Non sono più lì

Quante volte ho scritto dei pendii che salgono ai prati dei narcisi,
e più su alle colme del profumo del sole sullo zafferano alpino.
Dell’ albero rifugio al limitare del bosco,
dei suoni di un’ armonica nell’ aria leggera.
Ma non sono più lì.
Il mondo allora era un pezzetto di cielo
dove un falchetto disegnava le sue traiettorie
e poi si gettava a piombo sul lago
per il brillio di un dorso d’agone,
e io stavo sotto a guardare.
Ma non sono più lì.
La casa sapeva di legna e caldo buono,
nel mondo c’erano giardini segreti
e farfalle tante, e bruchipalla sotto ogni sasso.
Ma non sono più lì.
Quando ero lì non pensavo di scriverne,
mi bastava viverle,
il sogno era il risveglio con nelle orecchie un canto e una voce.
Ma non sono più lì.

Però, non so se sia questione d’ età o maturità che non ho
ma a me piace anche qui
e l’ amore adulto,
i seni di una donna, i fianchi,
gli inguini coperti da mutandine minuscole e i seni enormi,
e percorrerli col pensiero e con le mani.
Adagiarmi al loro calore, tra bianche lenzuola.
Mi piace questo quotidiano amore.

Ma non sono più lì.
E un po’ mi manca salire ai prati dei narcisi senza fatica.

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