Legata alle mie corde

Il corpo arcuato dal desiderio
i seni traboccanti dall’abito leggero e stretto
le dita immerse nell’olio profumato del suo vaso antico stava
come immagine di sogno immersa nella mente stava.
Cerco qualcosa nelle tasche ora che le rassomigli
o almeno che assomigli a quel desiderio mio,
un unicorno cavalcato e galoppante in cielo
una cascatella alpina a bagnar le dita
o un gingillo qualunque di fantasia ardita.
Ma la ragazza fugge sull’unicorno che ho inventato io
la cascatella è un freddo gelido sul corpo arcuato
il vaso antico pieno di pietre e poesia
pur sempre olio raffinato della fantasia.
E allora farò un disegno della ragazza mia
quella che gioca coi sogni della notte in questa vita mia
così che danzi legata alle mie corde
d’acciaio e rame e suono e pelle e fantasia
quello che era in sogno resta sempre l(‘)a-dorata mia.

Pensier goduto

Pensata come statua, immobile e dorata
pensata come femmina, di nuda e selvaggia bellezza vestita
pensata sposa e amante che come donna ama
pensata desiderio puro, oliata e profumata
pensata come un fruscio che passa, un fruscio di seta rossa.
pensata cosa morbida, nell’ombra calda della stanza
pensata molte volte impudica e birichina
pensata desiderante quanto desiderata
pensata nell’amore intenta, vivace e audace
pensata eco infinito di quell’amore e voce
pensata con ardore, come il più bell’amore
e con ardor goduta più di un amor goduto.

Ardore

Vibriamo nell’ardore
come armonica di corda ne resta nell’aria il suono
se sfiori leggero la corda con un un dito
così niente brucia nell’ardore
se ne sfiori senza toccarlo il fuoco.
E’ come il rosso che incendia il cielo all’orizzonte la mattina e annuncia il sole
così come una donna in rosso che si muove sinuosa sui suoi giacigli bianchi annuncia qualcosa d’invisibile,
la punta che ti può trafiggere e non trafigge se la sfiori.
Vibra di una vibrazione invisibile e sconosciuta, l’ardore
che arriva da quando si respirava senza respiro
da quando non si conosceva ancora la donna o il sole.
E se è una vibrazione ha un suono, l’ardore
ma non lo puoi più o ancora udire
devi tornare a respirare senza respiro.

Immagina

“Chissà se son le immagini a far volare la fantasia
o se è la fantasia a far volar le immagini.”

Guardi un punto, proprio il centro di ogni tempesta
e par che un altro si muova al vento
ma se gli dai attenzione la vela è sempre lì, dov’era.
Torni al punto, al centro della tempesta, e il vascello se ne vola via.

Ascolto

Stavolta si dovrà voltare
là dove il tempo s’è fermato si dovrà voltare
non passerò davanti al suo mantello
di biancazzurro verniciato per farlo più bello
nè più mi ci nasconderò come in un rifugio.
Starò in piedi al centro del sagrato
e stavolta si dovrà voltare
voltarsi verso le finestre a cui mostra la schiena.
In piedi al centro del sagrato
nemmeno una coperta a far da rifugio
nemmeno se la metti su un tavolo e ti ci metti sotto
con lei fosforescente tra le ginocchia
nello spazio privato tra le braccia dove nessuno può entrare.
Lo so che non succederà e non si volterà
è già accadutto che a pregarla non sia successo nulla
ma io vorrei ancora la mia scatola di doni per Natale
e se si voltasse si vedrebbe che non ce l’ha.
Così uscirò da quei cancelli aperti e più non tornerò
che tanto non è lì sotto a quel mantello
più che voltarsi lei per vedermi e per farsi sentire
dovrei voltarmi io per riuscire ad ascoltare
e vedere che ho già la mia scatola di doni per Natale.

In volo by Franco Bonvini

MasticadoresItalia // Editora: Ylenia Ely / Fundador de Masticadores: J re crivello

(Blog di Franco)

Quei due nella stanza se ne stavano in silenzio
la stanza stava in riva al lago
c’è un salice sulla riva amico dei cigni.
i rami scendono nell’acqua e i cigni si fanno accarezzare.
Seduti là sotto quei due stavano alla stanza come il salice alla sera
il lago silenzioso e calmo, fino all’altra sponda.
C’è però improvviso un volo di cigni
partono e s’alzano e battono lente le ali
virano, uno a destra, uno a sinistra,
sorvolano l’altra sponda per un lungo solitario giro e tornano
ammarando nello stesso punto, insieme.
Quei due nella stanza stavano in silenzio come il salice nella sera.

Guarda quei due, dicono i ragazzi che passano
non si baciano, non si toccano,non si parlano.
E dicendolo nemmeno se ne accorgono che quei due sono in volo coi cigni.
https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=64686 

View original post