Dicono

Dicono abbia raggiunto la quiete
senza più dolori
senza respirare più con grande affanno
dicono che sia tornato a casa
anche se per tutti questa era la sua casa.
Dicono che era già prevista la partenza
dicono che il tempo si allarga sempre verso l’infinito
dicono che qua resta qualcosa sulle spiagge
e guarda le stelle, te le racconta una a una
come fosse fiaba che la notte rende dolce
dicono che da oggi sarà scintilla e sogno
che farà ancora dolci le stelle e i cieli.
Dicono, dicono loro ai bimbi
ma quando tocca a me di dirlo non so che dire loro.

Sotto al girasole

Sotto al girasole ruota l’ombra come ruota il sole
il sole la disegna ma come il girasole vuole
ci son petali che sporgono dalla corolla profonda e scura
come del girasole la controfigura.
Corolla come bocca che segue il sole
i petali come labbra ma senza voce
son troppo alti da accarezzare
così che è solo a terra che li puoi toccare.
Ma toccar l’ombra non è come toccare il sole
è così che si spicca il salto
a costo di bruciare
la ricaduta poi è sempre vertiginosa
come cadere nella bocca scura dove volevi sprofondare.

Stazione dopo stazione

Dopo la prima prosegue il viaggio
stazione dopo stazione
verso il suono azzurro delle campane sopra il lago
e nel viaggio appaiono immagini, senza sforzo
di cose perdute, ma anche della stazione d’arrivo mai vista.
Alla vista è primavera ma l’aria è gelida
anche se canta, e incanta già il paesaggio immaginato.
L’ultima stazione è la prima di un altro viaggio
viaggio di pensieri naviganti
come vele bianche sul brillante lago
e altre immagini ancora appaiono, calde e vaporose
come la bruma all’orizzonte.
Che sempre continua il viaggio
stazione dopo stazione
e a ogni stazione un canto o incanto.

Basterebbe un verso

Basterebbe un verso, che scenda lungo la curva dei monti
dalla baita del Falchetto, e proprio come un falchetto
volteggi in cerchi concentrici giù verso il lago.
Basterebbe un verso così forte che da qua si senta
come un richiamo e che mi porti con lui volteggiando
a vedere le barche dall’alto
e la linea obliqua della funicolare affondare nel lago.
Si vedono spiaggie e famiglie al bagno
con bimbi che pescano o nuotano
tetti di vasa e vie dritte che li tagliano
E la casa amata.
Basterebbe un verso
che si getti a capofitto nella casa amata
fino all’ odore di legna, di carbone per la stufa
fino al caldo dell’ acqua nel mastello e al calore delle mani.
Basterebbe un verso
per dormire ancora su quel seno sereno
con nelle orecchie un canto e una voce.
Basterebbe un verso e sparirebbero gli anni
tornerei nel grande giardino segreto
dove giocavano le farfalle coi bruchipalla
dove sotto ogni sasso c’era un tesoro
e il sole giocava tra i rami con me.
Basterebbe un verso
ma non sono buono, (sun minga bun)
gli anni qui da questa poltroncina si sanno tutti
e quel verso presto sarà nel vento.

Pensierino

Come statua messa in posa
seni alti e luminosa
ancora accende il fuoco la mia musa.
Certo si fa desiderare
come solo lei sa fare
ma il desiderio ha vita propria
e all’anima basta il desiderare.
Ogni giorno la disegno e poi cancello
perchè il prossimo sia più bello
è il mio foglio, il mio lumino
la conservo nel taschino
insieme a questo pensierino.

Improvvisamente lei

Anni fa ho trovato un angelo
fu una notte,
e restò diverse notti
e giorni e mesi e anni.
Profumava di canzoni e giovinezza
e non era proprio sceso dal cielo
l’ho trovato proprio qui
su questa terra
quello che già cantavo dalla giovinezza.

