L’ultimo atto d’amore

Fu una fitta al fianco l’inizio del viaggio

proprio in un giorno di festa.

Resistere, inutilmente, in direzione contraria e sofferta, fu l’ultimo atto d’amore

Nella speranza di poter prendersi cura ancora di noi.

Mentre noi ci prendevamo cura di Lei, Nella.

Solo una sera?

A me piace Natale.
Piace davvero.
E prepararlo, con cura,
mi piace l’odore dei peperoni arrostiti che c’è in cucina
e l’attenzione a non fare impazzire le uova
l’olio a filo, come babbo.
E poi la sera, tombola e giochi
carte da regalo strappate dappertutto
e risa e confusione tanta.
Profumo di panettone, di buono, di gioia.
I volti dei bimbi poi non hanno prezzo.
Ma anche quelli degli adulti non scherzano.
Se pensi sia solo la festa di una sera
vuol dire che non hai nemmeno quella.
Che del Natale si vede quel che si vuol vedere.

Due stivaletti rossi

Guardali!
Sono proprio come quelli che mi compravi tu, ai mercatini lungo le mura.
Che importa se oggi li vendono in questo centro commerciale pieno di luci e neon
tra i banchi dei dolciumi, del pesce e dei latticini.
Che importa se i nipotini domani li compreranno in qualche zona franca
o in qualche spazioporto in culo all’ universo.
Sono perfetti. Saranno per sempre gli stessi.
Li appenderò alla credenza, quella antica col presepe
perchè a me mi piace il carbone dolce
e dentro non c’è mai stato un pezzo di carbone vero.
Ci troverò dentro le stesse cose.
Ci saranno per sempre dentro le stesse cose.
Mamma m’avrebbe bacchettato per il “a me mi piace”
ma magari lo facesse ancora.

(perchè Mamma ora naviga su una portante acustica a modem spento
un sibilo, un suono da un mondo a fianco
dove ancora appare magicamente qualcosa sotto l’albero)

Ma questa non è una letterina
la letterina è solo un pensiero
e lei conosce tutti i miei pensieri
da quando “magicamente” apparivano i desideri sotto l’albero.
E il pensiero di lei è il suo regalo immenso
che da bimbo non potevo neanche sognare.

Desiderio

Perchè il desiderio ha un centro
un punto che attira l’attenzione
non importa quanto sia nascosto o velato
lo disegno, lo svelo e lo rivelo
lo coloro d’azzurro cielo sopra il lago
del rosa che hai portato nella vita mia
del nero delle acque fonde
o del rosso che mi confonde.
Non importa quanto sia nascosto o velato
il centro che ho creato per la gioia mia
ci volo dentro con la fantasia
c’è solo una gran malinconia
che sia solo una proiezione mia
e che dietro al velo tu non ci sia.

Dream, my little girl

Magari fosse sempre sempre così.
Tu ti alzi sulle gambe incerte e mi corri incontro
io apro le braccia e ti prendo.
Ma non deve essere sempre così.
Ogni volta parti da un po’ più lontano,
io vado un po’ più indietro, questo è il gioco
e anche qualche caduta è da mettere in conto,
ma niente paura,
così quando sarò troppo indietro saprai andar sola,
sicura sulle gambe forti.

E poi sogna,
sogna sempre braccia altrettanto sicure per approdo.
Poi con le tue gambe forti, porta me al lago quando vuoi,
quello dove ti porterò a sentire il suono delle onde che battono la riva
o i bisbigli della breva che passa tra le foglie degli alberi
così che tu possa riconoscerli un giorno
perchè ogni albero ha la sua voce
e sotto quell’albero ritrovare due braccia sicure come rifugio.

Quando ne avrai bisogno.