Sospiri

Potrei portarti dentro i sogni miei
e farti vedere te, come non ti sei vista mai
ma ho come l’impressione che invece sei
sei proprio la sostanza di tutti i sogni miei.
Come se avessi sogni già sognati tante vite fa
che tornano con te anche in questa età.
Così stanotte sognerò
sognerò di sentirti sospirare
al tocco delle tue mani morbide sentirti sospirare
sognerò di ricoprirti il corpo
con dolce miele d’api buono da mangiare
sarai così lucida e brillante.

E lì sarai Vera
perchè non c’è posa che io possa sognare
né cosa che non sia accaduta già.

Ma tu non chiudere gli occhi

Ma tu non chiudere gli occhi
si chiudono sempre gli occhi quando è il momento dell’ oblio
si chiudono gli occhi per non vedere il buio di un mia che mia non è
per restare soli
per non vedere un tuo che tuo non è.

Del buio ricordo una strada tutta curve
che segue la costa, fredda,
questo tratto non ha case, nè luci
solo il faro che esce verso il lago a ogni curva.

Ma tu non chiudere gli occhi
del buio ricordo anche un sentiero, che scende al lago,
il faro spento, l’ acqua nera come il cielo
e il silenzio
hai mai sentito il silenzio farsi nido contro la paura?

Resta solo l’ acqua,
acqua che si infila come lingua tra i sassi
acqua che segue le curve del lago
acqua nera come il cielo.

Ma tu non chiudere gli occhi
ho bisogno che mi prendi la testa tra le mani
e che mi porti ancora al sonno,
con una ninnananna d’acqua,
come io prenderei la tua, per farla mia.

Un mia che mia non è.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59533

Passate da mezz’ora le tre

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=58825

C’è qualcosa che muore ogni volta
poi ti stupisci sia vivo più che mai
qualcosa che ti sveglia di notte
quando sono passate da mezz’ora le tre.
Tu lo sai che la stavi sognando
che ti ha donato anche quella che non è:
il suo corpo morbido, e dolce
obbediente alle mani.
La sua bocca una fessura di buio nel buio
dove quel qualcosa muore.

Resti a guardare nel buio la sua bocca ingoiare parole
queste
fino a che viene giorno.

Non è colpa mia

Stavolta non è colpa mia
questa volta non mi sono nascosto sotto una bancarella
o nei sotterranei del mercato coperto
non ha percorso le mura più e più volte
e poi le vie del centro
e poi non so.
O sì che lo so.
E sopratutto anche lei lo sa
e non avrà percorso tutte le mura
è già in ogni pietra
come cosa viva.
E’ solo che non ho potuto andare a vederle.

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Un po’ di Eros

..e non è Ramazzotti eh..

 

E’ la notte, quando tutto dorme
allora ti trovo
e ti prendo, immaginata, tra le mie braccia.
E ti possiedo
sostituendo la mano che penetra il sesso
già umido
e ti sento
tremante, gioiosa e impudica
ancheggiare,
sollevare il bacino a inghiottirmi il sesso.
Chissà se una volta almeno siamo morti così,
nello stesso istante
per poi scoprirci lontani e vivi.
Nuovi.
Pronti per un’ altra prima e unica volta.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=55932&Avviso=0

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Oltre questo mare

E si continua a navigare
anche sotto le tempeste
anche sotto il solleone
perfino nei giorni di nebbia
che nascondono le stelle alla vista
anche quando non si vede l’ orizzonte
e c’è solo acqua fino all’ orizzonte.
Si naviga a memoria
e non sarà il canto delle sirene a fermarci
si continua a navigare
e non si sa se c’ è spiaggia oltre questo mare.

 

Viandante sul mare di nebbia (Caspar David Friedrich)

viandante-mare-nebbia

Senza più passato

Stava al suo divano
come la margherita al campo.
Così bella, con la corolla bianca e gli occhi da bambina.
Ti parlava di un passato inventato,
del soldatino innamorato,
del figlio mai avuto
delle scarpette di cristallo al ballo.
Sognava. Sempre.

Mentre l’ anima stava, nascosta, guidando nella nebbia del suo cuore
e sognava sogni veri.
Sognava che quella era solo una fredda estate,
sulle rive di non so dove
sognava che, finirà prima o poi
sognava che sarebbe caduto il confine tra i due mondi
sognava di riprendere il controllo per un ultimo saluto.
Ora non ne ha più motivo.
Ora è una margherita al campo
così bella, con la corolla bianca.
Ma ricordo occhi da bambina.