figadelegn

Certo è un epiteto molto usato qui a Milan, ma credo anche in tutta Italia con varie varianti dialettali.
Solo non ho mai capito cosa c’ entri il legno.
Forse una questione di materiale, o di differenza di materiali,
un po’ come i vecchi cilindri in ghisa con pistoni in alluminio che grippavano spesso e volentieri a causa della differenza di dilatazione al calore dei materiali, se non eri un mago a smolettare la fasce elastiche per la giusta apertura.
Per fortuna c’ erano le trasformazioni, le elaborazioni, i cilindri in alluminio a canna cromata coi condotti dei travasi ben lucidati magari con lamelle sull’ aspirazione per evitare ritorni e un pistone a testa piatta con fasce a elle .. una figata!
Ecco, bisognerebbe sostituire il legno con l’ alluminio, magari a canna cromata ecc. ecc. coi travasi ben lucidati ecc. ecc.
e un buon olio di sintesi per una miglior lubrificazione ed evitare s-fregature.

Pezzi di cielo

Ah, potessi fermare questo tempo-cuore che continua a battere in levare
stare a guardare la sua gonna roteare
per sempre e senza vergogna
ah, potessi farla saltare, gioiosa
anche quando avrà l’ età mia giocosa
e non darle mai un dolore
ma non c’è niente che si possa fare
la strada è già tracciata da questo lago al mare
lei ora non sa che sarò un dolore.
E intanto faccio fotografie
quando lei dice guarda gli aeroplani
disegnano tutte quelle strisce in cielo
e poi conservo quei pezzi di cielo
che niente val la pena di non farsi amare.
L’ultima foto sarà un cielo nero di lampi e nuvole
e io lo so che avrà paura arrivati al mare
ma non c’è niente che si possa fare.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=55011

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Sogno pentatonico

Stavo su uno dei soliti palchi, quelli delle feste di paese,
sotto le stelle.
Al posto delle nostre alogene ai fianchi del palco però c’ erano due potenti fotoelettriche,
tutto era illuminato a giorno, tanto da non riuscire a vedere le stelle nè gli alberi intorno.
Eravamo solo noi e il palco, anzi, a pensarci bene ero solo sotto la luce.
Tutto procedeva bene, la gente si divertiva, finchè il cavo di tensione iniziò a scintillare,
le fotoelettriche lampeggiavano veloci, l’ audio mandava strani ronzii e la gente guardava confusa.
All’ improvviso apparve un ragazzo, non ho visto da dove, spuntò dal buio e saltò sul palco, proprio come facevo io una volta. Ora ci preoccupiamo di mettere una scaletta.
Iniziò ad armeggiare col cavo, senza buoni risultati perchè le fotoelettriche si spensero e tutto sparì nel buio.
Durò qualche secondo poi in un lampo si accese lui, di un bell’ azzurro elettrico, eravamo solo io e lui.. e assomigliava a me.
Gli ho dato la diavoletto e ha iniziato a suonare, erano le canzoni che facevamo da giovani,
I sogni di un bambino.. Decidi.. Tu sei la Verità.. Ma non avevo mai sentito un suono così
un suono che neanche i Celestion più costosi, i riverberi e tutti quegli aggeggini digitali che si usano oggi possono dare.
Non so quanto tempo durò, ma il tempo batteva forte come la cassa di un orologio senza lancette, o quella della batteria.
Quando finì la musica se ne andò, e non volle insegnarmi neanche un trucchetto.
Tu prova, continuava a dire andando, e riprova, tenta, e ascolta.
Ciao.. torno presto.

palco1

Sulla morte e i suoi inganni

Pochi gli incontri con Lei , da giovane,

finchè sei giovane neanche ci fai caso, Lei passa quasi inosservata.

Poi un giorno ti ferma e si presenta,

e ti mostra un parente, o un amico,

che sia Giorgio, o Roberto o Adriano.

 

Te li mostra fra le sue braccia.

Freddi, bianchi, come se se li fosse presi Lei.

e tu li guardi, e li tocchi..

ed è vero sono proprio freddi e bianchi

e allora li scuoti, e li pizzichi, e gli urli ma loro niente,

Nessuno risposta.

 

Roberto avrebbe detto oh, che cazzo fai mi pizzichi?

Giorgio m’ avrebbe anche mandato affanculo..

e gli avrei detto che non sarebbe poi stato tanto male andarci con sua sorella..

a questo punto di sicuro m’ avrebbe dato un pugno.

Qualunque cosa Lei si sia preso, quelli non sono loro.

 

Loro non ci sono più in quei corpi.

E Lei ha solo quelli tra le braccia.

Nipotini

Tenere in braccio un nipotino è sperare nel futuro degli uomini.

Tenere una nipotina è tenere in braccio la madre di tutti quegli uomini e di tutte le speranze.

Ti ama.

E ti fa sentire di non meritare tanto amore.

Presente

Il presente è quando, nel più bel sparatutto, si apre lo scudo del cuore della nave spaziale e l’alieno mostra la bocca spalancata.

Allora pensi: questo è il momento!

Ma ti accorgi che il dito ha già cliccato.

Ecco, il click era il presente.