Poet-ar-duino

All’ infinito
in mezzo alle stelle.
verso l’ alba

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Respiro
pare sia la parola di questi giorni,
come se ne avessi comprato una bomboletta all’ esselunga,
con la carta fedeltà
e appare a ogni pagina come la pubblicità.

D’ altronde il respiro è importante, si dice
e si diceva anche una volta
quando si era più coglioni
e in perenne caccia
e una magari era un po’ cozza
e toccava proprio a te.

Basta ca la respira..

Ecco, quelle parole là in cima pissini sembrare anche belle,
parole antiche messe in fila in modo sempre nuovo,
da un algoritmo sconosciuto.
Possono sembrare belle se non sai la biografia dell’ autore..
Nato in Cina
non ha mai visto le stelle sciogliersi nell’ alba
nè l’ infinito
anzi di sicuro ha un’ obsolescenza programmata.

Possono sembrare belle
ma sono solo matrici di stringhe a indice
e non c’ è nemmeno un algoritmo.
Solo funzioni random.

Possono sembrare belle finchè l’ algoritmo è sconosciuto
se lo conosci non respirano,
non hanno vissuto
per questi non vivono
nè mai vivranno.

Però..
però
è quello che facciamo anche noi inconsciamente..

E’ così che è dolce quel mare di nebbia dove gli occhi affogano
guardando da diversi punti di svista.

Sulle tracce

E’ proprio là

che ancora vado

alla cava d’ argilla nascosta nel bosco

dove il rapido apriva il gas di colpo  e la moto saliva cattiva verso la cima

e poi verso il cielo

col gas aperto per tenere su il muso

mentre lei sotto si spauriva.

 

E’ proprio là

che ancora vado

e ci vado con passo lento

in cerca di funghi

della radice che ha fermato la corsa un giorno

del profumo dell’ erica al sole

delle curve ormai prese dal sottobosco

di un solco di gomma tassellata che dica sono stato qui.

 

Ma ha piovuto tanto da allora

l’ argilla rossa non mantiene tracce.

Solo gli alberi lo sanno

e l’ erica

e il sottobosco

la radice

e io.

 

La moto è andata.

 

 

Una donna in riva al lago

C’ è una donna in riva al lago
seduta agli scalini
non è amore nè dolore
che l’ han portata lì.

Non è gioia nè rimpianto
nemmeno nostalgia o pianto
la puoi veder soltanto quando sogna di essere lì.

C’ è una donna in riva al lago
dietro un velo di foschia
ha una corda tra le mani
e non ti lascia andar via.

Così nessuno vede
da dove inizia il sogno
nessuno se ne accorge
che lì davvero non cè.

Forse è in un letto d’ ospedale
forse in un letto d’ amore
o più semplicemente
in un luogo che non c’è.

C’è una donna in riva al lago
e non si vedono le mani
che è una corda troppo lunga
quella che separa i sogni.

Così la puoi vedere soltanto
quando sogni di essere lì
e lì davvero non ci sei
ma tu l’ hai portata lì.

Festività

C’ è stata una Pasqua in cui la sorpresa non fu gradita

ed era proprio una gran sorpresa.

Suonammo alla porta e non apristi

come a dire entra a cercarmi, guarda.

Così aprimmo noi

e quella porta non si è più chiusa

neanche per Natale.

Ancora cerchiamo tra angioletti di ceramica

e stelle sui puntali

tra stelle sui fondali

e casette illuminate.

Così pensavo,

se istruissi un processore

un minuscolo ragnetto nero a 40 zampe

e gli insegnassi ad accendere le stelle a sera

e la capanne a una una

a illuminare la città, dalle loro finestre

e poi le facessi scemare

lasciando solo le stelle tremolanti.

Facile con un RTC e la AlarmTimeLibrary

Pensavo, dicevo,

quando resterà aperta la mia porta

e non ci sarà bisogno di nascondersi

mi riconosceranno in quel minuscolo ragnetto?

nelle stelle che lampeggiano nel buio?

E quale sarà “la mano che le accende e le spegne”..

Basterebbe anche qualche impropero

quando si bloccherà tutto

che magari ho dimenticato qualche riga di codice

e da un loop non si uscirà più..

Basta un reset.