Doppio

Lo so, a una cert’ora quando viene notte dovrebbe arrivare il sonno
ma è proprio l’ora che qualcuno alza i piedi al cielo, nudi
ci nasconde il viso dietro
e mi tiene sveglio.
Lo so, se vincesse il sonno la sognerei
ma se sognassi verrebbe come vuole lei
e a me piace invece aggiungere e togliere e costruirle pose mie un pò allargate
che neanche sa di saper fare e forse non può fare.
Alla fine è sempre un sì di gioia che subito l’altro me cancella.
Poi il sonno vince sempre, e che ben venga come vuole.

Fiori di buio

Vorrei scrivere di questa finestra
aperta su un angolo di cielo
abitato dalla luna
e degli orli degli alberi
disegnati dalla sua luce.
e dei fiori nascosti nel buio
oltre la rete di ristrutturazioni o d’illusioni.
E’ questa un’ora in cui nessuno passa
un’ora muta, e quieta
che ci si può dormire e anche sognare
ma io sto qui sveglio a guardare
le nuvole che viaggiano
e ad ascoltare l’aria
che si allunga tra le foglie
e le fa sospirare.
A guardare e ad ascoltare
e ad aspettare il momento
in cui la luce della luna rivelerà i fiori.
E se anche poi non succedesse
lo so che sono lì
come io sono qui.

Notturno

Ta Da!
magia magia magia
questa cuffia spara duemila watt
al grande concerto delle meraviglie
e la mia poltroncina è un cavallo di legno alato
in volo nella notte.

Mi piace la notte
le ore si allungano incantate,
il modem lancia raggi di luce verde lampeggiante
e i led rossi, verdi e blu dei dispositivi
sparsi nella stanza
sembrano stelle ottiche tremolanti.
A che età poi si smette di essere bimbi?
Son così lontano dalle sue ali adesso
che negli specchi non si vedono
non si vede neanche il bimbo accoccolato e sognante.
Anche gli onomastici erano una festa,
un vagoncino nuovo, o una locomitiva se andava di lusso,
solo un bacio bastava.
Ma da questa poltroncina un pensiero lo vorrei lo stesso,
che non costi nulla, che non abbia prezzo
tipo un sogno..
un sogno così forte che riesca a sentirmi
mentre le dico che non c’è giorno senza lei
e di perdonarmi per i giorni senza me.

Un messaggio

Ho sognato un messaggio per me,
senza oggetto nè titolo
solo il corpo in campo bianco
una specie di notifica
di simboli e parole d’acqua di fonte.

E il sogno era così vero
come è vero che inizio a non distinguere i sogni dal vero,
così vero che al risveglio l’ho cercato dappertutto,
e nei messaggi non c’era.

Non l’ho detto all’indovina che mi guarda la vita
così nulla ha indovinato
e non le ho dato da bere.

Credo che mi riaddormenterò
o forse mi sveglierò di nuovo.

Stanca

Ha le braccia protese
quando viene in sogno agli uomini che sceglie
gli uomini che la vedono apparire
come dalle profondità del tempo.
Ha le braccia protese
i capezzoli duri, come dopo i baci che non ha
spalanca un poco le ginocchia a invito
mostra il sesso, quello che ognuno sogna,
e percorribili vie interne di buio e mistero.
Ma ha un nome antico
tanto antico
di quando percorreva le vie del cielo
e cavalcava gli unicorni neri.
Resta solo un attimo
poi riaffonda nel buio profondo e scuro
supina e stanca con un sospiro riaffonda, e dorme
ma gli uomini la seguono ancora,
e si perdono ancora
non trovandola mai.

Sospiri

Potrei portarti dentro i sogni miei
e farti vedere te, come non ti sei vista mai
ma ho come l’impressione che invece sei
sei proprio la sostanza di tutti i sogni miei.
Come se avessi sogni già sognati tante vite fa
che tornano con te anche in questa età.
Così stanotte sognerò
sognerò di sentirti sospirare
al tocco delle tue mani morbide sentirti sospirare
sognerò di ricoprirti il corpo
con dolce miele d’api buono da mangiare
sarai così lucida e brillante.

E lì sarai Vera
perchè non c’è posa che io possa sognare
né cosa che non sia accaduta già.

Ma tu non chiudere gli occhi

Ma tu non chiudere gli occhi
si chiudono sempre gli occhi quando è il momento dell’ oblio
si chiudono gli occhi per non vedere il buio di un mia che mia non è
per restare soli
per non vedere un tuo che tuo non è.

Del buio ricordo una strada tutta curve
che segue la costa, fredda,
questo tratto non ha case, nè luci
solo il faro che esce verso il lago a ogni curva.

Ma tu non chiudere gli occhi
del buio ricordo anche un sentiero, che scende al lago,
il faro spento, l’ acqua nera come il cielo
e il silenzio
hai mai sentito il silenzio farsi nido contro la paura?

Resta solo l’ acqua,
acqua che si infila come lingua tra i sassi
acqua che segue le curve del lago
acqua nera come il cielo.

Ma tu non chiudere gli occhi
ho bisogno che mi prendi la testa tra le mani
e che mi porti ancora al sonno,
con una ninnananna d’acqua,
come io prenderei la tua, per farla mia.

Un mia che mia non è.

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