Vengo da dove veniva Fausto

È questa l’essenza del rock, della musica in generale, alcuni riescono ad affrontarla di petto, senza orpelli, ci sbattono la faccia e non nascondono le cicatrici, quelli sono i veri immortali.

Poetarum Silva

fausto mesolella foto di fiorella passante

Vengo da dove veniva Fausto

di Raffaele Calvanese

*

Una volta ho comprato una rivista con Lemmy dei Motorhead in copertina. Il titolo recitava testuale “mi sono salvato perché sono brutto”. Ironia della sorte: ho trovato un concetto simile nella biografia di Keith Richards. Se mi fermo a pensarci è così, è questa l’essenza del rock, della musica in generale, alcuni riescono ad affrontarla di petto, senza orpelli, ci sbattono la faccia e non nascondono le cicatrici, quelli sono i veri immortali. Sono musicisti, troppo impegnati ad inseguire un accordo, un giro di basso, una melodia, troppo lontani dalla realtà che siamo abituati a popolare noi che raramente riusciamo a sollevarci da terra come fa un chitarrista, come fa un musicista nell’atto di fare l’amore con il proprio strumento, nell’atto di creare qualcosa di nuovo, nell’atto di fare musica, che poi è come viaggiare…

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Gioiellli Rubati 84: Ivanna Pedretti – Gisella Canzian – Franco Bonvini – Mauro Roversi Monaco – Maria Allo – Mary Barbara Tolusso – Barbara Auzou – Manuela Di Dalmazi.

almerighi

DANZA

Lo sguardo, dove va?
dritto, sopra, al pavimento.
Basta che non sia su di me.
Pensiero che attraversa.
Chiudo gli occhi
cerco di sentire il punto di partenza.
Traccio linee e sento che
linee sono le mie ossa.
Andare mi fa sentire i muscoli pronti
tesi.
Sento la determinazione, il limite
confine del corpo:
le braccia, le mani
che spingono, agitano.
Provo piacere nel tagliare lo spazio in diagonale.
Il sopra, il sotto, lo stare nel mezzo.
A terra sento la superficie premere sulle ossa.
Famigliarità.
Stare nel mezzo, invece, mi fa sentire i muscoli contratti
sono scomoda.
E poi l’alto.
Lo misuro con l’aria che sposta le braccia.
Fresco sulle mani.
Vado verso un punto che ho scelto
chiudo le braccia al petto e poi le apro.
Sento l’elasticità del movimento
che allarga
allarga e poi stringe.
E’ ritmo netto, preciso.
La chiusura è il preludio a un’altra…

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Sono uscito

Sono uscito per andarla cercare

lo ricordo, come fosse tanto tempo fa,

sono uscito a cercarla per boschi

per le panchine in riva al lago

e poi fermo in mezzo alla piazza

attento a destra e sinistra.

E poi un panino alle mura

con calma

tanto per aspettare ancora un po’.

L’ho rincorsa pedalando più dell’ acqua

e del volo del Merlo

sulle tracce del passaggio.

E quelle trovavo

tracce del passaggio di una presenza

una presenza che era già in me.

Come qui adesso, senza uscire,

ha la solita forma, tonda, frastagliata,

di un bianco brillante e bordi azzurri

con un foro al centro che manda raggi luminosi,

ogni raggio un pensiero vaporoso.

#io posso chiudere gli occhi

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=57404

C’era un bel film su “cosa vedi quando chiudi gli occhi”
solo che lì finiva tutto.

Io posso chiudere gli occhi
e vedere ancora i bimbi danzare davanti a un palco
in una serata estiva
che ancora verrà.
Posso vedere l’acqua limpida sgocciolare
tra macchie di sole e penombra di alberi
nel profumo di muschio e ciclamini
su alle sorgenti del Lambro.
Posso sognarmi giovane
dove non lo sono mai stato
perche era il suo sogno che mi sognava giovane.
Posso vedere i fotogrammi più belli
che non hanno originale.
Posso vedere il lago dall’alto
scendere verso le rive
e inventare l’erba sulle spiaggie sassose.
Posso vederti cavalcare l’unicorno rosso
sempre più veloce
sulle rive del sogno.
Posso credere che stiamo solo giocando a nascondino
e che ti sei nascosta così bene che ancora cerco.
Potrei nascondermi anch’io
ma mi trovi sempre.

Posso diventare un piccolo granello d’infinito vagante.

Ma mi trovi sempre


(Let’s the children dance)

 

Le cose nascoste

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=57345

È una piccola apertura tra gli alberi

si intravede appena il sentiero che scende, verso la riva

tra l’ ombra che fanno i rami.

E non sai cosa te lo fa scegliere

piuttosto che quel parco, lì vicino

con panchine, e giochi e spiagge attrezzate.

Ma posteggi, e in fondo lo sai

che da sempre cerchi di vedere le cose nascoste

dietro gli angoli.

Le cose nascoste, che sono poi quelle che nascondono

come quel salice, che richiudeva i rami dopo il passaggio

e diventava nido

e il nido si faceva casa

dove ci si poteva amare.

Posteggi e imbocchi il sentiero

e il sentiero svolta sul ponticello che oltrepassa il torrente

poi scende dritto alla riva.

L’acqua è piena d’angeli

che brillano, e danzano

spandono attorno scintille di luce

e l’aria tra i rami dà loro voce.

È solo sole, obliquo sull’acqua

ma incanta

come dovessero arrivare altri angeli

a unirsi alla danza di luce.

E alla fine arrivano,

ti escono da dentro.

Haiga

Marzo 2018

Stupito nonno
Può prendere la luce
la sua bimba

Luce.jpeg


 

Fiori in penombra
colorati su tela
Fa primavera

Guardo fuori e fa neve
Nel vaso un ciclamino

flower.jpg


 

Spoglie betulle
A terra risplendono
trame dorate

klimt-1.jpg

(klimt)


 

Velo di neve
Bello anche l’ asfalto
in trasparenza

cortile.jpg

 

Gioielli Rubati 80: Franco Bonvini – Jonathan Varani – Vincenzo Costantino – Biagina Danieli – Roberta Borgia – Luca Ormelli – Maurizio Manzo – Barbara Auzou.

Sempre grazie a Flavio Almerighi.

almerighi

E poi

E poi vuoi scrivere qualcosa di bello
che dica
“c’è un tesoro in ogni dove”
a immagini e parole.
Così giri il web
per cercare qualcosa di bello da mostrare
solo che trovi una maglietta rossa
sulla riva dove spiaggiano i giochi.
E niente,
sarà per un’ altra volta.

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2020/02/20/e-poi/

*

[versami da leggere]

I comandamenti delle mani
sudano l’ultima profezia

la notte si disseta dietro
le bende del giorno

scioglie gli sguardi
le poesie crudeli
il girotondo dei lunghi
addii -e tu, funambolo
tra cielo e terra
ubriachi l’ultimo atto impuro
prima del sorso:

versami da leggere, amore
qui
ora
e mai più.

© di Jonathan Varani 21.02.2020, qui:
https://tremoridinchiostro.wordpress.com/2020/02/21/versami-da-leggere/

*

FEMMIN GIN FUMO

Odore di femmina
Gin
Fumo
Sono dentro una poesia
Falsa come una banconota
Da due euro
Profumo di donna
Vino
Brace
E sono dentro una poesia
Falsa
Come la…

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