L’altra metà del cuore

Pensavo questo stamattina
sono stato a Como fino agli otto anni,e qui altri sessanta,
eppure Como è la città che amo di più.
E pensavo che lì mamma non mi dava caramelle
tirava fuori un soldino
cinque o dieci lire, a volte anche cinquanta, quando i tempi erano buoni.
Allora portavo il mio piccolo cuore lungo la via di casa
e poi a destra, e sempre dritto fino a passare sotto la torre
fino ai baracchini lungo le mura.
Un soldino tondo tondo, intero, per un piccolo cuore intero.

Non ne so l’ insegnamento ma c’è qualcosa nel cuore dell’ uomo
qualcosa che lo divide in due parti, come quei ciondoli per innamorati
e così, col tempo, te ne trovi metà
quella che crede di trovare l’ altra,
oppure in qualunque cosa ma crede e si fida e crede che quello che crede non finirà mai e ci si attacca come a un credo.
Molti credono che l’amore stia nell’altra metà
ma l’amore, come si dice è tutto.
Non e’ lo specchio di una metà.
A volte non combacia proprio.
Per questo forse porto ancora il mio cuore intero a spasso per il mondo da quello che mi piace, solo.
Con un altro cuore intero a fianco, separato da un soldino
ma sempre con me.
Anche se mi lascia entrare solo nelle mie foreste inesplorate, o scalare le mura, mi osserva, so che è lì, e l’ osservo.

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