È femmina

Si abbandona tra le tue braccia
così piccola che ci sta tutta.
Tiene gli occhi socchiusi e guarda dritto nei tuoi.
Poi, all’ improvviso, ti infila un dito in un occhio..
ma dolcemente, con delicatezza femminile,
e solo per afferrare la bimba che vede riflessa.
Il fratellino si sarebbe fatto meno scrupoli.
Poi gli occhi si fanno sempre più pesanti,
quasi una fessura
e da lì sbircia se ci sei.
Se proprio si chiudono li riapre subito,
per controllare che sei ancora lì.

E allora glielo dici che sì,
ci sei e non la dai alla befana come nella ninna nanna
e glielo ripeti come fosse un’ altra ninna nanna
finchè il sonno la vince.

Allora la puoi accomodare,
e coprirla bene che stia al caldo,
metterle una musica, così che impari ad amarla
e un bacio in fronte, così che impari ad essere amata.

 

(09/09/2016)

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=55844

Kintsugi

Io non lo so perchè
perchè poesia possa far rima con leucemia
o perchè amore lo faccia con dolore
il perchè vero, lo sai?
il perchè vero,
non le solite parole consolatorie
sulla beatitudine o sul metterci alla prova.
Perchè il dolore viene a volte
proprio quando l’ amore è giovane,
quando uno già sta lottando perchè altri bimbi crescano belli e forti come il suo
quando già sta lottando contro il dolore
viene e si prende proprio il suo
scorrendo per le vie del sangue
e spezzandole
penetrando fino al midollo
e poi vorrebbe ammutolirci
scorrendo anche nelle nostre.

Ma Amore non si arrende mai
con lui il dolore perde
Amore ha riempito d’ oro quelle vie
le ha trasformate in qualcosa di prezioso e lucente
perchè il dolore sia sempre più niente.

 

kintsugi

Questo è

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=51591

Dicono che l’ amore sia questo scorrere veloce del sangue,
questo suo riempire le vene e i corpi cavernosi.

Ma non credo che basti.

Allora forse è questo pensarti sempre,
questo vederti, in ogni luogo dove non sei, senza cercarti.
Oppure questo accostarti il passo di nascosto,
questo ostinato portare nelle tasche quello che non sei.

Ma neanche questo credo che basti.

Poi un giorno ho sognato un luogo dove non c’eri davvero,
neanche cercando.

Le tasche vuote, la paura forte,
non c’ erano strade che ripartivano da lì,
nessun altro luogo dove andare,
in quel luogo senza te non c’era nient’ altro.
Neanche gli angeli ad ascoltare o suggerire.
Il mondo finiva lì senza di te.

E questo è.

Sogno ancora te

E’ il sogno il tuo regalo più bello,
non dei giorni passati
o per i giorni felici
dove il pensiero di te era un dono.

Sogno ancora di te ogni giorno
nuova
così che il è il sogno il vero dono
e lì, nel sogno, ti posso amare,
perchè sei me che sogno di te.
Potremmo avere lo stesso sesso.
Accarezziamo lo stesso sesso.

jelly

Innamorato

http://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=48764

 

Dici di sì?
Perchè si alza
il desiderio se ti vedo?
E anche se non ti vedo?
Perchè sto a pensarti sempre?
Io dico di no
cioè no che non è per quello.

Perchè dicono non sia questo scorrere veloce del sangue
questo riempir col sangue vene e corpi cavernosi,
O almeno questo non basta.
E dicono non sia nemmeno questo pensarti sempre
come un’ ossessione.. appunto.
E nemmeno questo trovarti, in ogni luogo dove non sei
senza cercarti.
E accostarti il passo di nascosto.
Non è neanche questo portarti dentro immaginata mia.

Forse
-e dico forse-
è perchè un giorno sono arrivato in un luogo dove non c’eri
neanche cercandoti
non c’eri nell’ aria
e nelle foglie
e nemmeno nel sole o nel cielo.
E la paura fu forte
improvvisamente non c’ era nessun altro luogo dove andare
nessun domani
e in quell’oggi non c’era più nulla.
Neanche gli angeli o le madonne ad ascoltare.

Ma di questo non ne sono sicuro
perchè sono ancora qua
e anche tu.

Immagine  Damian Klaczkiewicz

399879

E’ facile non notarla

Non è come un colpo di clackson improvviso
quando ti volti a guardare
e fai un salto indietro
per la macchina che sta arrivando veloce.
Neanche come una nota stonata nel bel mezzo dell’ assolo
che correggi tirando un po’ la corda col dito
per farla sembrare un passaggio voluto.
E neanche le braccia mancanti alla Venere
quelle si vedono bene.

E’ qualcosa nell’ aria,
sempre presente
e prende forma col sole,
entra dai fori delle tapparelle non ancora alzate
o si fa visibile sotto due fotoelettriche
ai lati del palco
in una sera d’ estate.
Prende la forma di quello che ami
e tu è solo quello che vuoi vedere,
quello che ami.
E’ qualcosa che sa ricostruire le braccia alla Venere.

venerecirene

Portante acustica

Mamma naviga su una portante acustica
a modem spento.
Una portante direttamente infilata nell’ orecchio
come un sibilo a 3000 hertz.
Devono avere computer avanzatissimi lassù
da milioni di megahertz al microsecondo
il suo avrà per tastiera un prato verde
e per tasti margherite.
Per hardisk una torta di mele appena sfornata.
E il monitor è proprio qui, dietro le palpebre chiuse
Immagini, scritte e suoni appaiono in finestre velocissime.
Più vite al secondo.
Lancia messaggi a tutti
perchè me li vengano a dire.

Non fare tardi..

In frasi banalissime per tutti.

Ti ho lasciato una fetta di torta in frigo.

Certo anche “non ti voglio più bene” o “sei una delusione” è tra quei messaggi.

Ma i computer, si sa, sbagliano.

Chi vi stirerà le camicie?

Fai il bravo.

Princesa

Sono la pecora sono la vacca..

così si descrive Princesa, perchè è così che la società meschina la chiama

ma lei non se ne cura e sta al gioco se  agli animali si vuol giocare

di certo solo per essere accettata, e integrarsi, più che per trattarli da bambini

perchè a lei invece piace la società così com’è.

E così si mostra, camicia aperta, per quello che vuole essere. Davanti allo specchio grande.

Tutto sotto le “ciglia” della madre, il grande albero, che spera nell’ istinto, nella vita e costringe Fernandino a resistere e vomitare.  Ma Princesa lotta, in una vertigine d’ anestesia, e alla fine Fernandino gli muore in grembo.

Ma niente potrà nascere mai da quel grembo.

Fernandino e Fernanda sono le braci di un’unica stella che squilla di luce di nome Princesa.

O matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
o medo (la paura)
a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice)
a vertigem (la vertigine)
o encanto (l’incantesimo)
a magia (la magia)
os carros (le macchine)
a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza)
o brio (la dignità)
o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro)
o fidalgo (il gransignore)
o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna)
a bebedeira (la sbronza)
as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze)
a falta (il fallimento)
o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza)
viver (vivere)