Sul lago di Como

 

Viandando (per vecchi posti dove si è felici)

Omegna, sulle rive del lago d’ Orta, paese natale di Gianni Rodari e paese di pinocchiari.

 

Il lago d’ Orta è l’ unico dei laghi prealpini che ha un emissario che va verso nord, in su, e per uno strano effetto ottico sembra che l’ acqua salga proprio verso i monti.

 

 

 

Dello stesso lago è Ernesto Regazzoni, il poeta dei buchi nella sabbia e delle poesie non scritte (invisibili), nato a Orta.

Ad Orta, in una camera quïeta
che s’apre sopra un verde pergolato,
e dove, a tratti, il vento come un fiato
porta un fruscìo sottil, come di seta,

c’è un pianoforte, cara, che ti aspetta
un pianoforte ove mi suonerai
la musica che ami, e che vorrai:
qualche pagina nostra benedetta.

La nostra grande pagina ove abbiamo
prima sognato tante cose, tante…
E ci risponderanno fuor le piante,
ed un coro d’augelli su ogni ramo.

La casa, intenta all’opere tranquille
risuonerà come una cattedrale,
ed io verrò a leggere il messale,
o mia diletta, nelle tue pupille. (Ernesto Regazzoni)

lake2

Orta

 

 

Foto mie.

T’ ho incontrata domani

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54523

 

T’ ho incontrata domani
dice una canzone di qualche anno fa
e a pensarci bene non è poi tanto stupida questa cosa qua.
Ho visto babbo e mamma
al terrazzino del Croce bianca, davanti al lago,
che il poeta è fingitore, e trasfigura la realtà.
Guardavano il lago scurirsi di buio
e l’ acqua indorare all’ ultimo sole,
io non c’ ero ma il cielo era pieno di stelle
stelle cadenti di mille colori.
Finte nuvole di fumo tra i lampi
riempivano il cielo.
E’ stato solo il tempo di un lampo
mentre guardavo il lago scurirsi di buio
l’ acqua indorare all’ ultimo sole,
e il cielo era pieno di stelle,
stelle cadenti di mille colori.

20190825_213816

 

 

 

Pensieri post-mezzanotte con bollicine alla menta e sambuco

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54509

 

E infilaglielo un asfodelo ogni tanto cazzo, mentre scrivi,
che fa sempre odiens, e poi piace.
Sempre a parlar di margheritine di bosco,
o al massimo due ciclamini,
roba da sfigati, poveri cristi,
a chi cazzo vuoi che interessi?.
Mettici anche un odoroso bocciolo di rosa, anzi due, proprio in cima ai seni
o una spalancata orchidea tra le cosce, a cui bere a gargamella e dissetarsi
o era a garganella?
insomma a canna, lavorando un po’ di lingua per rinfrescarsela un po’ e aumentare il dissetante piacere.
Qualche parolaccia a intercalare non guasta.

Ma forse è meglio ordinarsi una bella pizza ai peperoni e tutte quelle altre verdurine,
come si chiama? ah ecco, vegetariana, quella che.. anche con le zucchine.
Là dove c’ è quel pony pizzaiolo che te la consegna sulle mani a giumella,
che è più amorevole,
e poi il cartone caldo puzza..
sperando non si fermi per strada a fare pipì però.

Certo favorirà il sonno, o i sogni, e in sogno la stessa spalancata orchidea in fiamme, bruciante di passione.
Che bruci rapida e veloce, in un attimo fuggente, per sempre.
Fino a quanto dura il sempre.