Un po’ di Como… in musica

I Sulutumana. (sull’ ottomana, un divano)

.. a Bellagio gli scappa pipì.

 

 

Battito a battito sarai passo su passo..

 

Davide Van De Sfroos (Vanno di sfrodo)

 

 

Il nero del lago di notte non è un unico colore, ci sono macchie scure dei monti e ogni tanto qualche brillio di luna che mostra figure immaginarie, e barche piene di streghe che si alzano in volo..

Fendin

Stai attento Fendin, che ieri sera la barca non è restata al suo posto,
stai attento Fendin l’han legata ad un anello,
ma il nodo non era di nostri e lo sanno tutti Fendin che la barca non l’hai portata alla benedizione
e lo sanno tutti Fendin che di notte sulle onde si sente una strana canzone.
C’è una donna che segna le stelle
c’è una donna che comincia il ballo
c’è una donna corvo
e poi c’è la donna del pipistrello,
c’è una donna con il cappello
c’è una donna con un cristallo
c’è una donna che batte il passo e porta tutte sul tuo battello Fendin,
Fendin, la tua gondola vola via Fendin,
Fendin, la tua gondola vola via
sopra ci sono sette donne e ogni donna è una strega
e cantano tutte insieme la stessa litania….
Yalba kuresh manumm traagah…
Portami il sacco del buio rubato da cieli in cammino
svelami il trucco per muovere il dado di tutte le stelle,
coprimi l’occhio se draghi e zanzare mi voglion ferire,
svita dal sogno quel che mi serve per poi proseguire…
Fendin, Fendin, la tua gondola vola via….
Parti per uno per due per tre… e anche il lago si è spaventato
parti per quattro per cinque per sei…
ogni minuto diventerà un mese parti per sette…
parti per sette…
con un tuono e quattro saette…

La leggenda è vera,, ma le streghe erano tre, almeno nella versione di Lezzeno.

Parti per uno per due, per tre, e la barca non partiva.

Parti per quattro e è volata via, perchè Fendin era nascosto in barca e così erano in quattro.

Akuaduulza (Andando di sfroso)

La traduzione nel video

Il “dialetto” e’ la lingua delle radici, e’ la radice stessa dell’uomo.

Lo si succhia con il latte materno, si ode all’esterno del grembo materno ancor prima che i nostri occhi vedano la luce, ce lo ritroviamo gia’ dentro non appena il barlume della ragione si affaccia alla nostra mente

L’italiano viene dopo,

e’ la lingua che serve a far capire persone che usano dialetti diversi,

ma e’ come se fosse la traduzione del “dialetto”

e delle cose da’ solo l’idea,

ma non e’ “le cose”.

(Rosalba Crosilla)