Al museo dei ricordi inventati()

1

Quando lei aprì le cosce
il mondo sparì d’ improvviso
stupefatto, nella di lei ferita.

Restò solo quell’ attimo
spalancato
feroce e dolce,
di lacerante bellezza.

2

Stavo a un metro da terra
tra due mani forti.

E non volevo sentire.

Quelle mani non mi hanno più lasciato.
Solo quando si sono dissolte
bruciate coi loro capelli di neve,
ho capito.

Neanche io le avevo mai lasciate.

3

Era sempre sorridente
nel suo abito rosso a voulant bianchi da zingara.
Tra le mani sempre un mazzo di rose, rosse.

Io lo sapevo
anche a occhi chiusi, senza vederla, lo sapevo.,
la notte scendeva dalla sua cornice
si sdraiava accanto a me abbracciandomi,
nel blu elettrico dei lampi del filobus.

Non posso scordare l’ odore della pelle
odore di rosso parigino.

4

Mi prendeva in braccio
come una volta
mi offriva il seno
avevo sete,
sete e fame di vita.
Mi copriva con i suoi capelli.


 

“e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie”
Bambino. A. Merini

 

immagine Frida Kahlo

Frida-Kahlo-My-Nurse-and-I

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