Think different

Tutti che vogliono il bicchiere pieno
la botte piena
e magari la moglie ubriaca pure.
Se proprio proprio deve,
almeno mezzo pieno.

Ma vuoi mettere mezzo vuoto?
Tutto quello spazio
ci puoi aggiungere sciroppo di menta,
e qualche fogliolina pure,
un pizzico di sambuco
e ghiaccio tritato, fino a strabordare.
L’importante è berselo,
e goderne.

Per quella cosa della moglie..
si può lesinare un poco sugli sciroppi..
così che ci stia un bel po’ di vodka.
Fino a strabordare.

L’importante è sempre bersela
(se è di quella buona anche quella strabordata)
e godersela.

Ma tu non chiudere gli occhi

Ma tu non chiudere gli occhi
si chiudono sempre gli occhi quando è il momento dell’ oblio
si chiudono gli occhi per non vedere il buio di un mia che mia non è
per restare soli
per non vedere un tuo che tuo non è.

Del buio ricordo una strada tutta curve
che segue la costa, fredda,
questo tratto non ha case, nè luci
solo il faro che esce verso il lago a ogni curva.

Ma tu non chiudere gli occhi
del buio ricordo anche un sentiero, che scende al lago,
il faro spento, l’ acqua nera come il cielo
e il silenzio
hai mai sentito il silenzio farsi nido contro la paura?

Resta solo l’ acqua,
acqua che si infila come lingua tra i sassi
acqua che segue le curve del lago
acqua nera come il cielo.

Ma tu non chiudere gli occhi
ho bisogno che mi prendi la testa tra le mani
e che mi porti ancora al sonno,
con una ninnananna d’acqua,
come io prenderei la tua, per farla mia.

Un mia che mia non è.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59533

In un chiaro mattino

E’ chiaro,
sono così chiare le metafore abusate
camicie aperte su seni enormi
e inguini di donna fioriti.
Che è questo che fa la primavera coi ciliegi? Li fa fiorire?
Il suo inguine è brullo e desertico
d’ erba bruciata al sole,
in questa estate avanzata di giorni lunghi.
Ma questo è certo:
è fiorito un giorno
è stato sorgente di vita e di bianchi fiumi spumeggianti
l’ erba era folta intorno
la luce ci brillava
e brillavano le acque che scendevano alla foce.

Poi le hanno dato un rasoio.

E’ rimasta una radura d’incanto
dove corrono ancora gli unicorni rossi.

 

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59515

Viandando (Fiumelatte-Vezio-Varenna)

Fiumelatte è il nome del paese, sulle rive del lago, e anche il nome del fiume che ci sfocia.

Il nome è dovuto al colore delle acque, bianche e spumeggianti per la discesa ripida. E’ anche uno dei più corti d’ Italia, circa 250 metri dalla foce alla sorgente. C’è un sentiero per salire alla foce che parte nei pressi del parcheggio libero appena passato il centro. Alla foce c’è anche un’ area attrezzata con tavoli e panche.

Il fiume sparisce da Ottobre fino a fine Marzo , per questo sono nate molte leggende ma è solo un “troppo pieno” di qualche bacino sotterraneo delle Grigne che col disgelo delle nevi e dei ghiacci si riempie.

La sorgente..

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Poco prima della sorgente si incrocia il sentiero del viandante, che porta a Varenna e Vezio.

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Io però sono ridisceso e salito a Vezio dal centro di Varenna, in auto, e poi a piedi fino al castello sulla cima.

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Il castello è aperto e visitabile, c’è un biglietto d’ingresso molto basso, per la manutenzione, c’è un punto di ristoro e informandosi sugli orari anche degli spettacoli di falconeria.

Ci sono anche alcune installazioni di sculture in legno di Luigi Gambato, un artista locale, e si può salire alla torre. Dalla torre, a strapiombo su Varenna si vede Bellagio e i due rami del lago che vanno uno a Como e uno a Lecco. Ci sono anche delle sculture di fantasmi in benda e gesso, fatte ogni anno perchè poi l’ inverno e la neve le distruggono.

I fantasmi..

I sotterranei, usati anche nella guerra del ’15 ’18 come avamposto della linea Cadorna.

Nella torre si trovano anche calchi di ritrovamenti fossili di un abitante preistorico del lago.. Il Lariosauro.

Scorci di Varenna

E un ovunque proteggi non manca mai ..

