Capibianco

Oggi dal cielo grigio di novembre piove
l’ aria è umida e sto al caldo in sala prove
si esce solo per fumare e cambiare aria
dalla tettoia guardo il cielo e non piove più
esce uno stormo, all’ improvviso
riempie il cielo di grida e di canzoni
poi se ne vanno al sottotetto
dove ci son briciole e semini e il freddo prende meno il petto.

Ma ce n’è uno che è sempre l’ ultimo a rientrare
lei è partita per l’ estate qualche mese fa
lui volteggia ancora un po’, si guarda in giro
e poi rientra al sottotetto a riposare.

Chissà poi chi è che porta quei semini lì
certo non sapeva che che sarebbero rimasti qui
ancor meno voleva che morissero proprio qui.

Nei mattini gelidi d’ inverno non uscivano quasi più
lui guarda il cielo e vede solo un grande bianco che nasconde il blu
poi gli sembra di sentire un canto nella neve
non stavo bene
non stavo bene laggiù
nell’ eterna estate non stavo bene senza te.

Senza vedere uscì nel bianco
in poco tempo le ali quasi non muoveva più
sbucò improvvisa una capibianca
gli prese gli artigli e danzarono nella neve bianca
poi giù in picchiata
verso una terra che nemmeno vedevan più.

Sprofondarono nella neve e poi non so
forse ristettero a guardarsi ancora un po’
forse ripartirono per dove non lo so.

Così oggi puoi sentirli ancora lì
dentro una nuvola mentre guardi il cielo blu
li senti cantare
ma vederli non puoi.

E questa è solo una storiella da vasca da bagno
ma se ci pensi
e cambi i soggetti
dentro la nuvola ci potresti essere tu.

9 pensieri riguardo “Capibianco

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