Pensiero sconclusionato

C’era una pubblicità che diceva che non puoi morire senza aver fatto un giro in idrovolante sul tuo lago..

così non ci sono mai salito, su un idrovolante..

così non posso morire..

semmai mi ci porteranno dopo

e magari, in una virata stretta, un inciampo, potrei cadere,

mescolarmi all’aria e all’ acqua..

Tornare a casa.

Nella

Nella è il più bel nome al mondo.

Lo so, non é il suo vero nome
ma il suo non lo ricordo
e Nella è il più bel nome al mondo.

Era la mascotte della “tana dei lupi”
in quel di Ugovizza.
Non si sa da dove entrava
forse scavalcava il muro
in qualche punto senza filo spinato
ma non c’era punto senza filo spinato.

La trovavi ogni notte
sdraiata ai bordi della grande fontana
al centro del cortile,
in realtà non ricordo se fosse davvero una fontana
vedi come il tempo inventa i ricordi?
solo che ci si poteva sedere attorno.
Lei era un grande pastore di chissà quale razza
(inventerei anche quella)
bianca, come la neve, col pelo folto.

Stava a guardarti passeggiare
avanti e indietro
all’ erta per chissà quale invisibile nemico.
Aveva una distanza minima consentita
oltre s’ alzava, e si spostava un po’ più in là.

Le notti a Ugovizza sanno cos’è il freddo
ma l’aria limpida e le stelle sanno fartelo dimenticare
quando negli spazi tra le stelle ci vedi un lago
in un angolo di cielo sgombro un viso.

Lei se ne accorgeva,
credo leggesse il pensiero,
quando ti sedevi al bordo della fontana
scordando un attimo il nemico e il freddo
quando stavi per affogare nelle onde del lago
lei arrivava
appoggiava il muso sulle ginocchia
per una carezza.

C’era un gran silenzio di pace nel cuore
come in riva a un lago di notte.

Come in braccio a Nella, in un angolo di cielo sgombro.

 

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Vera

Che importa del “tanto bella da sembrare vera”

o quell’ altra poi “vera più del vero”.

A meno che sia declamata finzione quello che alla mia età importa è

Vera come il vero.

Così vorrei che tu aprissi le finestre delle tue stanze più segrete

per entrare, come sole, o pioggia

vento o bufera

per essere l’aria che ti circonda

l’acqua che ti bagna

sapere tutto e non lasciarti mai.

Placare le bufere e addormentarmi nella pace che le segue.

Tornerà

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=56143

 

Un tempo il cielo era solo un confine
un confine oltre il quale si aprivano altri cieli
e Angeli, e Arcangeli ci giocavano a bocce
si divertivano
e non si aveva paura
nemmeno se pioveva
nemmeno dei lampi.
Erano Angeli magnifici e perfetti.

Oggi è sempre più difficile vedere oltre quel confine
forse non giocano a bocce
forse c’è una guerra in corso.
Sangue e dolore piovono.
E si apre l’ ombrello
“ognuno immerso dentro i fatti suoi”.

Ma quello che non c’è più, prima o poi tornerà di nuovo.

Sei

Quando ti alzi su di me
nuda e magnifica
la stanza ha cielo di nuvole
calde e vaporose.
Il sole risalta i contorni,
e sei fatta di nuvole,
sei la via per toccarle,
sei l’ immagine apparsa in cielo.

E se guardi verso me
quaggiù
sei l’immagine di tutti i miei desideri.

Profumo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=56125

 

C’è caffè sui fornelli
e questo basta alla memoria
stavi alla cucina come il sole al cielo.
Aveva appena spiovuto
il cielo entrava dalla finestra aperta
io volevo solo uscire
trovare una pozzanghera
metterci un guscio di noce o un’ agretta..
– me la riempi di cera? –
Non conoscevo il sapore del caffè
tutto era profumo.

È così che oggi quest’aria di nebbia profuma di caffè,
di appena spiovuto,
ma sto qui, a guardarmi guardarla,
e tutto è ancora profumo,
della sua pelle,
dei capelli,
di gioia.
Quella vera.
Sto qui.
Non esco.

L’aria è piena della sua musica.

I sogni

Eppure ci deve essere un luogo dove stanno i sogni prima di arrivare,
che so, un’origine, un archetipo, da dove ci stanno ad osservare,
un luogo senza tempo, e così vasto che a pensarci ti ci puoi smarrire,
o forse siamo noi, coi desideri, che li andiamo a creare.
È proprio lì che t’amo
cingendoti i fianchi alla schiena
nelle posizioni un po’ inclinate
delle amanti spudorate
mentre guardi coi miei occhi
quello che agli occhi hai dato da vedere.
E son glutei sodi e alti
come quelli che ho desiderato
il centro è una mandorla un po’ amara, carica di dolciore
e son sicuro che non sono io che l’ ho creato
anche se l’ho già visto in sogno è stato lui che mi ha osservato
e da quel luogo senza tempo in sogno è arrivato.
Resta comunque il fatto che un desiderio ha esaudito.
Così continuo a creare sogni
che solo così lei sogna dentro ai sogni miei.