Adamo, e due poesie di Amalia Guglielminetti

Il desiderio

Pur taciturno è il desiderio.
Saggio sembra, ma in fondo alle pupille cova
la vïolenza del suo cuor selvaggio.
L’amore è sorda lotta,
è dura prova per chi assai l’ama,
e a molti impeti sciocchi avventa chi ben cerca e male trova.
Questo imparò colei che smarrì gli occhi dietro i suoi sogni e ride ora,
ma batte le ciglia perchè il pianto non trabocchi.
Poichè, se alcun le sue treccie ha disfatte,
od impresse d’un morso la sua gola,
o lasciò le sue labbra più scarlatte,
ella è pur sempre quella che va sola.

Amalia Guglielminetti

Le seduzioni

Colei che ha gli occhi aperti a ogni luce
E comprende ogni grazia di parola
Vive di tutto ciò che la seduce.
Io vado attenta perché vado sola
E il mio sogno che sa goder di tutto
Se sono un poco triste mi consola.
In succo ho spremuto ogni buon frutto,
ma non mi volli saziare e ancora
nessun mio desiderio andò distrutto.
Perciò, pronta al fervor, l’anima adora
Per la sua gioia, senza attender doni,
e come un razzo in ciel notturno ogni ora
mi sboccia un riso di seduzioni.

Donne

Sono tante le leggende sulle mimose,
dalla donna prigioniera con le compagne in una grotta che con l’aiuto delle altre riesce a sporgere la testa e sciogliere le trecce e i biondi capelli che agita al vento come rami di mimosa per farsi tovare dal promesso sposo ma poi si trasformò in una vera mimosa alla non amata dal sole le cui lacrime, cadendo a terra si trasformavano in tanti piccoli fiori gialli.
Sempre resta un simbolo della lotta e della sofferenza delle donne in questo complicato mondo per loro ancor più complicato. Oggi poi potrebbero essere anche tanti piccoli fiori rossi.
E allora perchè non cantarle anche oggi? Le cantiamo e lodiamo ogni giorno in qualche poesia, perchè non oggi per chissà quale paura di conformismo?.
Oggi è un’ occasione in più.

Donna (Madre Teresa di Calcutta)
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni….
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Donna non sei soltanto l’opera di Dio di Rabindranath Tagore
Donna, non sei soltanto l’opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili dorati di fantasie,
i pittori danno della tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d’estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna, e per metà sei sogno.

Ti meriti un amore di Frida Kahlo
Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Sorriso di donna (Alda Merini)
Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori sorridi comunque
Il tuo sorriso sarà:
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti
Il tuo sorriso sarà:
un bacio di mamma
un battito d’ali
un raggio di sole per tutti

Inno alla donna di Alda Merini
Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature del
regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare
del pensiero
per te donna è sorto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per tuoi
incantesimi
che sono nelle tue mani
e tu hai un sogno
per te ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna tutto un
perdono
e così come vi abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato dalla tua grazia

Volto di donna di Rainer Maria Rilke
Volto di donna, nel suo sonno
chiusa, sembra cullata
da qualche suono segreto
che tutta la riempie.
Dal suo corpo sonoro, addormentato,
ella trae la gioia
d´essere un tenero rumore
agli occhi del silenzio.

Mia vita cara (A. Pozzi)

Una poesia..

Solitudine ad A.M.C.

Ho le braccia dolenti e illanguidite
per un’insulsa brama di avvinghiare
qualchecosa di vivo, che io senta
più piccolo di me. Vorrei rapire
d’un balzo e portarmi via, correndo,
un mio fardello, quando si fa sera;
avventarmi nel buio, per difenderlo,
come si lancia il mare sugli scogli;
lottar per lui, finché mi rimanesse
un brivido di vita; poi, cadere
nella più fonda notte, sulla strada,
sotto un tumido cielo inargentato
di luna e di betulle; ripiegarmi
su quella vita che mi stringo al petto –
e addormentarla – e anch’io dormire, infine…
No: sono sola. Sola mi rannicchio
sopra il mio magro corpo. Non m’accorgo
che, invece di una fronte indolenzita,
io sto baciando come una demente
la pelle tesa delle mie ginocchia.


Milano, 4 giugno 1929

Con lenezza e devozione (Amina Narimi)

Ci sono poesie che sono come musica.
Iniziano “pianissimo” “con lenezza” per proseguire in un “allegro” non troppo ma “vivo” del sole di maggio che scalda la terra e il fieno.
Si fanno “fortissimo” d’improvviso, un “fortissimo feroce” come il pianto.
Proseguono “andante”, sempre meno andante “con respiro” fino a un “andante con dolcezza” per arrivare all'”andante dolcissimo” adagio e cullato dalle nebbie.

Prosegue poi “con grazia” sempre con un respiro sulla bocca e qualcos’altro da tenere in caldo,
dentro gli occhi, da portare con sè verso l’inverno, verso un inno che lenisce, da ascoltare con devozione.
Nel finale “lamentoso” sembra non ci sia proseguo e tutto si fa muto ma poi il lamento e l’ inno rialzano “pianissimo” alla gioia.

Per questa Amina ha proposto la Patetica, piena di Allegri vivi, come il sole di maggio e di Andanti, Fortissimi e feroci, Piani e Pianissimi e poi quel “Con lenezza e devozione”.

Così va letta Amina, seguendo tutti i suoi movimenti. Non solo in questa ma in tutte le sue poesie.

 

amina narimi

Con lenezza e devozione
tra le andane del fieno di maggio
la preghiera si è fatta improvvisa
come il pianto di un bimbo che cade;

un crepuscolo appena di versi,
un respiro inconscio e dolcissimo
che la luce non vuole turbare
fingendosi in mezzo alla nebbia.

Solo questo rimane di lei,
Il fresco sopra la bocca,
e l’amen più primitivo.
Con la nostra cinigia negli occhi

abbassati e sommessi, fratelli,
faremo ritorno al capanno
e finita l’estate saremo
insieme a tutte le Pleiadi

saremo ciò che Noi vede
nel suo riverbero muto
dove l’inno e il più sacro lamento
vanno insieme alla gioia.

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Le mani della madre (Rilke)

Tu non sei piú vicina a Dio
di noi; siamo lontani
tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
Io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.

Sono stanco ora, la strada è lunga,
perdonami, ho scordato
quello che il Grande alto sul sole
e sul trono gemmato,
manda a te, meditante
(mi ha vinto la vertigine).
Vedi: io sono l’origine,
ma tu, tu sei la pianta.

Ho steso ora le ali, sono
nella casa modesta
immenso; quasi manca lo spazio
alla mia grande veste.
Pur non mai fosti tanto sola,
vedi: appena mi senti;
nel bosco io sono un mite vento,
ma tu, tu sei la pianta.

Gli angeli tutti sono presi
da un nuovo turbamento:
certo non fu mai cosí intenso
e vago il desiderio.
Forse qualcosa ora s’annunzia
che in sogno tu comprendi.
Salute a te, l’anima vede:
ora sei pronta e attendi.
Tu sei la grande, eccelsa porta,
verranno a aprirti presto.
Tu che il mio canto intendi sola:
in te si perde la mia parola
come nella foresta.

Sono venuto a compiere
la visione santa.
Dio mi guarda, mi abbacina…

Ma tu, tu sei la pianta

 

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