrare tutta quell’ acqua negli occhi
e tutta quell’ acqua non basta mai.
E sempre il bambino che va al lago
sale sulle cime dei monti
e l’ aria intorno profuma ancora di rose

mi porta con sè.

vela

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Cam girl

Parte così
col motorino d’ accensione del motore
poi imbocchi la strada familiare
tutti i pensieri nel taschino
all’ autoradio, in sottofondo
-Io sono un gigolò-
e penso a lei
-soltanto un gigolò-
e penso ancora a lei
sotto questa pioggia sottile di sabato mattina.

Perchè lei è una cam girl
si muove sinuosa
erotica e maliziosa
nel mondo che ha inventato.
E’ come piace a te
proprio perchè l’ hai scelta te
alla vetrina delle anteprime.
Ha l’ età che vuoi
ti mostra quel che vuoi
accende la tua voglia
anche se non ne ha voglia
e questo è quel che vedi.
Ma lei è una cam girl
con tutti i suoi problemi
e quelli non li vedi
vedi seni affascinanti
che muove con maestria
e allo specchio il suo sedere
nel palcoscenico allestito
basta che muova un dito
e il resto è fuori campo.

Poi vorrai veder di più
magari quello che ha nel cuore
lei non risponderà
e il sistema scriverà
—**CAM CHIUSA**..

..come la scena di un film, che volge al finale.

Zibob, Zibab!

Va bene così

La puoi disegnare
alta, bella e maestosa,
puoi disegnare anche il terreno dove poggia i piedi
e li affonda
puoi disegnare il cielo sopra, dove alza le braccia
e ci si confonde,
puoi disegnare la pelle riscaldata dal sole,
puoi disegnare la chioma lucente.

Poi vai al bosco
e scopri che la foglie invece sono tutte lì
a terra dove affonda le radici
e anche qualche ramo s’è spezzato
aprendo un altro varco in cielo
la corteccia mostra nuovi segni.
Allora, inutilmente, l’ accarezzi,
inutilmente, sposti i rami caduti,
sempre inutilmente togli un pò di terriccio dalle sporgenze del tronco,
inutilmente.
Perchè a lei andava bene così.
Poi lasci un pensiero. Un seme.

Al ritorno, a casa,
la puoi sempre disegnare,
alta, bella e maestosa,
con le braccia al cielo,
la pelle calda
e la chioma lucente sotto la pioggia.

Mentre lei al bosco aspetta il sole.

Foto Herb Ritts (Serie “In piena luce”. Neith with tumlbleweed)

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Non guardare le vetrine

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=53444

Entriamo dalla grande porta in pietra, aperta
e già ti dico che ti voglio bene
e mancheresti se un domani qualunque tu non ci fossi.
Proseguendo per le mie strade si passa dalla vetrina dei binis
piena di palline argentate e dorate ripiene di rosolio
luccicante se non la guardi.
Più avanti il panettiere espone le mantovane
lucide, dolci e profumate
è ben allestita, con panini a forma di animali e casette
ne esce un dolce profumo di burro e vaniglia
se non la guardi.
Giriamo a destra, e tu accanto
che si dice che accanto è un posto per pochi
ma io resto un po’ indietro
che da dietro hai un bel culo
da prendere a pacche e pizzicotti e carezze, e baci.
E ti dico ancora che ti voglio bene
e che anche quello mancherebbe se un domani qualunque non ci fosse.
Ma c’è una vetrina più avanti
e ci arriviamo ancora accanto
è piena di trenini e locomotive
aeroplanini radiocomandati, macchinine
motori da 3,5cc e radiocomandi sofisticati.
Non puoi non guardare
e così lo vedi,
negli spazi scuri non ci sono i tuoi seni
e non sei rimasta indietro
non arriverai ancheggiando e dondolandoli,
accanto qui non c’è nessuno
e ti dico che ti voglio bene
e manchi in questo domani qualunque.

foto Vivian Maier

vivian maier

Sono qui

Sono qui, ora
e ci sono già stato tante volte,
seduto sotto l’ albero d’infanzia.

Una quercia al vento in mezzo alla radura. (o forse è un palco)

Sono qui per farmi vedere in fondo,
e farmi sentire,
gli alberi di fronte sono avvolti nel buio
e si vedono appena
c’è silenzio, prima,
attesa dei quattro colpi
come se in mezzo agli alberi ci fosse lei,
e si alzasse da un momento all’ altro.

Gli alberi ondeggiano e mormorano
che siano anche loro in attesa di un suono?
Del primo accordo?.

E allora eccolo.
Entrerà in loro come un vento
e danzeranno
e canteranno
e svanirà la nebbia
come se ci fosse lei.

Poi, qui, tornerà quel vento
ad accarezzarmi le foglie
come faceva lei.

S_Rocco

Muse

Muse,
strane creature,
ti mostrano quello che vogliono che tutti vedano
tra vapori, nebbia e fumo.

Nessuna ti mostra quello che non vuole che tutti vedano.
Lo nascondono tra vapori, nebbia e fumo.

Foto art La spiaggia, Antonio Mora

«La Spiaggia» by antonio mora

 

Dicono

 
Dicono che c’è un punto
lungo il sentiero
oltre il quale non si può andare.
E’ questo che si va cercando.
Dicono che sia in cima alla montagna,
qualcosa come una vetta
che sale a baciare le nuvole
o una colma, dove le nuvole riposano.
Dicono che lì il vento piega gli alberi a terra
proprio come qui
e una volta arrivato diventi come lui.
 
Ma allora non finisce il sentiero
ridiscendi piegando gli alberi a terra
accarezzando i narcisi, e poi i ciclamini
giù fino a increspare la superficie del lago
fino alla panchina sulla riva
ad asciugarle il viso.
 
Ma non è questo che si va cercando.
Forse è solo come quando esci da un bosco,
su una strada mai vista,
e sei felice per la scoperta,
e prosegui curioso
senza paura
leggero.