Due piccole piume

Non di questo mondo

Ero allo struscio in un pomeriggio di festa e andavo verso la stazione.
La sconosciuta invece veniva dalla stazione.
Era uno schianto, avvolta in un vestitino attillato a mezza coscia che faticava a contenerla,
tutti se n’ erano accorti, e si fermavano, e si voltavano a guardarla ma lei proseguiva fiera e consapevole.
Aveva un’ aria familiare così le andai incontro a braccia aperte dicendo finalmente sei arrivata! T’ aspettavo con ansia.
Così, tanto per provarci.

Ma lei aprì le braccia, e mi abbracciò stretto, i seni erano due cerchi contro il mio petto e sussurrò
“Ho dei compiti da svolgere ma torna proprio qui più tardi, avrò finito”.
Mi venne il dubbio che davvero la conoscessi e che forse era per quello che stavo andando alla stazione,
oppure era una gran paracula e stava al gioco per prendermi in giro.
Girai un po’ per il paese, ma il paese…

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Fiori d’alga

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=56315

 

Lei stringe il sesso tra le dita gementi
nell’aria un’essenza, come di fiori.
Ecco, la stanza è piena di bianchi invisibili fiori
han forma d’alga
da lacerare, da fare a pezzi.
Per ripararsi dal freddo.
Per ripararsi dal tutto.

750,000 Anni Fa L’amore (Banco Mutuo Soccorso)

Non di questo mondo

Già l’acqua inghiotte il sole,
ti danza il seno mentre corri a valle,
con il tuo branco ai pozzi
le labbra secche vieni a dissetare…
Corpo steso dai larghi fianchi,
nell’ombra sto, sto qui a vederti,
possederti, possederti, sì possederti…

Se fossi Mia davvero
di gocce d’acqua vestirei il tuo seno,
poi sotto i piedi tuoi
veli di vento e foglie stenderei…
Corpo chiaro dai larghi fianchi,
ti porterei nei verdi campi e danzerei,
sotto la luna danzerei con te.

Lo so, la mente vuole
ma il labbro inerte non sa dire niente.

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Gioielli Rubati 72: Raffaele Delle Femine – Fabrizio Bianchi – Franco Bonvini – Loredana Semantica – Rita Pacilio – Massimo Caccia – Nadia Alberici – Gian Ruggero Manzoni.

Un grazie a Flavio

almerighi

a rileggerci presto, un caro saluto

UN ANNO E MAI PIU’ UN ANNO

Così è
amore mio
quest’anno che viene

un quadro di cielo e mare
senza orizzonte
a dividere notti e giorni

i sogni del tempo
non saranno a colori
forse

avremo mani tremanti
certo
ma li dipingeremo noi

se mai sarà
un anno e mai più un anno
lentamente t’amerò
fino all’ultima poesia

di Raffaele Delle Femine, qui:
https://www.facebook.com/raffaele.dellefemine?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARA7v4X8lOhSS4v7tLOzgg_H_UhQPs8xldPOPlsi3uVDj4JjF1ftIwkGuIL0jrQrt4molhujqDn7TkPZ&hc_ref=ARRIwD7crZ2wiCtjn8t4ItVDDNsrfKjw8sfRQE-KC7OU8wtFkxKpBQur18ilaGnkozc&fref=nf

*

Bad boy.

Mi piacciono le coccinelle.
perché sono bambinesche, tonde
un fumetto vivente
Anche per i colori vivaci [rosse o gialle]
e i pois così netti, neri, disegnati a china
E ti salgono volentieri sul dito
sulla mano. E sono resistenti.
non si schiacciano subito. Sembrano di plastica.
Dio le ha fatte resistenti
per i bambini. Anche quelli /cattivi
/sadici
/cresciuti.

[Come me.]

di Fabrizio Bianchi, qui:
https://perigeion.wordpress.com/2018/05/01/fabrizio-bianchi-poesie/

*

Danza di un aeroplanino di legno alla luna

Era…

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Marmo vivo

Ci sono sogni da restar svegli a sognare
in questo vapore caldo non si può dormire.
Premi sugli occhi, e lei appare
statua di marmo vivo tra le stelle a volteggiare.
E gira gira come una ballerina
e gira gira e mostra le parti migliori
poi si rigira e ha i seni spezzati
allunghi le mani, li rimodelli e sono ancor più belli.

Ma è solo un alibi
la statua immaginata
idealizzata irraggiungibile e adorata.
È solo un alibi per stare qua
per non viaggiare tra le stelle insieme a lei.

Poi premi  un po’ più forte e tutto il cielo esplode
tinto di rosso e giallo e di vapore,
quando apri gli occhi è ancora lì
ombra sul muro tra la nebbia a volteggiare.
Hai gli occhi aperti ormai
e la vedi svanire
ma tu continui la tua fuga in solitaria fino a venire.

Degli anni passati non si butta via niente

Certo che è strano

aspettiamo l’ anno nuovo, e lo festeggiamo

buttiamo dalla finestra, metaforicamente o no, cose e avvenimenti

e poi rimpiangiamo gli anni che si allontanano sempre più veloci.

Ma i miei son tutti qui, insieme a quello nuovo,

come quello in cui..

e quell’ altro poi..

poi c’è stato quando ho visto te..

che prima avevo gli occhi chiusi..

c’ è stato anche quando m’ ha lasciato..

per non lasciarmi mai.

“Ma ora accogliamo l’ anno nuovo,

colmo di cose mai state” (Rilke)