So dove sta l’introvabile

So dove sta l’introvabile,
e lo so perchè un giorno mi sono perso,
perso nelle nebbie e ombre della malinconia
e lì si è fatto trovare,
accanto a un pozzo retinato di sole.

Allora, direte, che introvabile è..
È che da quel giorno ne ho le tasche piene
ne ho riempito tasche e taschini
e lì è fiorito, svelato e senza ombre
vestito di nuovi colori e pelli,
nuovi orli ai pozzi.

Come d’altro mondo lo sfondo.

Devi solo credere che esista,
e che di nuovo si farà trovare
facendosi subito introvabile
per poter così rifiorire.

Perchè non è in quel mondo l’introvabile
né in questo.

È nel credere, con fede.

Per una sera al mondo

Solo per una sera in questo mondo
scegli l’abito più bello
dal guardaroba segreto dei sogni più arditi
e uno di quegl’intimi minuscoli
leggeri e trasparenti
che non lasciano segni sull’abito.
Ma pensando a me.
Poi passa allo specchio, ancora nuda
e guardati
ma pensando a me,
non c’è abito migliore per quella sera.
Ci vestiremo di quei sogni più arditi e segreti
dove ti fai sentire gemere e sospirare
in questo nostro mondo.
Faremo poi un altro mondo
e altri mille ancora.

Uno per ogni sera al mondo.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=60300

Immagine Vincenzo Trotta – Valentina (Guido Crepax)

Autunm Dream

Se ne sta distesa a cavallo delle stagioni la ragazza
tiene i capelli ancora nel caldo biondo dell’estate
i piedi già svaniti nei corti e scuri giorni
in mezzo a rossi accesi e foglie d’oro sui seni gonfi.

Se ne sta distesa come una dea dell’abbondanza la ragazza
le curve, i seni, i fianchi come cesti di frutta matura e piena
l’ombra che avanza splende e risalta tutto il corpo
come un contrasto, una definizione naturale.

E più scurisce più avanza il caldo buono
quello che ha in fondo all’inguine
l’inguine che si fa rifugio.

Sarà che a me il buio ha sempre fatto un po’ da rifugio
che lì forse non mi vedono
forse stasera non verrà.

Venisse almeno la ragazza in questo scuro che avanza anche qui
qui dove lei è idea, il sogno, la dea
la sicura via per entrare in questo splendido autunno.

Anime leggere

Potremmo guardare il fiume dal bosco, dico
attraverso le nebbie di nuvola, dici
poi scendere leggeri verso la riva.

Potremmo scendere quella scaletta in pietra, dico
e arrivare davanti all’ acqua, dici
poi amarsi alla fine del sentiero.

Proprio lì, davanti alle onde irrequiete d’ infanzia
sotto la nostra stella e la luna
Lì, dove le rocce si scuriscono in rifugi
Lì, dove si alza il silenzio buono
che contiene i sogni.

Potremmo aspettare la sera, dici
e addormentarci come bimbi, dico.

In un pensiero che è come un rifugio.

Snudante luce

Non come ombra alla finestra appare
ma come cuore di luce acceso in cielo.
E tu passi lento sotto quel cielo
da cui cade, freddo, tutto l’ agosto andato.

Tu ci vedi una promessa d’ inverno, e di neve
mentre gli amanti si promettono una nuova estate.

E intanto l’ aria si riempe di schizzi bianchi
nel blu elettrico
e di rosa mutevoli al cobalto.
La luce vibra come ali di colibrì
C’è solo un gran caldo intorno,
e niente altro.
Nemmeno Tu.
Nemmeno Io.
Solo noi in un pensiero felice.

E ad ogni curva di luce appare,
quel che non si vede appare
Come quel che invece si vede
lentamente scompare.

E si resta così
nudi sotto quel cielo
da cui cade, freddo,
tutto l’ agosto andato.

Di marmo vivo inamovibile

Ci sono statue che dicono sian di marmo vivo,
per le ombreggiature,
per le dita affondate nel marmo come fosse morbida carne,
per le velature, che sembra ci si possa soffiare.
Ma hai voglia a soffiare
e allora c’e chi gli ha scheggiato un ginocchio
che non si è mosso
e chi ha continuato fino a farne un usignolo
Muto
e con qualche altro colpetto
farne ghiaia da vialetto.

Ma la notte torna prepotente il canto
oltre il velo che non riesci a soffiar via.

Lo splendore del buio

“Non è quello che vedi, ma quello che non vedi”

È sul sentiero più bello, quello che imbocchi così, perchè lì vicino c’era posteggio.
E’ proprio alla fine di quel sentiero, dopo aver attraversato i boschi
tra luci e ombre, scorci d’azzurro e di sole
e dopo aver pensato più volte di tornare indietro.
È proprio lì, dove il sentiero si ferma a un cancello
che sulla destra appare,
come un inguine di roccia immerso nelle nebbie
e l’acqua cola lungo i fianchi
fino alla pozza ai suoi piedi.
E ci sono spazi immensi di buio,
tra il gomito di un ramo e il fianco della montagna
o sotto gli archi di un ponte indorato dal sole
ma di più è al punto d’incontro tra le nebbie
quella vaporosa, che sale lungo i fianchi
e quella dorata, che scende dall’ alto e dai monti.
Lì c’è un foro di buio, invitante,
coperto da una grata finissima.

-perchè molti provando a entrare hanno perso il senno-

Dentro è il mistero
fuori l’acqua sgorga a tratti, intermittente,
come spasmi dell’anima della montagna che gode.

Ma dentro è lo splendore del mistero.
Se entri in quel pozzo di buio vedi la montagna stessa specchiarsi nel lago.

Con i suoi stessi occhi vedi, appoggiato al suo corpo.

Signorina Fantasia

Saremo ancora sorpresi
lo so
dalla vita che corre sempre più veloce
in quest’età dove un anno ne vale almeno dieci,
troveremo un posto magico, appena oltre il ponte,
e lampi di luce per attraversare le notti.
Filtrerà la luce dall’ alto attraverso le foglie
a illuminare questa vita che scorre.

Come l’ acqua scorre
e come l’acqua lucida le pietre e la pelle
e poi in questa vita c’è lei, lei che ha reso le notti più belle
lei che come l’acqua scorre, limpida nelle mie fantasie più belle.

Lei che ancora sorprende, filtrando dall’ alto attraverso le foglie
portando in dono proprio quelle mie fantasie più belle.

Pace irrequieta

Così era, come il guardare al lago in una giornata di novembre
guardarlo da una di quelle casette in legno dei campeggi,
quelle stanziali, da collegare alla roulotte.

Si chiamava La Boheme
dalle finestrelle si vedeva la nebbia salire dall’ acqua a offuscare le rive
così sembrava mancasse sempre qualcosa al paesaggio
e non sapevi cosa.
Tutto era avvolto in una luce bianca
anche quando calava il sole e il paesaggio cambiava di poco, nella bianca luce della luna.
Nel locale un caldo rassicurante e protettivo
e un adagio, calmo e tormentoso.

La durata, questo mancava.

Così è guardare il suo corpo,
un paesaggio tormentoso
un caldo rassicurante e protettivo,
una grande pace irrequieta.