De Andrè

Come fai a sceglierne una, sceglierne una e dire questa è la più bella? Così non ne propongo neanche una.

Ma tra le tante interpretazioni di altri cantanti sì che si può scegliere le più belle..


 

Alla chitarra Luca Colombo, la voce.. la più bella.

(bisogna scordare la storia del rapimento per apprezzarla come pura canzone d’amore)


 

Quale sarà la mano che ti accende e ti spegne, luce luce lontana che si accende e si spegne.


 

Questa più per l’assolo di chitarra

QUANDO SARAI VECCHIA

William Butler Yeats

Ci sono molte traduzioni, ognuna una poesia a sè, mettendo a fuoco una volta la donna una volta il camino, che tutto brucia, una volta le braci, che volano via, l’ anima, peregrina o irrequieta.

Le stelle possono essere sciami o folla.

questa di Luisa Zappa, moglie di Branduardi, mi piace tantissimo.

Anche perchè è Musica.


 

L’idea viene da molto più lontano, da un sonetto per Elena, di Pierre de Ronsard

Quando Vecchia sarete, la sera, alla candela,
seduta presso il fuoco, dipanando e filando,
ricanterete le mie poesie, meravigliando:
Ronsard mi celebrava al tempo ch’ero bella.
Serva allor non avrete ch’ascolti tal novella,
vinta dalla fatica già mezzo sonnecchiando,
ch’al suono del mio nome non apra gli occhi alquanto,
e lodi il vostro nome ch’ebbe sì buona stella.
Io sarò sotto terra, spirto tra ignudi spirti,
prenderò il mio riposo sotto l’ombre dei mirti.
Voi presso il focolare una vecchia incurvita,
l’amor mio e ‘l fiero sprezzo vostro rimpiangerete,
Vivete, date ascolto, diman non attendete:
cogliete fin da oggi le rose della vita.
(Traduzione di Mario Praz)


 

E non mancano altre “ispirazioni”

“vieni adesso finchè è primavera”


 

 

 

De André & PFM

 

Un grande Mussida alla chitarra

 

 

 

volta la carta e paga il riscatto

paga il riscatto con le borse degli occhi

piene di foto di sogni interrotti

Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria

chiama i ricordi col loro nome

volta la carta e finisce in gloria

 

 

«Questa canzone la dedichiamo a quelli che Platone chiamava, in modo addirittura poetico, i “figli della luna”; quelle persone che noi continuiamo a chiamare gay oppure, per una strana forma di compiacimento, diversi, se non addirittura culi. Ecco, mi fa piacere cantare questa canzone, che per altro è stata scritta per loro una dozzina di anni fa, così a luci accese, anche a dimostrare che oggi, almeno in Europa, si può essere semplicemente se stessi senza più bisogno di vergognarsene»

(Fabrizio De André durante il concerto tenuto al Teatro Smeraldo di Milano il 19/12/1992)

Khorakhanè (a forza di essere vento)

(Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina)

Cvava sero po tute –  Poserò la testa sulla tua spalla
i kerava – e farò
jek sano ot mori – un sogno di mare
i taha jek jak kon kasta – e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo – perché l’aria azzurra
avi ker – diventi casa
kon ovla so mutavia – chi sarà a raccontare
kon ovla – chi sarà
ovla kon ascovi – sarà chi rimane
me gava palan ladi – io seguirò questo migrare
me gava – io seguirò
palan bura ot croiuti – questa corrente di ali

Dolcenera

Due storie, due inondazioni

una d’ acqua e una di passione

ma l’ acqua arriva, e travolge, distrugge e sfonda porte

ma la moglie di Anselmo no, che non arriva, forse travolta dalla stessa acqua.

Sta nel suo tram “scollegato” che nemmeno esiste perchè al tempo dell’ alluvione già non circolavano più tram a Genova.

Per questo “fu”  –   “così splendido e vero da potervi ingannare”

 

Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é
amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê
amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è
amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê 

(Guardala che arriva guarda com’è com’è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com’è
guardala che arriva che è lei che è lei)

 

“altro che benedetta”