______________________ Nella notte vidi lei
__________________________________che senza dirmi nulla
__________________________________negli occhi mi guardò
__________________________________e poi mi prese per la mano

Quella notte però si spalancò alla vista
e dentro c’ erano le mie stelle
e il mio mondo
il profumo delle mie notti sul balcone
cantandola e guardando al cielo
quella notte i sogni di bambino si fecero adulti

__________________________________Feci ciò che volle lei
__________________________________e corsi verso l’ alba
__________________________________fin quando ci fermò
__________________________________il primo raggio di sole

Arrivò troppo veloce l’ alba
correndo fra le stelle
ma nessun raggio di sole ci fermò più
volammo ancora nell’ azzurro immenso.

___________________________________Un volo di gabbiani
___________________________________in quell’ azzurro immenso
___________________________________cristalli colorati
___________________________________intorno alle mie mani
___________________________________e lei stringeva me.

Oggi è ancora qui
sono solo più stanco le dico
ho un po’ più sonno la sera
e correre tra le stelle è un sogno
ma sei ancora qui le dico
e profumi di canzoni e giovinezza.
Profumi di acqua lacustre se vado al lago
profumi di resina e eriche al sole se salgo ai monti.
La notte profumi di cotone caldo sulla pelle
e seno da latte
profumi di pelle di bimbo quando abbraccio i nipotini
e di pelle di donna
e di sesso anche
che non è vero che gli angeli non ce l’ hanno
ognuno disegna quello che vuole.
Profumi di tutto ormai
di shampoo, di bagnoschiuma
di luce e buio
di un eterno e rosso desiderio.
E dei sorrisi che incendi.

___________________________________Improvvisamente lei
___________________________________in questo mio sorriso
___________________________________che è nato insieme a lei
___________________________________col primo raggio d’ amore.

Once upon a time.

Lucido Sogno Strampalato

Batte ancora forte il cuore
a guardare verso le colline
l’acqua scende lungo la valle
che va dai seni all’ombelico
poi prosegue nel dirupo
e precipita in cascata
nella pozza d’acqua chiara
lucido sogno
e nudo nido.
Nido o tana
di selvaggia lupa
che si specchia in quella pozza
mentre s’alza già la luce rosa in cielo
e ancora batte forte il cuore.
Pozza fonda come la bocca
e due dita tra le labbra e sogno
per cercare un altro sogno
sulla punta della lingua
lingua dolce e senza spine
che fa battere ancora il cuore.
Cuore suo o cuore mio
o cuor di lupa solitaria
pulsa e batte dentro il bosco
e dentro il bosco sta la pozza
nudo nido selvaggio sogno
che fa battere sempre il cuore.

Gioia

E’ questo sangue che trasporta gioia nelle vene
o è la gioia che spinge il sangue in caverne e capillari?
E li gonfia, e pulsa e batte
e tutto per entrare in lei che arriva in sogno
ma il sogno pare cosa vera
e lei un lago chiaro
e tuffarsi è un un altro sogno
e poi un altro ancora.

Il profumo dell’ erica by Franco Bonvini

MasticadoresItalia // Editore: J re crivello

Il vissuto è quello che più conta
e l’affondarci le radici da questo vivere di oggi.
Così vado al bosco perchè ricordo che qualcuno mi ci portava
e lo so che non lo troverò quel bimbo
ma ricordo i giorni felici, e la gioia
il sole caldo sulle gambe nude
il profumo dell’erica
la bimba che ha paura dei ragni
la sua spalla liscia
l’odore del sottobosco
il bimbo con l’archetto e le frecce.
E’ proprio lui che cerco
il bimbo sperduto in questa vita stordita
ma non lo trovo.
E poi ci porto i figli, e i nipotini
perchè lì sono stato felice
e perchè lì torneranno anche loro a cercarsi bimbi sperduti.
Il vissuto insieme al vivere conta
perchè uscendo dal bosco affonderò i rami nel vivere
che sia vero o non vero o sogno non importa
e neanche la sua spalla un po’ più ruvida.

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