Oltre questo mare

E si continua a navigare
anche sotto le tempeste
anche sotto il solleone
perfino nei giorni di nebbia
che nascondono le stelle alla vista
anche quando non si vede l’ orizzonte
e c’è solo acqua fino all’ orizzonte.
Si naviga a memoria
e non sarà il canto delle sirene a fermarci
si continua a navigare
e non si sa se c’ è spiaggia oltre questo mare.

 

Viandante sul mare di nebbia (Caspar David Friedrich)

viandante-mare-nebbia

Senza più passato

Stava al suo divano
come la margherita al campo.
Così bella, con la corolla bianca e gli occhi da bambina.
Ti parlava di un passato inventato,
del soldatino innamorato,
del figlio mai avuto
delle scarpette di cristallo al ballo.
Sognava. Sempre.

Mentre l’ anima stava, nascosta, guidando nella nebbia del suo cuore
e sognava sogni veri.
Sognava che quella era solo una fredda estate,
sulle rive di non so dove
sognava che, finirà prima o poi
sognava che sarebbe caduto il confine tra i due mondi
sognava di riprendere il controllo per un ultimo saluto.
Ora non ne ha più motivo.
Ora è una margherita al campo
così bella, con la corolla bianca.
Ma ricordo occhi da bambina.

ArduinoUno

Uno (Arduino) ha pensieri ben ordinati in mente
ordinati in liste e matrici.

Uno guarda il verde
e ha una lista di pensieri verdi
così sceglie gli alberi
stagliati contro il cielo
ci potrebbe stampare anche due righe.

Uno guarda il verde degli alberi
ma brillano nel buio pieni di luci e sfere dorate
ha una lista di pensieri brillanti
stelle tremolanti e desideranti
così esprime un desiderio.. a video.

Uno ha anche una lista sui desideri
così può anche capitare che li spedisca col tram…

Un altro invece guarda il verde brillare nel buio, fa freddo
e gli manca il calore di un coprispalle rosa.

Uno (Arduino) avrebbe acceso un pin, che avrebbe eccitato un relè, che avrebbe acceso una stufetta.

L’ altro ha la sua copertina rossa..
lo riconosci dai due punti..
Che sono un errore..

Sogno sconclusionato N°2

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=55072

Seduti sul burrone all’ orlo del mondo,
dove finivano tutte le strade.
Ecco dove saremmo oggi se qualcuno non fosse andato oltre.
Così oggi son qui, fermo
su questa poltroncina dondolante
e la luce entra come una lama nella stanza in penombra.
e c’è qualcosa sopra che danza
in forma di minuscoli pezzettini d’ anima.
Leggera, sospesa nell’ aria.
E canta.
E l’ aria vibra come la superficie d’un lago al vento.
Come liquida.
Ho attaccato sensori al mio Arduino,
fotoresistenze per le variazioni di luce,
sensori d’ umidità e temperatura
per variazioni atmosferiche,
infrarossi
per vedere quello che non c’è.

Niente.
Nessun segnale elettrico.

Quello che c’è non c’è.
Eppure danza, e canta.
Forse troppo oltre.

as47

Ad libitum

A me questa cosa che ti dicono che la morte non è niente mi fa incazzare ,

più di quelli che ti dicono che a me… mi… non è corretto

come se uno non lo sapesse, o come se a quest’ ètà uno se lo fosse scordato.

La morte è una cosa che ti cambia la vita.

E quella cosa poi del dietro l’ angolo, o nell’ altra stanza? Ma ci avete mai guardato?

Io sì, anche dietro le porte, nelle notti in cui la luna disegna le ombre sui muri entrando dalla finestra.

Tutto è come prima, ti dicono, ma niente lo è, e io e te non andremo più a farci una birra, o a pesca, o a funghi, sulle cime.

Che sei ovunque è vero, ma non dirmi di non piangere perchè lo voglio fare

e come scriviamo noi in fondo ai fogli, magari sotto l’ assolo finale

fino a che mi piace!!

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