Mariuccia

Stava alla sua seggiola
come una margherita al campo.
Ancora così bella,
la corolla bianca e gli occhi da bambina.
Ti parlava di un passato inventato,
del suo soldatino innamorato,
non ricordava nemmeno che poi se n’è andato
non ricordava nemmeno che soldati basta
e che aveva un amore diverso
una soldatina innamorata.
Parlava a me del figlio mai avuto
e la sua soldatina adesso era la sua bambina.
Sognava di un paio di scarpette al ballo.
Sognava.
Sognava sempre.

Mentre l’ anima se ne stava nascosta e invisibile.
Forse al confine tra due mondi
forse alla casa della zingara sull’ Olona
o a quella sui navigli,
più probabile a quella sul lago, con la sua soldatina.
Sì, è lì che doveva essere, in quella sul lago
tra gli alberi nascosti dalla foschia
nel prato velato di neve.
Aveva freddo.
E l’ aspettava.

zia Mariuccia, partita per il lago in un freddo agosto del 2018.

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