Jamin-a Creuza de mä (1983)

Stella nera che brilla,

Non navigare di sponda, fatti guardare Jamin-a

Regina madre delle sambe.

 

Racconta De Andrè a proposito di “Jamin-a”:

“Jamín-a non è un sogno, ma piuttosto la speranza di una tregua.

Una tregua di fronte a un possibile mare forza otto, o addirittura ad un naufragio. Voglio dire che Jamín-a è un’ipotesi di avventura positiva che in un angolo della fantasia del navigante trova sempre e comunque spazio e rifugio.

Jamín-a è la compagna di un viaggio erotico, che ogni marinaio spera o meglio pretende di incontrare in ogni posto, dopo le pericolose bordate subite per colpa di un mare nemico o di un comandante malaccorto”

Princesa

Sono la pecora sono la vacca..

così si descrive Princesa, perchè è così che la società meschina la chiama

ma lei non se ne cura e sta al gioco se  agli animali si vuol giocare

di certo solo per essere accettata, e integrarsi, più che per trattarli da bambini

perchè a lei invece piace la società così com’è.

E così si mostra, camicia aperta, per quello che vuole essere. Davanti allo specchio grande.

Tutto sotto le “ciglia” della madre, il grande albero, che spera nell’ istinto, nella vita e costringe Fernandino a resistere e vomitare.  Ma Princesa lotta, in una vertigine d’ anestesia, e alla fine Fernandino gli muore in grembo.

Ma niente potrà nascere mai da quel grembo.

Fernandino e Fernanda sono le braci di un’unica stella che squilla di luce di nome Princesa.

O matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
o medo (la paura)
a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice)
a vertigem (la vertigine)
o encanto (l’incantesimo)
a magia (la magia)
os carros (le macchine)
a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza)
o brio (la dignità)
o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro)
o fidalgo (il gransignore)
o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna)
a bebedeira (la sbronza)
as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze)
a falta (il fallimento)
o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza)
viver (vivere)

 

Fabrizio De André – Jamin-A

Racconta De Andrè a proposito di “Jamin-a”

“Jamín-a non è un sogno, ma piuttosto la speranza di una tregua. Una tregua di fronte a un possibile mare forza otto, o addirittura ad un naufragio.

Voglio dire che Jamín-a è un’ipotesi di avventura positiva che in un angolo della fantasia del navigante trova sempre e comunque spazio e rifugio.

Jamín-a è la compagna di un viaggio erotico, che ogni marinaio spera o meglio pretende di incontrare in ogni posto, dopo le pericolose bordate subite per colpa di un mare nemico o di un comandante malaccorto”

Lingua infuocata Jamin-a
lupa di pelle scura
con la bocca spalancata
morso di carne soda

Stella nera che brilla
mi voglio divertire
nell’umido dolce
del miele del tuo alveare

Sorella mia Jamin-a
mi perdonerai
se non riuscirò a essere porco
come i tuoi pensieri…

Fabrizio De André – Megu Megun

MEDICO MEDICONE
E io e io e io
e andare andare e uscire all’aria
sudare sudare
e il cuore il cuore il cuore da trascinare
fino a prendere a prendere
il treno il treno

E nella galleria
la gente entra al buio
esce ammalata
cesso d’un farmacista
e nello stretto ti guardano
ti domandano chi sei
il patrimonio e il mestiere
che per loro il viaggiare non lo è
poi ti tocca un portiere viscido
e una stanza umida
e nell’altra stanza
le bagasce a dare il menù
e tu con una voglia che non vuoi
a tirare la Bibbia nel muro
chiudere a chiave anche la finestra
e a ciambellarti sopra il cuore

Uh medico medico medico mio medicone
Uh vieni vieni giù dal seggiolone

Una sedia dura
scemo di un tortaio
una farinata che suda e le manca il sale
tutti succhiatori di lische dal pappone in giù
se giri la testa ti vedi il culo
e a star fuori c’è il rischio che ti tocchi una passione
per una faccia da Madonna che ti sposta il comò
un amore mai in esclusiva
sempre con qualcosa da pagare
una signorina che sotto la coda
ha il buco da signora

Uh medico medico medico mio medicone
uh vieni vieni giù dal seggiolone
uh che cazzo di contratto mi faresti fare
uh che a forza di prendere aria si va all’ospedale

E io e io e io
non andare non andare
stare qui stare qui stare qui
dormire dormire
e io e io e io
non andare non andare
stare qui stare qui stare qui
sognare