Nel pomeriggio chiaro e fresco

È un pomeriggio di Maggio mamma

di quelli che -così ci piace a noi-

che andavamo erranti ai prati

oppure giù, fino al fiume

per passare un pomeriggio

felice come pochi.

È un pomeriggio di maggio questo

un pomeriggio errante

verso le cime che mangiano le nuvole

-che più ne mangi più ce n’è-

verso la sorgente che alimenta questo lago brillante,

vedessi oggi com’è.

Dalle cime cadono i deltaplani

come tanti uccelli di Braques

si confondono col bianco delle nuvoe, e volteggiano

e riappaiono più in là.

Intanto pigola forte un anatroccolo

la madre esce veloce dalle foglie

gli dà un colpetto di becco

e poi a fianco prendono a navigare.

Ecco, tutto qui

si è fatta l’ora di rientrare

e poi non servirebbe pigolare.

Laghi e altre meraviglie

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=58713

 

Quant’era bello il mio lago ieri

bello bellissimo

tanto da sembrare un quadro

e forse proprio questo era

un quadro in una stanza vuota.

Poca gente attorno

a tratti nessuno

così a chi lo dico

guarda questo è il mio lago.

E così nessuno vede i suoi sogni

danzare sull’acqua tra le onde.

Non così quest’altro lago di oggi

sperso e nascosto in mezzo al bosco

qui non viene mai nessuno

solo qualche viandante che passa

o un ragazzino a pesca d’illusioni

con la canna di ramo di quercia.

Tutto è rimasto com’era

alle spalle il solito capanno

nel folto del bosco qualcuno si dà gioia

come fosse la prima volta.

E in fondo è proprio così

che come fosse è come è se ci credi

qui gli anni non sono passati

li ricordi soltanto al ritorno

per un po’ di fatica in più a pedalare.

Qui i ranocchi saltano nell’acqua

veloci come le tue dita

due betulle si alzano al cielo

sinuose come il tuo corpo.

Una tartaruga traccia cerchi nell’acqua

e onde

ed ecco ancora i tuoi sogni.

Perchè tu sei come me

nascosta nel folto del bosco

nello spazio tra i rami ti dai gioia.

Perchè tu sei come me

sapessi quante ne ho fatte

cancellate e rifatte

che guarda sembro così ridicolo.

Così oggi ho fatto anche questa

e sapessi amore quante ancora ne farò.

Perchè tu sei qui.

E riempi il silenzio.

Il bidè

È così

questa vita puttana è così

torni a casa la sera, con le palle sudate

{o le labbra bagnate}

e ti fai un bidè.

Apri il frigo

a cercare la luna

e la luna non c’è, tra le uova e il patè.

Allora vai alla finestra

occhi al cielo scuro scuro

senti i cani abbaiare alla luna

o a un’ambulanza lontana

come a dire sono qui.

Ma la luna non c’è

è solo umano sentire

forse abbaiano a un richiamo che non riconosciamo più.

Sono qui e sto bene

così spero di te

sono cose che si dicono gli umani

insieme a un like ed ai sorrisi

a un copiaincolla di parole

alle immagini ed ai suoni

che non sentiamo neanche più.

È così

è così questa vita puttana quando il giorno finisce

si spegne il giorno e la luce e lo schermo

e domani si vedrà

Forse domani torneremo

torneremo a casa la sera

con le palle sudate

{o le labbra bagnate}

per farsi un bidè.

E magari intanto da coglioni penseremo

poveri  francesi.

If(c’èsempreunochestapeggio);{bellalavitacolbidè}