Di draghi, spade lucenti e arcobaleni

Si dà gli occhi, come meraviglia consapevole,
al centro delle pupille,
colorata come un arcobaleno.

Gli puoi mostrare fogli infiniti
impossibili da riempire
potrebbe iniziare a scrivere..
ma al secondo verso scorderà il primo,
e al terzo il secondo..
Alla fine li brucerà.

Puoi mostrargli una spada lucente
Un misto di acciaio e mogano rosso
capace di risuonare nell’ aria
come un corno.
Una spada rossa e bellissima

E fuggirà

Solo un arcobaleno uguale al suo potrebbe fermarla.
Se solo non avesse giá bruciato tutti i fogli.

 

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59489

Oltre la seta rossa

L’erba era calda, e umida e castana
e mi vedevo lì disteso,
nel caldo buono, come di grembo di madre
e attorno tanta pace, e nessun desiderio
o almeno nessun altro che stare lì.

Certo stavo sognando
che il cielo era un drappo rosso,
di seta viva, dai bordi frastagliati.
Io viaggiavo nuotando per raggiungerlo
e cambiarne il colore
che da sempre è rosa
e raggiungere il bosco
che sapevo essere lì.

E il cielo all’improvviso sparì
o forse l’attraversai
o semplicemente non mi piaceva così
nè di tutti gli altri colori immaginati.
E oltre c’era il bosco
con l’erba calda, umida e castana
e io che mi posavo sull’erba e sui fiori.
Certo stavo sognando
perchè qui i fiori non hanno  il profumo che si sentiva lì.
Certo stavo sognando
perchè non ero solo
tu eri il cielo il bosco il fiore e il suo profumo.

 

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59471

Biancosplendore

Ci si sveglia lenti la mattina
in questa età di chissenefrega delle alzabandiera
e di è tanto che la sveglia non suona.

Ci si sveglia lenti e si cercano i pensieri sparsi
che qualcuno è gia in cucina, alla macchinetta del caffè
un altro è rimasto indietro, nella notte
e non si vuole alzare,
uno è già davanti al sole, oltre le imposte chiuse.

Il più prepotente oggi pensa che non la vuole più la vernice invisibile
quella di Disneyana memoria
quella ambita per pizzicare il culo alle bambine,
per entrare al cinema, senza avere l’età
per restare al museo oltre l’orario
e vedere le statue abbandonare le loro pose
scendere dai piedistalli e muoversi lente, non viste
cercando pensieri sparsi.

Quella con cui potrei vedere te alzarti la mattina,
senza pose, e posarti un bacio a un millimetro dalla pelle
assieme a un soffio leggero
quella con cui potrei vederti amarti le mani
o far l’amore con gli unicorni rosa.

-No, quella degli unicorni è il sogno-

Potrei vederti far l’amore ubriaca, di vita,
col corpo coperto da millegocce di biancosplendore,
potrei vederti far l’amore e basta.

E restare invisibile è il tormento.

Pensavo che non la voglio più la vernice invisibile.
Non ho ancora l’età dei tormenti
nè mai ce l’avrò.

 

 

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59468

Ombre d’azzurro elettrico

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59453

Fu un lampo nero,
nell’ azzurro dell’età incosciente.
Tutti gli altri colori spenti.
Sul soffitto ondeggiavano le ombre dei giorni a venire, incerti
la zingara alla parete ascoltava con me le auto passare
diceva che il lampo era azzurro
scintille elettriche di un tram che non c’è più
diceva che il nero era la notte
diceva che sarebbe tornata a prendermi
a ogni lampo di luce azzurra.

Aveva sempre rose tra le mani, le stesse
diceva che il lampo era azzurro elettrico
e l’abito rosso
e il nero la notte
ma il buio era la luce nella quale splendeva.

Ondeggiava alla parete
col mutar del lampo, come una gitana danza
diceva che sarebbe tornata a prendermi
ma non può più.

Così vago, tra gli alberi che ondeggiano
e le nuvole che viaggiano,
i laghi che non stanno mai fermi
per vederla ondeggiare sulla superficie
per dirle di accompagnarmi ancora ai sogni
perchè si è fatta d’ aria, dissolta nella stessa aria
ma con visibili e splendide le mani
che oltrepassano le porte dell’ invisibile.

E anche perchè non glie l’ ho mai detto.