Non lo so fare

Ci dev’ essere qualcosa di più di quello che so
di quello che si vede guardando il lago avvicinarsi alla velocità del mio motore
qualcosa che l’acqua vuole dire e io non so capire
qualcosa che chiama mentre io non sto a sentire.

Qualcosa che mi corre al fianco
sulla strada alta sopra i campanili a lago
qualcosa che non è in tutto quel brillare che fa il sole
riscaldando i corpi delle bagnanti sulle rive
e nemmeno nell’ aria calda che mi scorre intorno come un abbraccio.

Allora forse non è nascosto in tutte quelle meraviglie
anche se il lago sa essere meraviglioso per nasconderlo bene
forse è nell’albero ferito con le radici al sole
nella radice bianca sulla riva seccata al sole
o nella vecchietta sola che va verso la chiesa
qualcosa come un lamento, più giù, in fondo al lago.

Ma questo in fondo è solo un mio pensare
e quel qualcosa sta in tutte e due le cose
bisognerebbe svanirci dentro senza più pensare per capire
e questo ancora io non lo so fare.

Tempo mio

Questo è il mio tempo:
sono così tanti i miraggi, e le visioni che il cuore finge
così tanti da ingannare gli occhi.
Donne stese sul profilo dei monti
capezzoli d’albero eretti al cielo e inguine d’acero rosso
sembrano vere
invitano a tornare sulle rive del lago a cercarle
per rivederne le bellezze.

Sono un ragazzo fortunato ma curioso

Ci sono giorni in cui accade anche questo:
i sentieri dove svolto alla ricerca del sogno non ancora sognato
quello che a parole non è mai stato descritto
finisca in un cespuglio di rovi e spine
come un binario morto in disuso,
nulla nemmeno nelle ombre tra i rami.
Non è quel cespuglio immaginato
con fonti d’acqua fresca e zampillante
così soffice al tatto e che nasconde tra le ombre un ciclamino.
Così torno sulla vicinale
dove ho visto quella chiesetta di paese aperta
dove si può entrare a chiedere ragioni che già so
dove si può aggiungere una luce alla luce.
Da lì proseguo su un nuovo sentiero
fino ai ricordi più vecchi che ho
una manina curiosa nei pomeriggi estivi
quando il suono della pioggia era bello.
E infatti quando esco piove
e la strada del ritorno è ancora lunga
e la pioggia non sembra così bella
qualche spina del cespuglio di prima deve avermi bucato una ruota
e quel sentiero forse non esiste.
Oppure sarà il prossimo,
forse oggi lo trovo
oggi che c’è un bel sole
e ho riparato la ruota.

Rifugio d’inverno

Possono sembrare rifugi i bimbi che eravamo
sperduti o felici nei luoghi dove siamo stati,
le strade percorse, i corpi di donna dove siamo entrati
a nasconderci,
i giorni di sole.
Ma è qui e ora, nelle strade dove siamo quello che conta.
Lo so,
lo so perchè qui e ora gli unici rifugi che appaiono sono su un binario morto
in una garitta dai vetri rotti, d’inverno
e hanno per tetto un cappottino troppo corto.

Riflessi

Canta, la donna riflessa
apre la bocca ma non esce suono
che ha cose indicibili da dire che nemmeno la specchiante sa
come fossero due
due che si guardano e non si vedono.

Hanno altezza uguale così che se non vedi la cornice non sai qual’è la vera
forse non sono nemmeno amiche
ma quella che viene a trovarmi la notte ,silenziosa, fa cose indicibili da dire
che nemmeno la specchiante sa.

Le solite storie

Perchè chi mai vuole che il protagonista, l’eroe di tutte le storie, muoia?
Lui parte da casa, speranzoso, un giorno, motivato o no
a cercar sè stesso, o a salvar qualcuno
o semplicemente a cambiar minestra, per non saltar dalla finestra.
Incontra mille difficoltà nel cammino
tipo un bosco di spine, pioggia, grandine e vento
o una sirena in mezzo al lago, in una notte buia e tempestosa, che se lo vuol mangiare.
Di solito ha con sè un dono, qualcosa di magico che tiene nel taschino, per vincere tutte le difficoltà
ma l’ultima spina di quel bosco glie l’ha strappato e ha perso il dono
così torna verso quel bosco di spine ma ci trova un guardiano
che abbia un occhio o cento o due belle tette non importa
lui combatte e vince.. chi vuole mai che non vinca?
Alla fine fa anche ritorno a casa
dove trova l’amore e la felicità
o altre difficoltà, che nelle storie ci stanno sempre bene
tipo che compra un gratta e vinci miliardario
e lo butta senza grattarlo, così deve ripartire alla ricerca di dove l’ha buttato
ma c’è una sirena in mezzo al lago
e guardiani sulle rive
e lui ormai è stanco.

Color!

Vieni a colorare le mie acque blu infuocate
Dipingi di rosa e ricama di blu La
speranza nel profondo dei miei occhi
Colora la mia vita, colora i miei giorni

Lei ti leverà la sete
solo se vorrà,
solo se vorrà.

E poi coi secchi di vernice coloriamo tutti i muri
Case, vicoli e palazzi, perché lei ama i colori
Raccogliamo tutti i fiori, che può darci primavera

mi dipingevo le mani e la faccia di blu

un fiore dentro al prato giallo intenso..

odore di femmina