Mattino

E vanno via di schiena, gli alberi nel mattino,
le chiome nella foschia grigia e luminosa
come capelli di donna
che nella nebbia immagini volare via come le foglie.
Che cosa banale il mattino
se c’è una cosa che viene al mondo ogni giorno è proprio lui
uno spazio di tempo, legittimo e quotidiano, e sta sicuro, viene ogni mattino.
E io ero lì a guardarlo
uscire dalle oscurità della notte
e prendersi il cielo e gli alberi e me,
ero lì perchè qualcosa ha cambiato i ritmi del sonno e della veglia
e del sogno.
Ero lì perchè i vecchi vivono nel sogno.
E nel sogno quell’ albero era la sua schiena
che piano piano usciva dall’ oscurità
per poi svanire nel respiro nebbioso della terra
che confondeva la chioma al cielo.
E se ne volava via, come tanti uccellini di Braque.

6 pensieri riguardo “Mattino

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