In-canto (chorus)

Del freddo fuori ormai non le importa più
affonda dentro il sogno umido e vaporoso
le mani danzanti al ritmo del respiro
e il ritmo cresce e cresce vertiginoso.
Le dita scorrono come su una chitarra
sulle corde basse e ruvide
guardarla accende l’anima d’incanto
lei lo sa e s’ accorda sul mio respiro.
Poi lo spartito volge verso il finale
ad occhi chiusi lei ascolta le sue note
scivolando lungo scale armoniche
gode di quell’armonia che sento anch’io.
Il finale poi è sempre travolgente
sparisce per un attimo da questo mondo
poi piano il respiro torna lento
resta però che c’è stato un canto.

Tormentato sogno

Talvolta viene in sogno
coi seni belli e nudi e buoni
e ha l’anima ridente e bella
come la voce tiepida.
E tiepido è il solco dove scorre l’ acqua
letto di fiume alpino
nato da splendente fonte.
Nasconde un poco il viso
con lo specchio che ha nelle mani
specchio che è il sogno
che fino a qui arriva.
Io curioso, aspetto che si volti
a mostrar la schiena nuda e bella e lucida d’olio e di passione
e che poi magar s’inchini
per chissà qual desiderio mio
ma sempre lì mi sveglio
ponendo fine al tormentato sogno.

Cascata alpina

E sale, il sentiero, dritto e ripido,
sale tra i pini irti, le felci e i dolci ciclamini.

Lo scuro là in fondo invita a salire
ma tu lo sai già cosa c’è
c’è altro bosco, e altro sentiero,
e ci sei tu che lo percorri, solo
e che ti vai a cercare.

E scende, l’acqua, proprio di fianco al sentiero,
scende dalle cime, con forza, veloce, e rombando
ma poi, dolce, si spande vaporosa nell’ aria
per mille arcobaleni e luccicanti brillii.

Scende in una pozza
la pozza dove hai visto una donna bagnarsi,
inarcando un po’ la schiena per lasciarsi percorrere dagli arcobaleni
per lasciarsi baciare dall’ acqua e godere della sua frescura, sola.

E sali, e costa fatica, mentre guardi l’ acqua dall’ alto che scende alla pozza.
Ah, farsi d’ acqua.. pensi
e scendere così, veloce, a percorrerle la pelle
a baciarle con un unico bacio tutto il corpo
in ogni piega di pelle dove scorri
un bacio di cui sembra goderne più di mille dei tuoi baci.

Poi spandersi nell’ aria,
e farsi arcobaleno che l’avvolge.
E volare via.

So dove sta l’introvabile

So dove sta l’introvabile,
e lo so perchè un giorno mi sono perso,
perso nelle nebbie e ombre della malinconia
e lì si è fatto trovare,
accanto a un pozzo retinato di sole.

Allora, direte, che introvabile è..
È che da quel giorno ne ho le tasche piene
ne ho riempito tasche e taschini
e lì è fiorito, svelato e senza ombre
vestito di nuovi colori e pelli,
nuovi orli ai pozzi.

Come d’altro mondo lo sfondo.

Devi solo credere che esista,
e che di nuovo si farà trovare
facendosi subito introvabile
per poter così rifiorire.

Perchè non è in quel mondo l’introvabile
né in questo.

È nel credere, con fede.

Pensieri in maschera

Ci son pensieri notturni e dozzinali
in cui lei appare, nuda e sfrontata
sopra i letti delle sue piu belle età.
E ci sono pensieri vaporosi, caldi di vasca,
nel relax pomeridiano
in cui le sirene mutano in Veneri nascenti.

Ci sono pensieri da panchina in riva al lago, tra le rose
in cui lei appare tra le nuvole,
nuvole che si specchiano a pelo d’acqua
e non sai più se il cielo è sotto-o-sopra.
E ci sono pensieri sognanti
in cui lei è tutte queste cose e il sogno
e ci passa attraverso in volo
su un unicorno un po’ sbiancato.

