Descrizione di un grigio dopopioggia

La chiamano saudade.

Questa cosa che mi chiama oggi davanti al lago
attraversando antiche contrade e vie conosciute che non mi riconoscono.

Qui l’aria sa di gobbetti e alborelle
__________(tienine sempre una, da sotterrare per i vermi)
sa di maglioncini annodati al collo
o in vita
__________(ahi vita ohi vita mia)
sa di goccioline di foschia
quella che piove dalle nuvole, dalle cime dei monti
fino all’acqua del lago, e ne fa un tutt’uno col cielo.

Qui qualcuno mi aspettava
forse proprio qui, su questa panchina
sotto le stesse foschie
e lo so che poi sono arrivato.
Qui aspetto un poco anch’io
e lo so che nessuno arriverà
sono io che vado.

Vado con lo sguardo, seguendo la linea che taglia il monte
fino ai castelli in aria
e ai falchetti, che volteggiano lenti
ai falchi e agli sparvieri sull’acqua.

Intanto la fontana getta altra acqua nell’aria già carica
qualche spruzzo arriva fin qui
a ricordare che ho l’età in cui ci si scorda,
ci si scorda dell’età e del maglioncino
arriva a ricordare che sarà meglio rientrare.
Prima che piova.

Prima che io scordi che qui non arriverà nessuno.

2 pensieri riguardo “Descrizione di un grigio dopopioggia

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