Andando in paradiso

Si ha un bel dire di com’è bello
starsene su una nuvoletta
a bersi un buon Lavazza
ascoltando musica divina
suonata sul pianoforte infinito di Dio.

Che poi preferirei fosse un chitarrista,
e abbia una chitarra col manico bello lungo, almeno quanto il braccio.

Dicevo si ha un bel dire.
Credo invece che il paradiso sia un posto tormentato
e il caffè non è dolce come quello che da lassù ci vedono bere.
Senza poterci parlare
Senza poterci abbracciare
Senza poterci baciare
senza poterci dire nulla
senza nemmeno l’ alibi di un angolo dietro cui star nascosti.

Partire.
Vorrei.
Fare come i gatti,
o come lei che ha cercato un luogo magico
ed è sparita.
Poi lo direi a tutti
che son partito per un bel posto.
Inventerei un software che risponda ai messaggi
proprio come ha fatto lei
e che invii foto e video di spiagge assolate,
donne in topless
o città da sogno.
Proprio come ha fatto lei.

Che dica che non stiano a preoccuparsi,
che dica se non mi vedono è perchè lì che sto bene.
che dica che c’è anche lei
che dica che non manca nulla
che dica che qui fanno un buon caffè
che dica che li abbraccio
che dica che li bacio
che dica che c’è quasi sempre il sole
che dica che le ragazze qui sono uno schianto
che dica che anche lei al sole è uno schianto, integrale.
Insomma che dica che ci divertiamo un mondo.

In pratica che spari un sacco di palle
proprio come lei
e in mezzo ci metta anche la pubblicità della Lavazza.

Roseto della Villa Reale (Monza)

 

(foto mie).

Ma…

E non è rosa che cerchiamo non è rosa    (bellezza esteriore)
e non è rosa o denaro, non è rosa
e non è amore o fortuna
non è amore
che la fortuna è appesa al cielo
e non è amore.

Chi si guarda nel cuore
sa bene quello che vuole 
e prende quello che c’è

Ha ben piccole foglie   (piccole cose, questo si cerca. Anche se si sa dov’e)
la pianta del tè.       (La pianta del tè, Ivano Fossati)

Le piccole cose semplici

 

 

 

 

 

Qui il tempo è incerto

Ci sono giorni in cui è come fosse qui davanti,
al davanzale, luminosa e sorridente.
Eccheppalle, sempre sorridente.. sarà mica una paresi? Direte.
Va bè.. non tutti ma alcuni giorni sono favorevoli
in quei giorni l’ aria è chiara e profumata
e la Madonnina guarda le cime dei monti
come dalle cime dei monti si vede la Madonnina.

Allora, in quei giorni, la vedo
come alla finestra, vista da un prato di trifogli e margherite.
Le persiane aperte, lei sta a guardare il cielo puntando il dito alle nuvole
e gode del sole e dei canti degli uccellini che riempono l’ aria.
La luce entra a quadrettini e le disegna una scacchiera sul corpo
sui seni, ponendo due pedine al sole.
Dentro la stanza è ancora buia.
Non sono più sul prato allora , ma dentro,
è sempre lei che vedo, da dietro,
col suo culo imponente nella penombra
guarda al cielo
cercando col dito nelle nuvole un segno
godendo del sole e dei canti
o solo dell’ aria, smossa da un pettirosso,
che muove le tende che le accarezzano i fianchi.
Nudi.
Oltre il sole è forte,
mi risucchia fuori nell’ aria, attraverso lei
e allora per un attimo mi vedo, come da dentro lei,
là fuori sul campo di trifogli e margherite
guardare al cielo
cercando col dito lo stesso segno,
e che buffo sembro.

Poi mi sveglio.
E scopro che qui invece il tempo è incerto
e così si sta, occhi al cielo
al punto dove le nubi son più leggere e passa la luce
e mentre si sta i fiori si stagliano ugualmente contro il cielo.
Lei non c’è ma appare velata tra le nuvole.
Così si sta, in attesa di un sorriso di sole.
Come una volpe in tana che aspetta che spiova
per correre al prato delle margherite.
Così si sta, in attesa che il cielo apra i veli.

Quando quando quando

Quando penso a te sdraiata al sole dei miei occhi

ed era quasi ieri.

Quando penso a te nel buio di quel sole

che non scalda la tua pelle.

Quando penso a quella gonna, gialla, da gitana,

ondeggiare al vento della riva.

Quando quella gonna poi l’ hai persa sulla strada

ma la sogno ancora sai.

La sogno.

Quando capirò che amarti non è quella gonna

o il vento che la muove.

Quando capirò che amarti è questo tuo mancare.

E manchi sempre sai.

Mi manchi.

Quando capirò che il vento non ha mai smesso di soffiare.

E quando un giorno capirò che tu nella tua gonna non ci puoi più stare.

