Oltre

Seduto sul punto più alto dello strapiombo, sopra le nuvole,

ecco dove sto, perchè più su non si può andare

e, vedi, il cielo è vuoto.

Nessuna scritta, o forma, o figura, a ricordare,

non arrivano i profumi delle rose qui

nè della pelle delle donne, lenzuola stese al sole.

Nemmeno si sente la musica.

Eppure è così pieno di tutto, di tutte quelle cose,

che non sono dove guardi.

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La Bacicin (You can say she is a dream)

You can say she is a dream..

Non sbaglieresti
era proprio un sogno la Bacicin
una bella barca bianca e azzurra
un rettangolo di mare e la barca intorno.
Il capitano portava i sub al luogo dell’ immersione, quattro o cinque escursioni al giorno,
loro si lasciavano cadere in quel rettangolo e lui aspettava al sole il ritorno
era il suo lavoro, ma non era quello il sogno.

La sera veniva a prenderci, al molo turististico e la barca diventava un galeone
raccontava di quando era un pirata, molte vite prima, e il mare gli traboccava dagli occhi
occhi pieni di scogli, fari luci della costa e luci di stelle.
Ritto al timone puntava il dito alla costa, e raccontava dei giganti costruttori di paesini,
e li vedevi nel profilo delle rocce,
raccontava delle streghe che li abitavano, e raccontava così bene che le luci delle televisioni riflesse alle finestre delle case sembravano lampi e luci di incantesimi.
Quello era il sogno, il suo, e ce lo regalava.
Poi ci portava a terra, e spariva nel blu.

750,000 Anni Fa L’amore (Banco Mutuo Soccorso)

Già l’acqua inghiotte il sole,
ti danza il seno mentre corri a valle,
con il tuo branco ai pozzi
le labbra secche vieni a dissetare…
Corpo steso dai larghi fianchi,
nell’ombra sto, sto qui a vederti,
possederti, possederti, sì possederti…

Se fossi Mia davvero
di gocce d’acqua vestirei il tuo seno,
poi sotto i piedi tuoi
veli di vento e foglie stenderei…
Corpo chiaro dai larghi fianchi,
ti porterei nei verdi campi e danzerei,
sotto la luna danzerei con te.

Lo so, la mente vuole
ma il labbro inerte non sa dire niente.

 

 

 

 

Fredde stanze

Quando m’ hanno detto che te ne sei andata sono uscito nella tromba delle scale

a cercare Dio, guardando all’ ultimo piano

che anche gli uomini lo fanno, ma non si fanno vedere.

E sbagliano, perchè Lui era nelle fredde stanze dello scantinato.

Con te.

Pensieri sconclusionati

C’è un altro me che è andato al bosco oggi
che io ho avuto da fare in questi giorni
una macchina da demolire
un’ altra da ritirare
la solita spesa del sabato
il rubinetto del bagno che gocciola
documenti da rifare
altri da firmare
giocare un po’ a nascondino
non pensare a te.

Un altro è venuto lì
nei corridoi affollati
fermo nella piazzetta all’ incrocio
mentre giravano le vetrine sullo sfondo
tutt’ attorno
ma non l’ hai visto.

L’ albero dei nomi al bosco non ha più un nome
l’ altro me non poteva saperlo
che io non ci parlo molto
e non mi ha visto le unghie, sporche di muschio e corteccia
così non è ancora tornato
e si è fatto buio
starà aspettando mattina, per un po’ di luce.

Le vetrine continuano a girare sullo sfondo
non c’è niente dentro
niente di niente.

Un altro ancora sta sulle rive del lago adesso
segue i contorni di una costellazione
un occhio alle stelle
una alla stella che dondola sulle onde
aspettando un movimento diverso
un affondo rapido.

Uno sta scrivendo che le vetrine sono spente ormai
è tardi
bisogna che torniamo a casa.

C’è da sognare la sconosciuta roteare lo scialle rosso
battere i tacchi sulla pista da ballo
reclinando il capo e puntando i seni dritti al cielo
a tempo delle note
le mie note.

(domani è un altro giorno si vedrà l’ hanno già scritto eh? ma ci starebbe tanto bene)

 

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=53764

Gioielli Rubati 43: Franco Bonvini – Marilina Manzo – Collettivo L’Imbranauta – Roberta Lipparini – Davide Castiglione – Luca Parenti (Yok) – Mariangela Ruggiu – Annalisa Rodeghiero.

Un grazie a Flavio Almerighi

almerighi

Meraviglia

Nuda,
oltre i vetri chiusi, l’ abito bianco alla finestra, ad asciugare.
Le segrete stanze piene di sospiri.
Ma non è il vento che le accarezza i seni
o il sesso velato di nero.
Col viso in ombra, le mani scostano i veli.
Si inarca altissima verso un duro sogno,
ancheggiando a un misterioso visitatore
poi supina, affonda le dita nel mistero del mondo.
Il visitatore è steso, accanto a lei,
la guarda godere
ha lo stesso sesso, e le dita nello stesso mistero.
Nello specchio, sul muro, solo lei, e una gioia antica.
Ma ha un abito bianco da indossare
che steso al sole attende
e bianche lenzuola vuote.
Sulle mammelle spavalde
antiche e solitarie battaglie.
E Lui è solo uno scrittore che ne inventa i contorni,
steso accanto a un mistero.

Di là dell’ angolo,
il lago brilla.
Lui guarda il lago.
E l’ aria odora di…

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Vita

Se ne sta lì,
distesa in una pozza d’ acqua stagnante
pare dormire,
stanca di scalare il cielo.
Forse è stato il vento,
si era fatta così leggera,
forse l’ acqua le ha tolto il terreno sotto i piedi.

Se ne sta lì,
una vecchia betulla quasi nuda,
poche le foglie, e non ne verranno di nuove,
il vento ora passerà tra le radici
portando via l’ ultima terra
e la corteccia tremerà un po’, prima di cadere.
Ci sono vermi sotto, e bruchi
gli uccellini verranno a cibarsi
e qualche bimbo ne prenderà qualcuno per la pesca,
al laghetto dietro il capanno.
Così ci saranno canti, e risa di bimbi
e margherite tutt’ attorno alla pozza,
il sole farà dei bruchi farfalle
altri animali verranno a bere
e l’ aria sarà piena di voli e profumi di eriche calde.
Di vita.

Se ne sta lì,
non l’ ho vista cadere
______________________________avrei voluto
ma doveva cadere
sarebbe comunque caduta.