Piccolo bosco dimenticato

Tra la siepe e le mura c’era una volta un pezzo di terreno incolto
un piccolo bosco nascosto dimenticato dall’asfalto e dai rumori
quasi non si vedeva l’ ingresso nella siepe
ma in un punto le foglie cedevano, e si aprivano
e dentro gli alberi erano così folti che potevi dimenticare il cielo
e farne uno nuovo ogni giorno.
Entrarci era sogno
perchè c’era il sogno in quei giorni
dentro potevi essere dimenticato o dimenticarti
diventare un pirata o un indiano
costruire capanne di liane di sambuco
base di partenza per esplorazioni e caccia di tesori.
E gli alberi ti riconoscevano e ti coprivano
complici chiamavano a raccolta gli uccelli più esotici
per un canto indimenticabile
solo la voce che sapeva il tuo nome dimenticato poteva chiamarti
allo scurire della luce.

C’è oggi lungo le mura una panchina in bellavista sull’ asfalto
dove si siedono con me indiani e indianine, pirati e principesse
a seconda del sogno del giorno
perchè lì c’è ancora il sogno.
L’albero che gli fa ombra mi conosce
e chiama a raccolta gli uccelli più esotici
e puoi ancora dimenticarti ascoltandoli.
E’ sempre lo scurire della luce a chiamare
che non ho orologio
ma solo lo scurire della luce
i passanti non sanno il mio nome.

3 pensieri riguardo “Piccolo bosco dimenticato

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