In fondo ai cassetti ha una maschera per ognuno
che ognuno vuole la sua
e una maschera per tutti uguale
ma ognuno sogna sempre la sua.

Ognuno le dà un nome
un nome come Verità per tutti mai uguale.
Anch’io le ho dato un nome un tempo
o anche più di uno, uno per ogni sogno.

So che adesso guardo il cielo
e non son sogno tutte quelle cose
i sorrisi, gli unicorni
e dietro tutte quelle nuvole in maschera
lei in bellaposa
sempre lei.

Uguale uguale ai sogni miei più veri,
anche a quelli che non sa.

Think different

Tutti che vogliono il bicchiere pieno
la botte piena
e magari la moglie ubriaca pure.
Se proprio proprio deve,
almeno mezzo pieno.

Ma vuoi mettere mezzo vuoto?
Tutto quello spazio
ci puoi aggiungere sciroppo di menta,
e qualche fogliolina pure,
un pizzico di sambuco
e ghiaccio tritato, fino a strabordare.
L’importante è berselo,
e goderne.

Per quella cosa della moglie..
si può lesinare un poco sugli sciroppi..
così che ci stia un bel po’ di vodka.
Fino a strabordare.

L’importante è sempre bersela
(se è di quella buona anche quella strabordata)
e godersela.

Semino sogni

Io semino sogni,
non importa dove
a volte sono le cime dei monti,
ma solo perchè a me piacciono
come le rive del lago, idem.
Altre volte su un divano consumato,
o su una scrivania, in disordine logico,
come i miei programmi
in cui fatico a ritrovare la riga da modificare,
che poi trovo sempre.

 

Semino sogni
e lo so che può sembrar ridicolo
anche a me
se non fosse che c’è qualcuno che li raccoglie
per cibarsene
e poi li porta al grande prato a fiorire.

E non è per la rima
ma ogni volta è un fiore di stupore.
Un fiore che poi trovo sempre.
Uno stupore di cui essere grato.

 

Ho sognato una strada

Ho sognato una strada stanotte
e la notte era nera
l’asfalto nero e ruvido brillante di luna.

Saliva come un ponte
in fuga dal mondo, invisibile.
E più in su una buca.
Un pozzo profondissimo dai bordi umidi e bianchi.
Anche loro brillanti di luce
la indicavo a tutti
ma nessuno passava.

 

L’ho sognata ancora, da sveglio,
il mondo però era di una saturazione esagerata
con tutti i colori dell’arcobaleno
la strada partiva proprio dal cuore
dal centro del mondo
sempre nera nera
e saliva e saliva, e più su eccola, la buca
ma dai bordi gialli e frastagliati in espansione
poi risucchiati all’interno,
fino a lasciare un anello blu
ma anche l’anello svaniva
in nuvole d’azzurro
riempiendo un cielo blu profondo e colmo di stelle.

Poi tutto tornava nero.
Per poter ricominciare.

 

E niente,
penso che devo smettere di premermi le dita sugli occhi
nella vasca da bagno, per vedere le stelle.
Penso che avrei dovuto entrare nella prima buca, quella vera
invece di mostrarla a tutti i nessuno che passavano.
Per sondare l’ insondabile.

Domande

Proprio qui

da quest’ aria vaporosa

i pensieri son come falchi in picchiata dai monti.

Proprio qui cantavo la canzone per te

proprio qui non la ricordo già più.

So che era bella, come te, e volavamo sulle Americhe

tornavamo proseguendo veloci fino a vederci

là in fondo allo sguardo.

Resta solo l’ idea

e un po’ di domande

a cui non serve risposta.

Ma tu che fai? E dove sei

mio tormentato amore

mio sole dello stesso cielo

forse stai pensando a lei,

lei che infiamma i pensieri tuoi.

Ma tu che fai? Chi sei

mio dolce e tormentato amore

tu che sai tutti i peccati miei

e lasci le risposte

tra le pieghe del mondo

tra le righe di un campo seminato a girasoli

o ancora sopra il mio letto sfatto

quando il sogno è duro

e i girasoli non hanno sole.

Ma tu chi sei, e come fai…