Ancora mi perdo

Ancora mi perdo tra le bancarelle del mercato
ancora mi perdo tra bellezza e incanto
non per il glicine che scende dai giardini delle fate dall’alto delle mura
non per le merci esposte ormai tutte eguali e di scarsa fattura
ma per le fate che hanno sempre la mia età che lì riesco a dimenticare.
Non sono sufficienti le parole a spiegare la magia che c’è per me lungo queste mura
potrebbero solo dire del color del glicine e del cielo sopra i monti
del bimbo che contava ogni pietra del pavè tornando a casa
ma non di quello che qui cambia le cose e tiene questi occhi stanchi vivi.
E’ come rivedere ancor le fate a cavalcioni delle mura
è come riprovar l’incanto di vederle lì
intanto io non son più io
sono solo quello che s’incanta a guardarle lì.

3 pensieri riguardo “Ancora mi perdo

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