Come un bimbo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=55350

 

Ci sono posti dove torni bambino,

con le mani sporche di terra e squame,

con in cuore il timore di tornare a casa

che ormai s’è fatto tardi, troppo

l’ ora del ritorno è passata da un po’.

Uno è un lago che brilla

ma lì il bambino non torna mai

sei tu che torni a cercarlo

ma il bambino non torna mai

sono altri i bimbi che vedi lì

ma la gioia è che sono i tuoi

e gli hai mostrato questo posto

e sai che torneranno a cercarsi

qui dove il lago brilla.

Ma il bambino non torna mai.

Dove ho visto la neve

Così bianca da rischiarare la notte
da velare il terrapieno della ferrovia
bianca da tenerti sveglio
così ho visto la neve
uscendo dal sonno.
Un sonno inconciliabile col gelo
un sonno dello stesso colore
freddo e infinito.
Cadeva in freddi fiocchi grigi dal cielo
la finestrella troppo piccola, senza vetri
il cappottino troppo corto
il respiro gelava uscendo dal cuore spaurito
mentre la neve entrava nel cuore spaurito.

Dimmi che verrà mattina.
Questo non è il mio trenino dei sogni,
dimmi che verrà mattina
che finirà questa gelida notte
che questo vagone merci sul binario morto non terminerà il viaggio.

Domattina tornerò a casa e dalle finestre si vedrà il sole.

PlastH0Fc10-neve-221212

Senza più passato

Stava al suo divano
come la margherita al campo.
Così bella, con la corolla bianca e gli occhi da bambina.
Ti parlava di un passato inventato,
del soldatino innamorato,
del figlio mai avuto
delle scarpette di cristallo al ballo.
Sognava. Sempre.

Mentre l’ anima stava, nascosta, guidando nella nebbia del suo cuore
e sognava sogni veri.
Sognava che quella era solo una fredda estate,
sulle rive di non so dove
sognava che, finirà prima o poi
sognava che sarebbe caduto il confine tra i due mondi
sognava di riprendere il controllo per un ultimo saluto.
Ora non ne ha più motivo.
Ora è una margherita al campo
così bella, con la corolla bianca.
Ma ricordo occhi da bambina.

Selvaggia

Nel sempre delle idee

è lì che abita

dove finisce il visibile

nascosta nel fogliame del bosco

o dentro il legno dei tronchi.

Ma la porta dell’ invisibile non è mai la stessa

e non è una panchina tra gli alberi

disegnata sulla colma

né la linea che disegna il cielo scontornando i monti

è oltre il limite basso del disegno

è dietro le spalle

lei è lì

e la senti

e non sai con quali occhi la vedi.

Ma la vedi

dove non c’è

e provi a disegnarla

con le mammelle pesanti

e gli occhi feri

non fedele all’ originale

che continua a spiarti non vista.

Senza cornice.

Appesa un muro qualunque.

E là, nel per sempre, a volte si bagna di pioggia

da qui si sente l’ aria umida che respira.

images

 

Pace

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=55256

Mia madre era uguale a me
per questo so che cantava sulle rive del lago
mentre mi creava gli occhi per guardarlo.
Guardava le ondine, e bimbi saltarci dentro
e so che mi vedeva già grande quando guardava due innamorati
forse era anche un pò gelosa.
Così oggi ci sono posti, in riva al lago, che sono rifugi
rifugi segreti in bellavista
lì qualcuno mi vede e i passanti non s’ accorgono di niente.
Sono luoghi dove si sente la pace
che non è quella che immagini
lì i pesci grandi mangiano i piccoli
e le donne sanno mancare, tremende,
è qualcosa che filtra tra i rami
è il cielo che scende a terra
e ti avvolge
e sei cielo e rami
sassi e scogli
terra e acqua.
E non ti manca più nulla.

 

segni