Legata alle mie corde

Il corpo arcuato dal desiderio
i seni traboccanti dall’abito leggero e stretto
le dita immerse nell’olio profumato del suo vaso antico stava
come immagine di sogno immersa nella mente stava.
Cerco qualcosa nelle tasche ora che le rassomigli
o almeno che assomigli a quel desiderio mio,
un unicorno cavalcato e galoppante in cielo
una cascatella alpina a bagnar le dita
o un gingillo qualunque di fantasia ardita.
Ma la ragazza fugge sull’unicorno che ho inventato io
la cascatella è un freddo gelido sul corpo arcuato
il vaso antico pieno di pietre e poesia
pur sempre olio raffinato della fantasia.
E allora farò un disegno della ragazza mia
quella che gioca coi sogni della notte in questa vita mia
così che danzi legata alle mie corde
d’acciaio e rame e suono e pelle e fantasia
quello che era in sogno resta sempre l(‘)a-dorata mia.

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