La mia città ferita

Sarebbe stato pieno di bimbi il parco dei giardini a lago in altri tempi
nonostante il freddo, nonostante la foschia
un cappellino e una sciarpetta e via, a correre per giochi e vialetti
col cappottino beige.
Sarebbe stato pieno di voci, e risa, e pianti
e mamme chiacchieranti con un occhio solo.
Qualcuna m’ avrebbe ricordato lei.
-Attento agli inciampi e agli scalini!-

Ma oggi non c’è nessuno
la giostra dei cavalli senza voce e con gli occhi chiusi
solo qualche cigno grida, oltre il muretto
in giro pochi altri come me, con gli occhi acquosi
a cercare qualche piccola goccia di splendore rimasta a terra o tra le cose.

6 pensieri riguardo “La mia città ferita

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