Quando verrai

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=58618

 

Quando apparirai
nel riquadro della porta
sarà così veloce e repentino
da non capire se arrivi o vai.
Allora penso piazzerò due fotocellule
proprio allo stipite
una collegata all’interrupt del cuore
e tante righe di codice
quanto la cifra degli anni tuoi
per capire la direzione
se vieni o se vai
o se perplessa stai.
E se non scatteranno
capire che semplicemente non ci sei.

Lo so, ne basterebbe una
se tu fossi l’ unica
e un gran verde fuori cambierebbe di stato entrando
verso un rosso soffuso
ma tu al solito stai
ed è un eterno lampeggiare
tra verde e rosso
oppure semplicemente non ci sei
e c’è sempre un gran verde fuori.

Ma se un giorno davvero verrai
non ci saranno fotocellule e luci
righe di codice o illusioni
a dire che sarai qui.

Però tu porta il tuo nome
la cifra esatta degli anni tuoi
le strade percorse e i sorrisi
disegnati sul corpo,
non scordare i dolori.

Non portare vestiti
leggeri o pesanti
che non servono qui.

A volte sembra che arrivi davvero
ma poi sei sempre un blackout.

Silenzio

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=58541

 

Rimane, nell’aria

un poco di luce gialla solare

accende il verde delle foglie agli alberi

ne risalta i contorni.

Gli alberi disegnati su un cielo che intanto ingrigisce.

È la pioggia che arriva.

C’è silenzio

le case chiudono gli occhi

gli uccellini tornano al nido, zitti zitti.

Io sono già al nido

zitto zitto

e guardo al cielo

con l’anima dondolante, come le foglie

là fuori, mosse dal vento.

Fede minore – (dentro le mura di Gerico antica)

Non di questo mondo

madonnina1

Sta al limitare del sagrato.
Chissà perchè l’ hanno sistemata all’ incontrario..
di spalle alla chiesa, verso gli alberi.
La domenica si poteva uscire,
per una messa.
Forse che loro non potevano guardarla?
e neanche lei non doveva vederli?.

Ma loro trovavano la via.
Di nascosto.
E per un po’ sparivano tra le sue accoglienti braccia.

madonnina2

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Scaricabarile e punti di vista

È come quando esci da un avvitamento controluce

con l’aeromodello

non vedi bene l’assetto e non perde quota

che il profilo alare è simmetrico.

Pensi sia dritto e tiri col pollice la leva del radiocomando, per cabrare

invece è capovolto, e lui picchia, e si panta nel terreno come un paletto

distruggendo il castello motore e mezza fusoliera,

fino alle ali, che saltano via.

E non lo vuoi ammettere

sarà che si son scaricate le pile,

o un disturbo, magari quell’autotreno che passa correndo lungo la statale

col Cb sulla stessa frequenza…

O come quelle foto di assembramenti di trenta di persone o più in vialetti che sembrano di una trentina di metri.

Poi conti i lampioni, almeno 15, alti quasi come le case e quindi distanti almeno 30 metri uno dall’altro.

E trenta persone in viali di più di mezzo chilometro non è un grande assembramento.

Ma va beh, è tanto per spostare la colpa sui cittadini indisciplinati.

Che poi i cittadini mica vogliono uscire

vogliono qualcuno che gli dica che si può uscire

per lamentarsi poi, se qualcosa va male, che li hanno fatti uscire,

o per lamentarsi poi, se va tutto bene, che li hanno tenuti in casa tre mesi e poi là fuori non c’era niente.

Sarà solo poco di più (Amina Narimi)

Il volto di sempre è il miracolo (Amina Narimi)

amina narimi

Un velo inaspettato è il nascondiglio
del mio viso che magenta mentre arrivi
salmodiando una piccola ederlezi

tra una corsa e l’inchino va il passo
fra l’ultima luce e la casa
la tua mano è nel riso, e la sola
che sa benedire in silenzio
l’odore argentato dell’erba
con lo sguardo concorde. Io credo
sia il volto di sempre il miracolo

e se c’è un paradiso che attende
sarà solo poco di più .

Azzurramia

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Stormo

È passato uno stormo di farfalle, proprio adesso,
più che passato volteggiava
senza direzione alcuna
nel poco vento che si oppone al silenzio.

Volteggiava, e poi si è posato a terra.
Più in là l’albero da dove son partite danzava col vento.
Volteggiava e si è posato a terra,
il camion del lavaggio strade le ha raccolte tutte
con gran fragore.
Quando è tornato il silenzio ne è apparsa un’altra
veniva dall’incrocio in fondo alla strada
volando dritta dritta
come non fanno le farfalle
e l’ha percorsa tutta, passando qui davanti
e proseguendo fino a sparire.

Ma cosa c’è che non va?

E gli italiani che cantano dal balcone no

e gli striscioni di speranza neanche

“Andrà tutto bene” poi non ne parliamo.

Ma cosa c’è che non va nello sperare?

Però qualcuno l’aveva gia scritto

e mi scuso se non ricordo chi:

“Gli italiani cantano,

Uno sta in piedi e canta

Uno vicino lo disegna

Uno un po’ più in là canta di quello che disegna.

Che tristezza”

 

Ma in quello slogan poi c’è scritto solo “Andrà tutto bene”

non andrà bene a me, o a te, o a chi non andrà male.

Non importa se l’ha scritto un bimbo, ingenuo

o un “invecchiato senza diventare adulto”

o ancora un infermiere sul suo armadietto.

I bimbi ti osservano, se non ci credi non ci credono.

 

E poi non è solo uno slogan

o una bianca bugia.

È una preghiera.

Un guariremo, anche se non si sarà tra i guariti.

Iniziata già nel ‘300