Notturno

Aveva fatto notte
e già la notte entrava nel giorno
ma volevo ancora qualche minuto
qualche ora ancora tra canzoni e sigarette
che il sonno venga quando proprio non se ne può più.

E’ allora, nel sonno, che di solito fugge
scivola silenziosa e invisibile tra gli alberi
percorre sentieri sconosciuti.
Ma io la conosco
so che arriverà alle rive del lago
resterà un poco e poi salirà veloce ai monti.
Forse incontrerà amici
madri
o me
o due bellissimi bimbi
si fermerà a giocare.

Succede così che a volte tarda a tornare
quando il sole è già alto,
ma torna sempre,
ogni mattina,
senza dire nulla dei suoi viaggi,
degli incontri,
dei giochi
e mi riconsegna al mondo.

E lo so che si stancherà un giorno
che ormai ha gli anni miei
e resterà alle rive
resterà felice a giocare
poi volerà come una freccia verso i monti
e non potrà più tornare.

Io da qui vorrei solo una mano per accompagnarmi ai monti.

Gioiellli Rubati 84: Ivanna Pedretti – Gisella Canzian – Franco Bonvini – Mauro Roversi Monaco – Maria Allo – Mary Barbara Tolusso – Barbara Auzou – Manuela Di Dalmazi.

almerighi

DANZA

Lo sguardo, dove va?
dritto, sopra, al pavimento.
Basta che non sia su di me.
Pensiero che attraversa.
Chiudo gli occhi
cerco di sentire il punto di partenza.
Traccio linee e sento che
linee sono le mie ossa.
Andare mi fa sentire i muscoli pronti
tesi.
Sento la determinazione, il limite
confine del corpo:
le braccia, le mani
che spingono, agitano.
Provo piacere nel tagliare lo spazio in diagonale.
Il sopra, il sotto, lo stare nel mezzo.
A terra sento la superficie premere sulle ossa.
Famigliarità.
Stare nel mezzo, invece, mi fa sentire i muscoli contratti
sono scomoda.
E poi l’alto.
Lo misuro con l’aria che sposta le braccia.
Fresco sulle mani.
Vado verso un punto che ho scelto
chiudo le braccia al petto e poi le apro.
Sento l’elasticità del movimento
che allarga
allarga e poi stringe.
E’ ritmo netto, preciso.
La chiusura è il preludio a un’altra…

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