Sulla foranea

Nel sogno sto sulla foranea
l’acqua s’infrange sulle mura spinta dal un vento del nord
e la scavalca, mi inzuppa
mentre al largo vele bianche e nere tentano il rientro
poi il cielo si fa scuro e il vento freddo e contrario
e soffia forte, e non è carezza o bacio
e lampi cadono nell’acqua giocando al tirasegno con le vele
e l’acqua è schiuma, e spuma e forza, e io balocco.
A questo punto dovrei svegliarmi, ma invece no.
Forse sono davvero lì nel sogno
su quella diga dove sono stato tante volte senza più tornarci davvero
e mamma è su al faro che guarda il lago dall’alto
guarda le sue vele al vento e muta apre la bocca come a respirare
forse parla al vento, forse è il vento
mamma, che ha sempre saputo essere molto convincente con le parole buone.
Ma il cielo ancora ogni sera si fa scuro
e io sto sempre lì, sulla foranea,
poche vele ancora al largo.

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