Visione

S’allarga la visione
se allarghi un po’ le fronde
e nella visione la cose esistono violente
un lago il sole una stella oppure un cazzo di niente
la cosa non esistente è solo una parola che non la sa dire.
Ma come fai a credere a quel che vedi se poi è altro che ci cerchi dentro
quando poi interroghi il lago il sole e le stelle se davvero sono lì per te
anzi sei quasi sicuro che non sono lì per te.
Per te c’è solo quello che ci cerchi dentro
un cerchio un’ombra una forma
che cambi tutta la visione
so solo che quell’ombra, del cerchio e della forma
io me la scoperei.

I coni del colore

Sono mondi altri che ho visto in sogno
un mix mai visto di cose già viste
che sono dove non dovrebbero essere
inizia con l’auto in corsa, su una strada conosciuta, verso dove non so
poi gli alberi uno a uno cambiano di forma e colore
come tanti cappellini di carnevale colorati
che a uno a uno perdono la punta, e fumano
un fumo colorato che colora tutta la via.
La strada stringe ancora e gli alberi mutano in pietre e muri
come un vicolo di un borgo antico tutto colorato
in fondo una piazzetta, e una curva scivolosa e stretta
il lago è la vasca di una fontana alpina
l’ auto ci finisce dentro ma non è la mia
è vecchia, verde e arrugginita
la puoi sollevare con le mani tanto è leggera
riporla nella piazzetta mentre la carrozzeria si flette e piega
come quella in lexan di un’automobilina.
Dalla piazzetta si vede una passeggiata a lago ma non c’è il lago
solo erba e case e colline multicolor
dalla passeggiata il paesaggio è bellissimo per i suoi colori
come un plastico ferroviario con uno chalet alpino in riva al mare
eppure c’è una gran tristezza
e sempre una grande consolatrice che mi accarezza i capelli.

Doppio

Lo so, a una cert’ora quando viene notte dovrebbe arrivare il sonno
ma è proprio l’ora che qualcuno alza i piedi al cielo, nudi
ci nasconde il viso dietro
e mi tiene sveglio.
Lo so, se vincesse il sonno la sognerei
ma se sognassi verrebbe come vuole lei
e a me piace invece aggiungere e togliere e costruirle pose mie un pò allargate
che neanche sa di saper fare e forse non può fare.
Alla fine è sempre un sì di gioia che subito l’altro me cancella.
Poi il sonno vince sempre, e che ben venga come vuole.

Gioielli Rubati 173: Franco Bonvini – Gloria Donati – Frankie Facello – Anna Maria Bonfiglio – Sonia Camagni – Rocco Brindisi – Lucia Triolo – Claudio Maria Zattera.

almerighi

Andando
.
Per vie d’acqua e roccia e boschi vado
vado per stare fermo in me
stessi qui fermo chissà dove mi perderei.
.
di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2021/11/23/andando/
.
*
.
Fiamme di notte
.
Arde.
Nell’infinita notte
di nebbia e parole.
Poesie di fuoco,
candide volte di fumo
tra il frusciare di
rami secchi.
Brucia.
Fra gli inchini
del vento
che tenero
gioca
nelle chiome rubino.
Danza,
quel giovane fuoco
nel silenzioso campo.
All’improvviso,
questa notte è
meno cupa.
Sotto al quieto
respiro,
ancora arde.
.
di Gloria Donati, qui:
https://gemmedinchiostro.wordpress.com/2021/11/19/fiamme-di-notte/
.
*
.
Città bruciata
.
Venivi parlando una prosa già decifrata
recitando un triste manuale
con tutte le risposte precise per il giusto vivere
ma le giornate trascorrono con chili di cemento
dentro la bocca
come cortili di garofano o mandorli
in case bruciate;
noi che per amore abbiamo inteso
orge implose
siamo dissimili
eppure portiamo…

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Gira la ruota

E gira la ruota e sale portando i bimbi al cielo stupiti di gioia
che a veder le luci là in fondo par loro d’essere sulla cima dei monti
come tanti uccellini.
E gira la ruota e torna e ritorna un ricordo al cuore
argento vivo diceva, e saltavo da una giostra all’altra
capelli neri e nulla so dei suoi d’argento.
E gira la ruota e vado lasciandola girare
che ho altri posti da vedere
la Betty, più in là, è sempre uguale, come se non possa invecchiare
la Bianca invece non si fa trovare.
E poi guarda, c’è una casetta di babbo natale
ma sì, scrivergli una letterina non può far male
per una festa una mattina, un bacio e un po’ d’argento
solo per mentirle che sto bene
a lei che sa tutti i miei segreti.
Non so cosa arriverà ma non c’è mai stato un pezzo di carbone vero
e ancor così sarà.

foto mia

Un po’ di eros non guasta… anzi.

E’ la notte, quando tutto dorme che ti trovo
e ti prendo, immaginata, tra le mie braccia.
E ti possiedo
sostituendo la tua mano penetrante il sesso già umido
e ti sento, tremante, gioiosa e impudica ancheggiare,
sollevare il bacino e inghiottirmi il sesso
tra le labbra audaci.
Chissà se una almeno volta in sogno siamo morti insieme così,
nello stesso istante
per poi scoprirci lontani ma più vivi.
Nuovi.
Pronti per un’ altro primo e unico sogno.