Sognando

Sognavo.
Non ero ancora nato e già sognavo delle onde del lago,
senza saperne nulla,
c’ era in sottofondo sempre una vie en rose,
ne sono certo.

Così quando mi strapparono da quel sogno urlai forte per la pacca sul sedere,
urlai forte e piansi.

Finchè, aprendo gli occhi, ricominciò il sogno
capelli neri, odore di buono, di bianco calore
profumo di seni e latte,
era un buon profumo,
ne sono certo.

Con lei tornammo alle onde del lago,
e le potevo vedere davvero,

annusare e respirare,
sentire sulla pelle l’ aria fresca sotto le stelle.

Solo più avanti vennero i cavalli a dondolo,
le biciclette, i bagni nel lago,
l’ amore per la musica sulle note della vie en rose di sempre,
i balli senza toccare terra.

E non finiva mai il sogno
continuò con le note di una chitarra nella penombra di una cameretta.
Certo non erano sempre sogni belli ma pur sempre sogni.
E potevo raccontarglieli.
perchè lei era il sogno.

Così quando me lo strapparono di nuovo urlai forte e piansi
la pacca fu molto più forte.

Solo ora, pian piano, chiudendo gli occhi,
posso rivedere ancora un sogno all’ orizzonte
stessi capelli neri, odore di buono, di bianco calore
e un cavallo a dondolo che ancora cavalca la vie en rose
negli spazi vuoti tra le stelle.

 

(once upon a time..)

Routine mattutina

http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=48920&Tabella=Poesia

Ti guardo
seduta al tavolo della cucina,
fumi,
mentre fumo una sigaretta
e l’ aroma di caffè riempie la stanza
la luce filtra dalle tende.

Ti dico che nevica
siamo già a marzo e ancora nevica
e il freddo è forte
e poi altre banali cose quotidiane.

Inzuppo il biscotto
e non so dirti se è più dolce il caffè o tu che lo bevi.
Allora mi alzo
per una carezza a spostarti un po’ la maglietta
per darti un bacio sul collo,
c’è un posto fatto apposta
appena sopra i seni
tra i quali poi è dolce scivolare.

Il freddo è fuori
possiamo aspettare a uscire,
intanto ti bacio dappertutto.

Come fossi lì.

Immagine Francine Van Hove

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E’ facile non notarla

Non è come un colpo di clackson improvviso
quando ti volti a guardare
e fai un salto indietro
per la macchina che sta arrivando veloce.
Neanche come una nota stonata nel bel mezzo dell’ assolo
che correggi tirando un po’ la corda col dito
per farla sembrare un passaggio voluto.
E neanche le braccia mancanti alla Venere
quelle si vedono bene.

E’ qualcosa nell’ aria,
sempre presente
e prende forma col sole,
entra dai fori delle tapparelle non ancora alzate
o si fa visibile sotto due fotoelettriche
ai lati del palco
in una sera d’ estate.
Prende la forma di quello che ami
e tu è solo quello che vuoi vedere,
quello che ami.
E’ qualcosa che sa ricostruire le braccia alla Venere.

venerecirene

Finale rock

Quando sarà l’ ora,
lo vorrei rock.
Un classico finale rock.
Tra rullate di tamburi e colpi di piatti.
Corse veloci su e giù per la pentatonica
e per finire una bella pacca sul manico della chitarra..
per lo stop.
È sempre stata buona con me ma gli piace, lo so.

Oppure una nota troppo alta
un corto tra valvole roventi
che scocchi una scintilla che arrivi alle stelle
veloce e improvvisa
ma giusto alla fine della battuta,
che non si senta che ho smesso di suonare.

Poi il silenzio.
Se proprio non sarà così, due braccia basteranno.

Ma non adesso eh..
C’è tempo.

E non prendetevela con me se non desidero nessun “prima di andare”

 

Verso sera

S’ alza il desiderio a sera.
vibra come un theremin nell’ aria.
Sarà quel lembo di pelle,
immaginato tra le pieghe della vestaglia,
sarà quel fiore
che ho disegnato tra le stesse pieghe,
sarà quel luogo che m’hai costruito in petto
abusiva e desiderata,
sarà che in quel luogo ci hai fatto il nido
rametto dopo rametto,
sarà che i rametti han messo bianche radici
e non c’è modo di estirparle,
sarà che le radici crescono
assieme al desiderio,
sarà che m’è caro questo tormento
dolce e eterno
sarà che non muore mai,
e io ,desidero, con lui.

Paint Damian Klaczkiewicz

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Non aprire gli occhi

Non aprire gli occhi
non è qui,
il profumo che senti
è solo l’ Airwick
che dalla sua mensola spara fragranze di fiori
ogni mezz’ ora.
Non aprire gli occhi
e sarà come fosse qui
nel sogno puoi tenerle la mano
accompagnarla sullo stesso sesso,
caldo di desiderio .

Non aprire gli occhi
gli occhi ingannano
e ti diranno che non è vero niente.

Intanto qui c’è il suo sogno, vero,
che vuole essere sognato,
solido e duro.

(foto Gianluca Fontana)

GianlucaFontana

Senza lei

Se vai dal pensiero, porta il cuore con te.
Se vai dall’amore, porta la testa con te.
Vuoto è l’amore senza il pensiero,
vuoto il pensiero senza l’amore

Sono solo io che penso.
Non sono questi giorni di primavera
di sole e natura deflagrante
di colori accesi e profumi intensi far splendere il pensiero.
Sono sempre io che penso
e il pensiero deflagra in colori accesi e intensi,
i pensieri brillano.

Così come d’ inverno, alla brughiera
con gli alberi che sfumano tra il biancore della neve e il cielo.
Sono sempre io che penso.

Ma è la notte che i pensieri splendono di più,
nelle notti senza stagioni
quando ogni rumore tace
e il mondo è come non ci fosse,
eppure tutte le cose del mondo sono qua, in mano.
La lampada led sulla scrivania trasforma le volute di fumo in pensieri solidi.

Ma sono ancora solo io che penso
non l’ anima o altro
sono sempre e solo io che penso, mi riconosco.

E così che appare il suo corpo
prima evanescente poi sempre più denso,
salgo le ginocchia,e le coscie,
dal pube ai seni poi la via è breve
ma il volto è ancora sfumato.

Poi appoggio la testa alla fessura
da dove viene la vita
e dove la vita va e viene
e vengo.

Senza lei.
Per lei.

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Fuochi sul lago

La ragazza era lì
era la notte dei fuochi,
sulla riva del lago
li guardava brillare.

La ragazza era lì
seduta accanto a un dolore
nel cono d’ ombra del salice
che le sussurrava parole.

Tutti quanti eran lì
illuminati dai fuochi
e ogni botto un desiderio
ogni botto una meraviglia.

La ragazza invece era lì in disparte
se ne stava all’ ombra della luna
il salice e i suoi rami
le nascondevano le mani.

E ogni botto un tremito di foglia
un affondo di dita
un fremito al seno.

Come una carpa al salto
che brilla le squame alla luna
seguendo rotte sconosciute
e riaffonda nell’ acqua dolce del lago.

L’ ultimo botto le fece tremare il cuore
ma nessuno se ne accorse
che la ragazza sparì per un attimo
nell’ acqua dolce del suo lago

per un invisibile abbraccio di cielo e lago.

Painting:  Sara Stradi.

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