Feelings

Sentimenti, sensazioni…
Come se non ti avessi mai perduto
E sensazioni come se non potessi mai più
averti di nuovo nel mio cuore.
Sentimenti, che proverò per tutta la mia vita.
Vorrei non averti mai incontrato, ragazza;
Tu non tornerai più.

Camminante – Vinicio Capossela

Basta che su un balcone
o nell’inquadramento di una finestra
una donna esiti
per essere
quella che noi perdiamo
avendola veduta apparire… (Rilke)

 

 

Ahi, t’ho visto sporta alla ventana
seguir lontano il volo del gabbiano,
hai masticato muta un benvenuto
e t’ho incontrata strana.
Non cerco più la festa del tuo sguardo
né tantomeno il volto che mi è amico,
ti guardo, ti saluto e mi ridico che é fatica averti!
I capelli neri e unti come il corvo
le labbra strette al nodo dell’orgoglio,
odiami per non cadere pronto
nell’amore che non voglio!
Così m’incontro solo, solo e perduto..
come quando gli uccelli se ne migrano
lasciando il loro nido..
come quando gli uccelli se ne migrano
lasciando il loro nido.
Però resto contento per quello che è passato,
mi porto appesa al cuore una promessa
e qualche bacio rubato!
E voglio restar quieto..
e sognar disperso..
sognar che stiamo noi due soli
e nel mare aperto..
sognar che stiamo noi due soli
e nel mare aperto.
Toglietemi passioni, amici, il riso del saluto,
ma non si può perdere quello che
mai in fondo si è tenuto..
non si può perdere niente
se niente in fondo si è mai avuto!
Le seppie han le ossa bianche
e l’ippogrifo ha il becco scuro e forte è il suo nitrito!
Distante come il cielo in Patagonia
m’avvio abbracciando i sogni che ho patito..
distante come il cielo in Patagonia
m’allungo ai sogni che ho patito!
Come quando gli uccelli se ne migrano
lasciando il loro nido..
come quando gli uccelli se ne migrano
lasciando il loro nido.

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De André & PFM

 

Un grande Mussida alla chitarra

 

 

 

volta la carta e paga il riscatto

paga il riscatto con le borse degli occhi

piene di foto di sogni interrotti

Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria

chiama i ricordi col loro nome

volta la carta e finisce in gloria

 

 

«Questa canzone la dedichiamo a quelli che Platone chiamava, in modo addirittura poetico, i “figli della luna”; quelle persone che noi continuiamo a chiamare gay oppure, per una strana forma di compiacimento, diversi, se non addirittura culi. Ecco, mi fa piacere cantare questa canzone, che per altro è stata scritta per loro una dozzina di anni fa, così a luci accese, anche a dimostrare che oggi, almeno in Europa, si può essere semplicemente se stessi senza più bisogno di vergognarsene»

(Fabrizio De André durante il concerto tenuto al Teatro Smeraldo di Milano il 19/12/1992)

Khorakhanè (a forza di essere vento)

(Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina)

Cvava sero po tute –  Poserò la testa sulla tua spalla
i kerava – e farò
jek sano ot mori – un sogno di mare
i taha jek jak kon kasta – e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo – perché l’aria azzurra
avi ker – diventi casa
kon ovla so mutavia – chi sarà a raccontare
kon ovla – chi sarà
ovla kon ascovi – sarà chi rimane
me gava palan ladi – io seguirò questo migrare
me gava – io seguirò
palan bura ot croiuti – questa corrente di ali