Pensieri post-mezzanotte con bollicine alla menta e sambuco

E infilaglielo un asfodelo ogni tanto cazzo, mentre scrivi,

che fa sempre odiens, e poi piace.

Sempre a parlar di margheritine di bosco, o al massimo due ciclamini, roba da sfigati, poveri cristi.

Mettici anche un odoroso bocciolo di rosa, anzi due, proprio sopra i seni

o una spalancata orchidea tra le cosce, a cui bere a gargamella e dissetarsi

o era a garganella?

Insomma a canna, lavorando un po’ di lingua per rinfrescarsela un po’ e aumentare il dissetante piacere.

Ma forse è meglio ordinarsi una bella pizza ai peperoni e tutte quelle altre verdurine

là dove c’ è quel pony pizzaiolo che te la consegna sulle mani a giumella,

che è più amorevole, e poi il cartone caldo puzza..

sperando non si fermi per strada a fare pipì.

Certo favorirà il sonno, e i sogni, e in sogno la stessa spalancata orchidea in fiamme, bruciante di passione.

Che bruci rapida e veloce, per sempre.

Fino a quanto dura il sempre.

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Mambo!

 

Eccoci qua
noi suoniamo e voi state di là
noi sudiamo e voi bevete già
noi soffriamo e voi ridete ma…

 

 

 

 

 

Senti come non c’è

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54482

 

Senti come non c’è.

In mezzo alle radure, nell’ erba.
Nei fiori dei mille pensieri.
Nei canti di campane.
Nelle pause del suono.
Alle finestre dei sorrisi dolorosi.

Nel sole che regna su questo mondo.
In tutti questi chilometri.
In un ghiacciolo alla menta.
Nell’ aria di questo aprile.
Nelle spine sui muri delle mulattiere.

Nel chiacchiericcio delle farfalle.
Nell’ importanza delle cose che non importano.
Nelle statue che non ti guardano.
Nel corpo che guardi.
E in quello che non vedi.

Nel non voler ritornare.
Nel non poter ritornare.
Nelle poesie mai scritte.
In un orologio che non c’è.
Nell’ ombra del mio albero.
In una gita al lago andando a cercare.
Al chiosco del mercato, bene in vista.
Nelle margherite al bosco.
Lungo le vie d’ acqua.
Nella tigre dai denti a sciabola a cui sei sfuggito.

Nel vociare delle massaie che non ci sono ai bordi del lavatoio.
Nelle pose, fisse, delle statue.
In una fotografia imparata a memoria.
Nei fuochi sul lago.
In questa pompa che batte, e ribatte.

In un bacio tra farfalle.
In un angelo su un’ husqvarna rossa, alla cava d’ argilla.
Nei sogni di un bambino, non di questo mondo.
Nei posti dove fioriscono i desideri, come primule.
In un cielo non tuo.

Nelle tasche.
Nei successivi incanti.
Non è come se ci fosse?

06/11/2018

La curva dell’ acqua

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54481

 

Sotto questo cielo nero scelgo un posto dove stare
su questa spiaggia di sassi e sale
-è lo stesso mare
sono qui
vienimi a trovare-.
Davanti a tutta quest’ acqua azzurra lo sguardo non ha un punto dove sostare
solo una linea, là in fondo, dove si intuisce l’ acqua curvare
-ma è lo stesso mare
sono qui
vienimi a trovare-.
Dietro le spalle un altro mare, un mare di tempo dove navigare
dentro le tasche un lago che ha detto vai se proprio devi andare
sarò sempre qui quando vorrai tornare.
Intanto i bimbi giocano sotto il tendone della colonia estiva
sotto lo sguardo attento delle signorine
oltre la curva sembra di sentirla chiamare il mio nome
ma non ricordo la voce e forse è solo un altro bimbo e lo sta chiamando la sua signorina.
-ma è lo stesso mare
io sono qui
vienimi a trovare-.
Andremo su, fino alla pineta, per averne nostalgia domani
tra resine calde e aghi di pino guarderemo l’ acqua fin dove inizia a curvare
saran le stelle poi a dirci quando è l’ ora di tornare.

Celle