Un saluto

Era lì, anche stamattina.
Il solito merlo nero, nell’ erba,
fermo, non un passo,
nemmeno passando veloce s’ è mosso,
non un suono.

Così son tornato indietro e si è lasciato avvicinare.
E toccare.
Un saluto e il viaggio continua.

Credo sia ancora là.

Fermo.

L’ occhio vuole la sua parte

Anche l’ occhio vuole la sua parte
diceva il Puretta.
Puretta è l’ amico mio,
gli ho insegnato quello che so
e la voglia di imparare quello che non so
così ora suona meglio di me.
Anche l’ occhio vuole la sua parte, diceva,
e lo diceva mentre sapeva delle radici che gli proliferavano negli occhi
e gli offuscavano la vista.

E poi c’è Francesco..
carne viva in gola
bruciante per la radio troppo alta
e cuore straniato.
Voleva solo un gelato.

Intanto qui le pareti son tinteggiate in verde,
verde speranza,
e anche le porte.
Dalle finestre chiuse si vedono gli alberi,
e il bosco sopra il lago e i monti.
Ma non si sente l’ odor di resina
ne’ d’ acqua lacustre,
l’ aria è asettica e insapore,
come il gelato di Francesco.
Ma il verde ha funzionato.

cris

«Il meglio è viverlo» – le consigliò il Piccolo Principe.

La Lampada di Aladino

«Ti amo» – disse il Piccolo Principe. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.» Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi. Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è…

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Silenzio

La stanza è piena di silenzio,

si sente forte, anche a tv accesa,

tanto da non riuscire a seguire il film d’ azione.

A occhi aperti non si vedono più Merli volare

nè gli alberi tra le cui braccia vanno a riposarsi.

Il sottobosco s’è fatto d’un unico grigio colore

come il muschio che ricopre i ceppi.

Sembrano svanire anche le figure al bosco, svanire nel lago ghiacciato antistante.

Eppure qui ci sono tutti i loro sogni,

che non si vedono più a occhi aperti.

E non so più da quanto tempo sono qui, che non ricordo le date,

ma non è il tempo che importa

la stanza è piena adesso.

Adesso che non ci sono.

Sulla morte senza esagerare – Wisława Szymborska

Poesia in rete

Non s’intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.

Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.

Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.

Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.

Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!

A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più d’un bruco
la batte in velocità.

Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo ingrato lavoro.

La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.

I cuori battono nelle…

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