Sogno sconclusionato

Quando guardo la luce che ti circonda lei crea il tuo corpo
quando guardo il buio che ti circonda io ricreo il tuo corpo.

Ho sognato una pianura di un blu profondo
in fondo a una valle di monti neri
forse era lo specchio di un lago ma è uguale,
e in cima ai monti un castello
alla finestra la castellana che mi salvò dalla pioggia un giorno.
C’ era un foro al centro della pianura, nero e scuro
che dava in una stanza enorme e buia
la pianura era come una lastra di vetro o plexiglass
la castellana stava al centro della stanza, rilucente, stesa e nuda.
Sempre giovane.
Cavalieri arrivavano da ogni dove, coi loro cavalli bianchi
mostravano stendardi, e armi, e corazze lucenti
e scendevano fino alla castellana
ma nessuno tornava mai.

La castellana da una finestra in cima ai monti che erano la cifra dei suoi anni stava a guardare i cavalieri,
e a guardarsi distesa e giovane.
Io non so dove stavo
forse alla stessa finestra
con un tè caldo, e biscotti.
La castellana nell’intimità della stanza ma piena di luce, zitta,
ma si vedeva che rideva dei cavalieri che inseguivano il rilucente ologramma.

Chissà se anche la luce ha un qualche patimento,
se soffre di più a restare distesa
come un velo i corpi
oppure
ad attraversare le lastre di vetro o plexiglass
e perdere un po’ dei suoi colori
per impressionare le tende e le retine degli occhi
con volti amati.

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