Tra le primule e il croco

Sono apparsi sul crinale
come disegnati sulla tela azzurra del cielo
per poi scendere veloci verso il piano
criniera al vento, e erano loro il vento.
Li avevo già visti quando correvo anch’io con loro come loro
sui prati biondi su alla colma tra i due laghi
quando di vento anch’io diventavo
e alle quotidiane guerre proprio non ci pensavo.
Ma l’anima rimane in certi luoghi
sussurra col vento che muove l’erba tra le primule e il croco
e ad ascoltarla ancora di vento divento.
Proprio qui dove mi verranno a cercare
a cercare di sentirmi nel vento che muove l’erba tra le primule e il croco
quando sarò di vento diventato.

Fuochi sul lago

La ragazza era lì
nella notte dei fuochi,
sulla riva del lago li guardava brillare.
La ragazza era lì
seduta accanto al suo dolore
nel cono d’ ombra del salice amico che sussurrava parole.
E tutti quanti eran lì
illuminati dai fuochi
ogni botto un desiderio stupito
ogni botto una gran meraviglia.
La ragazza stava in disparte
nelle ombre di luna
tra i rami del salice nascondenti le mani.
E ogni botto un tremito di foglia
un fremito ai seni
un affondo di dita.
Come un salmerino sinuoso brillante alla luna
che segue rotte e voli sconosciuti
e riaffonda poi nell’ acqua scura e dolce del lago.
L’ ultimo colpo la fece tremare
fino al profondo del cuore
non se ne accorse nessuno
che la ragazza sparì per un eterno istante
confusa all’ acqua dolce del lago
in un invisibile abbraccio tra la terra e il cielo
e il suo dolore.

Basterebbe un verso (V2)

Basterebbe un verso,
che salga lungo la curva dei monti
e che volteggi ardito sopra il lago.

Un verso così forte che da lì si senta
e che mi porti con lui, volteggiando,
sopra le barche e la linee oblique dei sentieri
verso il sole.

Sotto ci sono spiaggie e famiglie alle rive
bimbi che giocano o pescano o nuotano.
Tetti e case vie dritte che le tagliano.
E una casa amata.

Basterebbe un verso
che si getti a capofitto in quella casa
fino all’ odore di legna,
di carbone per la stufa
fino al caldo dell’ acqua nei catini
e al calore delle sue mani.

Basterebbe un verso
per dormire ancora su quel seno
sereno
con nelle orecchie un canto
e risentire una voce.

Basterebbe un verso
e nessuno potrebbe dirmi gli anni che ho
nel grande giardino segreto
dove giocano le farfalle coi bruchipalla
e dove sotto ogni sasso c’è un tesoro
in ogni dove c’è un tesoro
e il sole gioca tra i rami con me.

Basterebbe un verso ma non sono buono,
che qui gli anni si sanno
ma cerco sempre di portare quel verso nel vento.

Foto mia + Photoshop

Cieli

Prova anche tu, una volta che ti senti solo o infelice o triste, a guardare fuori dalla soffitta quando il tempo è così bello. Non le case o i tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, sarai sicuro di essere puro dentro e tornerai ad essere felice.” (Anna Frank)