White Hachab (2)

Lo so, dicono sia morto affogato Achab, o ingoiato
trascinato sul fondo dalla sua ossessione più profonda
ma si sa, gli scrittori s’ inventano le storie più fantastiche.
Potrebbe essere stato risputato fuori
una volta sott’ acqua
oppure che col suo arpione si sia aperto una strada
verso il culo della balena
e da lì uscito, a riveder la luce.

Così oggi è imbiancato,
e stanco come la sua balena
che invece ha assunto un bel colore blu.
Se ne sta sul pontile a guardare il mare,
un mare scuro che potrebbe essere un lago,
a mattina tarda di un giorno grigio
perchè non ha nessuna voglia di alzarsi alle quattro e venti
e andare in cerca di una balenottera raggrinzita
nè di spararsi un selfie con l’ arpione
a riprova dei fatti.
Stanco sì, ma la bramosia ha solo cambiato di forma
ha tolto l’ ancora dai pantaloni e l’ha riposta in cassetto
ha un telefono ip65 e l’ ha buttato tra le onde
legato al filo della canna da pesca.
L’ ha buttato tra le onde, alla sua balenottera
con la telecamera accesa
lei lo vede e “per caso” ci passa davanti
sbircia e strizza l’occhio
poi si volta e “per sbaglio” urta la lenza, come a dire “tira su”
si volta e mostra la schiena, e il culo da dove è uscito Achab.
E si allontana sculettando, in una scia di bollicine odorose.

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