Sogno viaggiatore

Ho con me un sogno viaggiante
gli lascio spazio per fermarsi qui
e qualche volta lo fa,
ma sembra che soffra,
come gli squali senz’ acqua..
allora riparte, cavalcando nuove fantasie e cieli azzurri.
Tornerà.
A volte ha profumo di pelle calda, tra lenzuola di lino,
altre di capelli al sole sull’ erba,
in un prato di narcisi e fiori di montagna,
mughetti e zafferano alpino.
Oggi profuma di Natale
muschio e candele
nella luce calda che entra dalle tende.
Mentre aspetto.

Manca poco, e tutti questi preparativi portano a antichi sogni di bambino
le vernici invisibili,
gli occhiali a raggi x, per vederti meglio
le radio allo strombolio di fragolosio
quelle che creano interferenze che bloccano le onde bugiardiche
e ti fanno dire la verità.
E molti altri sogni, così tanti e veloci che all’ ultimo non ricordo il primo.

Basta chiudere gli occhi e riappaiono volti e paesaggi,
basta premerli un pò coi pollici e si mischiano nuvole gialle in cieli rossi
e poi le oltrepassi fino ad arrivare alle stelle
e pianeti e anelli e ci sono soli gialli e verdi tutto intorno dai contorni sfavillanti
e la solita scritta, bianca e sfolgorante sullo sfondo rosso.

Quando riapri gli occhi la è ancora lì,
proiettata sul muro bianco,
e ti accorgi che, in negativo,
è un enorme fungo atomico in un cielo in fiamme.
E lo stai a guardare.
Poi l’ aria si riempe di schizzi
bianchi nel blu elettrico
e rosa mutevole al cobalto.
Vibrante.
Come ali di colibrì.
C’è un gran caldo,
nient’ altro.
Nemmeno Tu.
Nemmeno Io.
Solo un noi.

“ma come fanno gli angeli a volare in un cielo rosso rosso”

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