La finestra

Ho scoperto da poco che sulla parete qui di fronte
proprio lì, dietro la televisione c’è una finestra.
Non la potete vedere, è solo disegnata
un tempo i muratori prendevano decisioni proprie in corso d’opera
curandosi poco dei disegni
così hanno deciso che una, sull’altra parete bastasse
e mi costa pure un bel po’ di soldini in sanatoria e diritti di Scia.
Ma più bello è il cancello, non badate alla rima,
il cancello davanti allo scivolo, che c’è ma non c’è
è disegnato subito dietro l’ angolo, davanti all’ alberello di rose
proprio di fianco al balcone dove esce il vicino di sotto
un balcone che proprio non c’è, come la finestra.

Sarà per questo che la sera, una volta spenta la televisione
quando tutto tace, si riesce a vedere con chiarezza quella finestra,
come specchio che dà su altre stanze, altri paesi e mondi.


“Basta che su un balcone
o nell’inquadramento di una finestra
una donna esiti…per essere
quella che noi perdiamo
avendola veduta apparire.

E se lei alza le braccia
Per legare i capelli, tenero vaso,
quanto la nostra perdita da là
guadagna spesso d’enfasi
e il nostro malore di chiarezza”

(R.M.Rilke)

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