La grotta del sogno

Forse m’ha visto seduto ai bordi della fontana del mio giardino segreto
poche cose nelle tasche dei calzoncini
qualche tappo di gazzosa e gusci di noce pieni di cera
ma con la vela per navigare.
Forse era nascosta in una grotta segreta nell’ angolo più buio
deve avermi guardato bene quando stavo fermo fermo
e la tartaruga veniva a toccarmi le dita.
E non so cos’abbia visto per decidere di seguirmi lungo il sentiero
e riempirmi le tasche d’altre meraviglie
anche ora che di sentieri ne ho percorsi tanti e sono vecchio e stanco
come credo lei anche se sembra che lei non invecchi mai.
La chiamo ancora la mia fata
quella che faceva filtrare la luce tra le foglie
quella che quando pioveva mi trovava ripari
e nei ripari trovavo sempre qualche meraviglia
più di quando splendeva il sole.
Ancora è vento che gonfia quella vela
e soffia e fa danzare le foglie
ancora nelle tasche ho le sue meraviglie
ancora sta nella sua grotta del sogno
le dita come bacchette magiche vibranti
immerse nel profumo dolce della sua grotta
che ora vedo dai bordi frastagliati e spigolosi
profumo che ancora arriva forte fino a qui.
Io mi riposo nelle sue meraviglie
così che qui non fa mai troppo freddo
e non si piange mai troppo
questo è il suo dono.

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