Photoshop

Sono tornato prima che facesse buio
che i sentieri di montagna sanno essere insidiosi
eppure una volta sarei rimasto
piantato una tenda in mezzo al prato
il prato seminato di macigni erranti o caduti dai monti
per vedersi scurire le cime dal basso, pian piano.
Avrei aspettato il ritorno della luce e del sole
per vedere riaccendersi la cima più alta.
Ma le ho scattato una foto
e le ho detto che torno
magari solo per salire più in su
dove il monte si apre al ruscello
più su, alla fonte delle limpide pozze.

Poi a casa riprendo la foto
con qualche filtro sposto la luce più su
fino a scurire l’ultima cima
e nel cielo un po’ più di blu
tolgo anche qualche nuvola per metterci le stelle.
Anche il prato si fa scuro ai filtri di photoshop
e ci vuole un po’ di foschia
nella luce azzurrina che viene dal cielo.
Perchè so che è così.

Ma da qui non è uguale
la luce azzurrina è quella della tv
il ruscello non ha voce
e c’è un sacco di pubblicità.

Ma le ho detto che tornerò
per vedere davvero com’è
e scoprire che è meglio dei filtri.

Un’ altra te

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54334

C’è un’ altra te che viene a trovarmi la sera
come ombra sui muri oscillante
e si prepara per la notte
o al mattino, evanescente, nella luce filtrata del sole
nuda, allo specchio del mio bagno.
ti guardo, sei tutta in quel che guardo
e è un altro me che guarda,
da un altro mondo.

Perchè in questo ci sono solo tracce del passaggio
vapori sul vetro.

Espejo vaho

Novembre

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=51106

C’è profumo di torta in cucina
di mele buone.

Mamma non c’è in cucina.

Forse la finestra è aperta e viene dalle case vicine
ma è presto in questo primo di Novembre grigio e umido
è buio e non ho ancora alzato le tapparelle
la finestra certo è chiusa
e mamma non c’è in cucina.

Forse allora viene da un novembre antico
quando i Novembri erano rosa
e non ricordo se era più buono il profumo di torta o della sua gonna.

Starò qui ancora un pò
in questa magia di penombra che confonde le cose
e puoi guardare quello che non c’è
e mamma non c’è in cucina.

Dal rumore fuori piove
e dovrò alzarle le tapparelle
anche se mamma non c’è in cucina
e guardare giù, e scendere
a guardare gli iniettori che non schizzano
e l’ auto non funziona
e mi sporcherò le mani
di nero e grasso
e sapranno di benzina
e niente,
non sapevo a chi dirlo che mamma non c’è in cucina.

Senza titolo

Ora ricorda tutto.
Le sarà passato tutto davanti, in un abbagliante chiarore di endorfine impazzite che ha fatto svanire tutto il resto.
Ricorda la bimba che giocava in cortile, con i fratelli, con le agrette riempite di cera o qualche bilia colorata.
Il piccolo cinema di periferia che si vedeva dal balconcino in cemento del monolocale con separè, il chioschetto di angurie, da mangiare a sfregamusun, i ragazzi che fischiavano da sotto quando lei s’ affacciava al balcone.
Erano le sorelle più belle di Milano, una bionda una nera, non per niente babbo ne ha meritata una.
Anche lei ha trovato l’ amore poi,
quello dei per sempre,
quello che poi se n’è andato,
quello che è tornato diverso,
forte, energico
forse troppo.
Ricorda tutti i giorni felici,
la casa sull’ olona,
poi quella tra gli alberi, in riva al lago,
e quella sul naviglio.
Quello che non so è se ricorda quando ha iniziato a scordarsi le cose
quando ha iniziato a scordarsi di sè
quando si è persa
o il perchè.
Io temo si sia nascosta.
Ma ora non ne ha più motivo.

Una vecchia amica mia

C’è sempre qualcosa che ci tiene vivi,
un ricordo, un sogno, un amore, una stella che non cade,
una vecchia zingara che torna a trovarti.

E’ un po’ che non passava di qua
un tempo guardavamo l’ olona scorrere sotto le finestre di zia Mary
e le si illuminava il viso con i lampi della filovia.
Mi guardava muta e consolava i miei tredici anni,
scopriva tutte le mie bugie,
ci facevamo compagnia,
poi mi accompagnava ai sogni.

Deve avermi visto piangere Mary
così è passata per la mente
col suo sorriso più bello
per portare anche a me un sorriso.
Ma se la guardi bene anche lei,
orfana ora, e sempre giovane nella sua cornice,
piange per Mary.

zingara2

Col cazzo!

C’è una bella poesia, erroneamente attribuita a S. Agostino e che invece è di un certo Giacomo Perico.
Più o meno fa così:

La morte non è niente..
Sono solo nell’ altra stanza…
Va tutto bene…
Non piangere…

Sarà anche vero che non è niente perchè finchè vivo lei non c’è,
cerca solo di metter paura,
e quando non ci sarò più lei non ci sarà più a far paura.
Sarà anche vero che non è niente ma ha cambiato tutto
non c’è nessuno nell’ altra stanza, nè dietro gli angoli o tra gli alberi al bosco o in riva al lago
e nemmeno sui sentieri o sulle vie d’ acqua, non è lì che van cercati.

Va tutto bene una minchia, la vita non è la stessa di prima e non voglio asciugare le lacrime.
Voglio piangere per i miei morti, finchè mi farà star bene.
Non è che non è successo nulla
non è che domani passo con la moto e tu ti alzi la gonna e sali a cavalcioni
per spettinare i capelli nel vento.
Non saliremo più ai monti, a narcisi muschio e ciclamini.
Non posso farti vedere il sorriso dei nipotini,
non so in che luogo sono ora, se c’è,
ma se sono in me io per ora sono un luogo infelice.

Forse una cosa è vera, gli parlo come prima, chiedo consigli e invio richieste,
e scuse.
Non saranno dietro l’ angolo ma sono sparsi in tutte le cose.
Compreso me.

Mary

E’ andata all’ incontro.
Gli hanno messo l’ abito più bello,
quello che non sa di avere,
e lo bruceranno.
Per un po’ non ci si crederà,
la si cercherà tra gli alberi in riva al lago
poi resterà qualcosa che non muore.
Mai.

Foto mia, casa sua.

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aggiornamento..

mariuccia)