Non saprò neanche cosa fare

e mi dovrai insegnare.

Meraviglia

Nuda,
oltre i vetri chiusi, l’ abito bianco alla finestra, ad asciugare.
Le segrete stanze piene di sospiri.
Ma non è il vento che le accarezza i seni
o il sesso velato di nero.
Col viso in ombra, le mani scostano i veli.
Si inarca altissima verso un duro sogno,
ancheggiando a un misterioso visitatore
poi supina, affonda le dita nel mistero del mondo.
Il visitatore è steso, accanto a lei,
la guarda godere
ha lo stesso sesso, e le dita nello stesso mistero.
Nello specchio, sul muro, solo lei, e una gioia antica.
Ma ha un abito bianco da indossare
che steso al sole attende
e bianche lenzuola vuote.
Sulle mammelle spavalde
antiche e solitarie battaglie.
E Lui è solo uno scrittore che ne inventa i contorni,
steso accanto a un mistero.

Di là dell’ angolo,
il lago brilla.
Lui guarda il lago.
E l’ aria odora di calda meraviglia.

Munch, Madonna

MunchMadonna

«La pausa nella quale il mondo arresta il proprio corso / Il tuo aspetto racchiude tutta la bellezza della terra / Le tue labbra crèmisi come il frutto che matura / si allontanano l’una dall’altra come se soffrissero / Il sorriso di un cadavere / Adesso la vita porge la mano alla morte / Viene chiusa la catena che unisce mille generazioni / di morti a mille generazioni future».   (Edward Munch)

Il confine è un palco assolato

Eppure è cosa nota,
ci avevano anche avvisato.
Attenti a non sudare!
Ma qui, in questa vecchia giovinezza non arrivano i consigli.

E così , in un pomeriggio di sole,
tra cavi elettrici, cavi audio,casse e elettronica
appare all’ orizzonte come un limite, un confine.
E ti devi sedere un attimo a guardarlo, sudato,
anche solo per rallentare il passo.
E’ proprio lì, oltre le spie che rimandano i suoni
sulla pista non ancora usata
dove i bimbi stanno già giocando,
impazienti e instancabili.

Oltre è terra d’esilio, straniera.
Colpevole d’ aver sudato..
Ma è solo un’ attimo.
Bisogna finire,
incanalare i cavi e i suoni al mixer,
che è in protezione anche lui, per il troppo sole
e non va, bisogna portarlo all’ ombra,
e poi fare il checksound.

A sera di sicuro farà più fresco
e il confine potrà attendere.
Al buio non si vedrà neanche più
nemmeno in lontananza.

Forse sarà un suono improvviso.

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L’ anno scorso, dopo la festa del piccolo cottolengo Don Orione Seregno. ..e siamo ancora qua.. Quest’ anno danno pioggia, non c’è da stare attenti a non sudare.

 

DonOrione2

Guadarti Nuda

 

Guardarti nuda è stupore, meraviglia e eccitazione.
Guardarti nuda è guadarti nuda
e sei fiume che va sì dalla sorgente al lago
ma nel punto esatto dell’ oggi.

Guardarti nuda è anche timore,
c’è corrente nel punto esatto di oggi, e buche, e paure
ma nuda sei la più potente tra le anime.
Un’ anima Madre
seno e ventre di Madre.
Guardarti nuda è pudore scacciato dalla gioia.

Ci sono giorni in cui non vedi un guado
proprio quando scorre lento, e si allarga
ma poi il fiume si addentra
nelle foreste della fantasia
scorre tra gli alberi che lo ascoltano passare
basta un raggio di sole che lo fa brillare
e lui rallenta
si piega in curve sinuose tra le rive erbose
e il guado si apre al sole.

painting Guido Borelli

la-curva-del-fiume-guido-borelli

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=53536

Test di Touring

A home transformed by the lightning
the balanced alcoves smother
this insatiable earth of a planet, Earth.
They attacked it with mechanical horns
because they love you, love, in fire and wind.
You say, what is the time waiting for in its spring?
I tell you it is waiting for your branch that flows,
because you are a sweet-smelling diamond architecture
that does not know why it grows.

(computer anonimo. Programmatore Zackary Scholl)

Scarso tentativo di traduzione:

Una casa mascherata dal bagliore,
le equivalenti segrete stanze
soffocano l’ insaziabile terra di un pianeta, Terra.
Loro l’ attaccano con corna meccaniche
Perchè loro ti amano, amore, nel fuoco e nel vento.
Tu dici, qual’è il tempo d’ attesa per la sua primavera?
Io ti dico che sta aspettando la tua ramificazione
perchè sei un odoroso diamante dalla dolce architettura
che non sa perchè cresce.

(la poesia fu accettata dalla rivista letteraria The Archive nel 2010)