Dibujo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59134

 

Ho disegnato una poesia.
Ha grandi colline rigogliose
baciate dalla luce
che combacia,perfetta, al profilo
come una carezza.
Colline così belle che a guardarle ci si perde
e si inciampa, e si rotola,
come pietre verso la valle.
Senza paura si rotola
e ci si trova seduti al centro,
proprio sotto la cascata che scende dalle colline.
Una cascata così bella che l’ acqua ti prende con sè
e scendi la valle,
attraversi la pianura come acqua
verso il bosco che nasconde il lago.

E’ un bosco di maggiociondoli fioriti
ci passa la transumanza degli unicorni
che vanno a bere al lago fiorito di alghe verdi.

Sopra a tutto il cielo,
il cielo pieno di tutto quello che non so dire.

L’ho disegnata su carta sottile
che adesso ondeggia, trasparente, al vento.

Pensiero veloce

Il pensiero,
questo è il guaio.
Il pensiero veloce.
Segue idee lontane nel tempo,
ricama arabeschi su pentatoniche minori
che le dita stanche non seguono.
È così che qualche nota salta,
tu le senti lo stesso, ma mancano nel rewind.

Nessuno se ne accorge se non conosce l’ idea originale.

Così il tuo corpo,
danza sulle stesse pentatoniche,
seguendo lo stesso pensiero
io lo vedo danzare,
anche se al rewind sono solo immagini statiche
e fotogrammi mancanti,
forme fuse nel bronzo e ferme nel tempo.

La modella ha le dita stanche
e nessuno se ne accorge.

Semino sogni

Io semino sogni,
non importa dove
a volte sono le cime dei monti,
ma solo perchè a me piacciono
come le rive del lago, idem.
Altre volte su un divano consumato,
o su una scrivania, in disordine logico,
come i miei programmi
in cui fatico a ritrovare la riga da modificare,
che poi trovo sempre.

 

Semino sogni
e lo so che può sembrar ridicolo
anche a me
se non fosse che c’è qualcuno che li raccoglie
per cibarsene
e poi li porta al grande prato a fiorire.

E non è per la rima
ma ogni volta è un fiore di stupore.
Un fiore che poi trovo sempre.
Uno stupore di cui essere grato.

 

Strani branchi

È proprio vero.
L’uomo è un coglione da branco
non ricorda più il gioire su sentieri interni e personali.
Ma forma strani branchi
dove non si conoscono l’un l’altro
ma festeggiano insieme la propria fine.
Solo a volte ne trovi qualcuno
sui sentieri interni
sorride e saluta.

E poi s’è aperta come un fiore

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59096

 

Già l’avevo immaginata
ogni volta che salgo per sentieri e mulattiere dei cari luoghi
e ogni volta è  il suo desiderio che toglie la fatica.
Il desiderio della visione alla fine del sentiero.
E alla fine si apre, la visione,
come un fiore indifferente al temporale
ed è più di quello che avevo immaginato
sempre nuova di colori
adesso verde di alghe in fiore
poi blu di cielo riflesso
e bianca, come l’acqua che scende sui fianchi del monte
bianca, come le nuvole.

Le nuvole poi , sembra basti allungare un braccio
un dito
per un tocco
un lampo
una scintilla.

Da qui, oggi, non si vede
e solo immagino di che colori veste
ma so che è là, più bella dell’immaginazione,
là, alla fine di qualche sentiero.

E alla fine di qualche sentiero si aprirà di nuovo come un fiore
indifferente al temporale che lo bagna
sempre nuova di colori.
La visione scintillante.

(foto mia, stamattina dopo il temporale)

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Prendo solo qualche parola

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59080

Prendo solo qualche parola
altre le scarto
finchè resta sul foglio solo questa rossa nudità
rossa come sangue che pulsa, e riempie i corpi
e resti tu, che pompi il sangue in quelle vene.

Prendo solo qualche parola
qualche dettaglio
altri li scarto
finchè resta sul foglio la descrizione della tua pelle
oscena
e lì, al centro, ti sfioro.

Prendo solo qualche parola
oscena
-che dica del desiderio
imperdonabile
-che il desiderio non ha bisogno di perdono
scivolosa
-tra le ginocchia e le coscie
profumata
-come il fiore sulla soglia della meraviglia.

Prendo solo qualche parola
altre le scarto
finchè ne resta una.

Nuda.

Un eterno cercare

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59029

 

Che poi non è l’amore che si cerca di conoscere

nei corpi delle donne amate

ma un qualcosa che sta lì da sempre

nascosto in bellavista

come l’amore da riconoscere.

Qualcosa come una radice antica

che ci lega, sotto la superficie delle cose,

qualcosa che ancora si nasconde

sperando di essere trovata.

Qualcosa che lascia segni,

e tracce da seguire

come a dire sono qui

vienimi a cercare.

Qualcosa a cui non si sopravvive

se non si nascondesse ancora

in un eterno cercare.