L’indicibile lei

Lei è qualcosa che sta lì per me
e splende
e così forte è la voglia di toccarla
che riporta alla mente antichi detti
“guardare e non toccare”.

_(anche se mamma aggiungeva sempre “è una cosa da morire”
_ che Mamma era come me,
_ davanti a una torta appena fatta, con sopra panna e ciliegine, diceva
_ guardare e non toccare
_ poi prendeva una ciliegina affondando le dita nella panna
_ e faceva un cenno, come dire che aspetti?
_ E ci leccavamo le dita.)

E’ qualcosa che passa tra i rami spogli e le poche foglie
insieme alla luce
qualcosa che disegna ricami a terra, nel sottobosco
e se allunghi la mano la tua ombra nasconde i ricami.
Non è solo il nome dicibile della Luce
ma credo che sia femmina,
come poche, forse nessuna
da leccarsi le dita.
Viene dall’io più profondo.

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